Margherita Agnelli

Eredità Agnelli, le indagini si estendono. Secondo il procuratore aggiunto Marco Gianoglio e i pm Mario Bendoni e Giulia Marchetti l’evasione da circa 3,7 milioni contestata negli ultimi 14 mesi di vita di Marella potrebbe aumentare esponenzialmente. Secondo quanto riportato dal Messaggero, infatti, i magistrati sono convinti che Marella risiedesse a Torino ma, per evitare le imposizioni fiscali, avesse dichiarato di vivere in Svizzera, ben prima del 2017. Le indagini quindi si sono estese almeno fino al 2011, quando Marella nominò come propri eredi i nipoti John, Ginevra e Lapo Elkann, o forse addirittura fino al 2003, anno della morte di Gianni Agnelli. Per i Pm il domicilio svizzero di Marella sarebbe un artificio per escludere Margherita dalla Dicembre, la società che controlla adesso Exor e la quota residua della finanziaria di Elkann in Stellantis. La legge svizzera infatti, a differenza di quella italiana, non prevede la “legittima”. Se fosse confermata la presenza di Marella in Italia per più della metà dell’anno, come sostenuto dai legali di Margherita nell’esposto, gli accordi ereditari sarebbero nulli.

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Eredità Agnelli, le indagini: accusa e difesa a confronto al Tribunale del Riesame di Torino

Ieri al Tribunale del Riesame di Torino si è svolto il primo faccia a faccia tra accusa e difesa. Gli avvocati difensori di Elkann e Ferrero si sono rivolti al Tribunale per contestare il maxi sequestro dello scorso 7 febbraio, quando i militari della Finanza hanno portato via documenti fiscali e relativi agli accordi successori, che risalgono anche al 2004, ma anche computer, device vari e opere d’arte. Per il procuratore aggiunto Gianoglio e i pm Bendoni e Marchetti, quei “Modelli unici” mal compilati indicano una «strategia dell’evasione», come la definiscono in ambienti investigativi, pianificata a tavolino. Ricostruire l’asset patrimoniale è indispensabile per stabilire l’effettiva portata del patrimonio, che si articola in una rete di società offshore e conti nei paradisi fiscali. Il 23 febbraio è stato comunicato alle difese, che potranno partecipare, che verrà eseguita, con la formula dell’accertamento tecnico irripetibile, la copia forense di tutto il materiale informatico sotto sequestro. E a quel punto si è capito che l’interesse investigativo si è esteso a un periodo ben più ampio.

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