Si muove un nuovo tassello nell’inchiesta sull’eredità Agnelli. Questa mattina, davanti al tribunale di Torino, Gianluca Ferrero, commercialista e attuale presidente della Juventus, ha formalizzato la richiesta di patteggiamento nell’ambito dell’indagine sulla presunta evasione fiscale legata alla residenza di Marella Caracciolo, vedova dell’Avvocato Gianni Agnelli.
Ferrero ha proposto di versare una sanzione pecuniaria di 73mila euro, senza pene accessorie. La Procura di Torino ha espresso parere favorevole, e la decisione del giudice è attesa per fine novembre. La magistratura ha precisato che la vicenda non riguarda l’incarico di Ferrero come presidente bianconero, ma esclusivamente la sua attività professionale di consulente in ambito patrimoniale.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai pm torinesi, ruota intorno al presunto domicilio fiscale fittizio di Marella Caracciolo in Svizzera, nonostante – secondo l’accusa – avesse la residenza effettiva in Italia almeno dal 2010. Una discrepanza che avrebbe generato un’evasione sull’imposta di successione stimata in oltre un miliardo di euro, con circa 248 milioni di redditi non dichiarati.
Nei mesi scorsi, la Procura aveva disposto un sequestro preventivo da 74 milioni di euro nei confronti degli eredi John, Lapo e Ginevra Elkann, oltre allo stesso Ferrero. Gli Elkann, tuttavia, hanno già versato complessivamente 183 milioni di euro all’Erario per sanare la posizione tributaria.
Sul piano giudiziario, la posizione dei tre fratelli si è alleggerita: per John Elkann è stata accolta la messa alla prova, che potrebbe portare all’estinzione del reato; per Lapo e Ginevra Elkann, la Procura ha chiesto l’archiviazione integrale. Resta invece aperta la posizione di Ferrero, che tenta ora la via del patteggiamento per chiudere la vicenda.
Il nodo centrale resta quello della residenza fiscale di Marella Caracciolo. La difesa sostiene che la vedova dell’Avvocato fosse stabilmente residente in Svizzera dagli anni Settanta, mentre l’accusa ritiene che il suo centro di interessi economici e familiari fosse in Italia. Una disputa che, oltre ai risvolti patrimoniali, continua a gettare luce sulle complesse dinamiche ereditarie della famiglia Agnelli.















