Marella Agnelli
Marella Caracciolo Agnelli con Lapo Elkann

Eredità Agnelli, indagati anche Lapo e Ginevra Elkann. L’ipotesi di reato della Procura di Torino è la stessa contestata al fratello maggiore John: truffa ai danni dello Stato per il mancato pagamento della tassa di successione su una fetta di eredità – che ammonta a 734 milioni di euro – della nonna Marella Caracciolo, deceduta il 23 febbraio 2019. Secondo quanto riportato da Corriere della Sera, Repubblica e Messaggero le dichiarazioni fraudolente bersaglio della Procura si sono estese fino al 2016, e la presunta evasione complessiva si aggirerebbe attorno ai 30 milioni di euro. Una contestazione basata sull’assunto secondo il quale la moglie di Gianni Agnelli aveva stabilito fittiziamente la sua residenza in Svizzera, mentre in realtà viveva prevalentemente in Italia. Se questo fosse acclarato, ecco che i tre fratelli avrebbero dovuto versare nel nostro Paese le tasse relative alla successione della nonna. Peraltro i finanzieri non hanno trovato gli originali del testamento del 12 agosto 2011 e delle due aggiunte fatte nel 2012 e nel 2014, e sospettano – sulla base di una perizia calligrafica – che le firme di Marella su quei documenti siano apocrife.

LEGGI ANCHE: Eredità Agnelli, le indagini si estendono a prima del 2017

Eredità Agnelli, indagati anche Lapo e Ginevra: la Procura di Torino rilancia

La Procura di Torino insomma, nonostante la sconfitta di sabato scorso con la decisione del tribunale del Riesame che ha parzialmente bocciato il decreto di perquisizione notificato l’8 febbraio a John Elkann, ha deciso di andare avanti nell’inchiesta. I documenti che i finanziari avrebbero dovuto restituire, ieri sono stati posti nuovamente sotto sequestro. John era già stato iscritto nel registro degli indagati per «dichiarazione fraudolenta al fine di evadere l’imposta sul reddito», insieme allo storico commercialista di famiglia Gianluca Ferrero, presidente della Juventus, e al notaio svizzero Urs Robert Von Gruenigen, incaricato di amministrare il patrimonio di Marella. Ora però l’arco temporale delle contestazioni si allarga, dal 2016 al 2019: periodo nel quale gli inquirenti ritengono Marella vivesse a stabilmente a villa Frescot, sulle colline torinesi. L’omesso versamento dell’Irpef sui redditi prodotti in quegli anni ammonta a circa 30 milioni di euro. Prima invece al nipote maggiore era contestato l’evasione sul 2018 e i primi due mesi del 2019, per un totale di 3,8 milioni.

LEGGI ANCHE: Eredità Agnelli, Pm: firme Marella ‘apocrife’, nuova perizia grafologica