Margherita Agnelli

Eredità Agnelli, Margherita punterebbe alla maggioranza di Exor, attraverso quella della società Dicembre. Secondo MF – Milano Finanza, lo si capirebbe dalla stessa dichiarazione degli avvocati di John Elkann sulla questione dell’eredità contesa di Giovanni Agnelli e poi di Marella Caracciolo: «Non può in alcun modo essere messo in discussione l’attuale assetto proprietario della società Dicembre, che è stato definito oltre 20 anni fa e che riflette la precisa volontà dell’Avvocato Agnelli nell’assicurare continuità alle attività della famiglia, volontà arcinota e accettata da tutti gli interessati quando ancora egli era in vita». La figlia dell’Avvocato vuole ottenere dal tribunale di Torino e da quelli svizzeri in cui pendono cause collegate l’annullamento dell’accordo transattivo e del patto successorio del 2004 sull’eredità del padre e su quella futura della madre, per i quali ottenne in cambio 1,3 miliardi di euro, e dei testamenti svizzeri di Marella. Se ci riuscisse, otterrebbe la maggioranza di Exor, che controlla un impero da oltre 30 miliardi di euro che controlla Stellantis, Ferrari, Cnh, Gedi, Economist, Philips, Lingotto.

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Eredità Agnelli, Margherita denuncia irregolarità nei documenti della società Dicembre

Per raggiungere il suo obiettivo, Margherita Agnelli ha presentato a dicembre 2022 attraverso il suo avvocato, Dario Trevisan, un esposto alla procura di Torino in cui evidenzia possibili reati fiscali di Marella, in concorso con John e con i professionisti a lui più vicini, per presunte irregolarità nei documenti sulla Dicembre e per le firme sui testamenti di Marella che sarebbero «apocrife»: proprio ieri, secondo quanto riportato da MF – Milano Finanza, si è saputo che il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti chiederanno una nuova perizia sulle firme riconducibili a Marella poste su alcuni documenti. Sull’evoluzione degli assetti della Dicembre, sulla veridicità delle firme su «alcuni documenti di rilievo» come «le aggiunte testamentarie» e i «contratti di locazione degli immobili italiani», oltre che sull’effettiva residenza in Italia anziché in Svizzera di Marella Caracciolo si concentra l’inchiesta della procura di Torino, condotta dal nucleo della Guardia di Finanza, che ha indagato lo stesso Elkann, presidente di Stellantis e ceo di Exor, il commercialista Gianluca Ferrero e il notaio svizzero Urs von Griinigen.

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