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John Elkann

Eredità Agnelli, l’evasione fiscale secondo l’accusa ammonterebbe a una cifra compresa tra i 42 e i 63 milioni di euro. Ieri davanti al tribunale del riesame di Torino si sono nuovamente confrontati la Procura di Torino e gli avvocati che difendono i fratelli Elkann, che sono indagati per truffa ai danni dello Stato per non aver pagato la tassa di successione su una psrte di eredità della nonna che ammonterebbe a 734 milioni di euro. Per i pm, gli «artifizi e i raggiri» previsti dal reato di truffa – secondo quanto riportato dal Messaggero – si sono concretizzati nel trucco della residenza in Svizzera di Marella, con il quale i tre nipoti avrebbero «indotto in errore» l’Agenzia delle entrate (che non ha potuto finora esigere il pagamento dell’imposta), traendo «l’ingiusto profitto» di risparmiare tra i 42 e i 63 milioni di euro di tasse. Di qui l’accusa di truffa ai danni dello Stato, che secondo la difesa andrebbe invece derubricata a illecito amministrativo.

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Eredità Agnelli, evasione fiscale: domestici e dipendenti vari confermano che Marella risiedeva in Italia per la maggior parte dell’anno

Secondo l’accusa Elkann avrebbe fatto figurare che domestici e infermiere lavoravano per lui, «al fine di non compromettere la possibilità che la defunta nonna fosse effettivamente residente in Svizzera»; la novità di ieri è che questo «appare largamente confermato dalle dichiarazioni» degli ex dipendenti sentiti come testimoni in Procura. In sostanza, quasi tutti hanno confermato che prestavano assistenza alla signora Agnelli quando lei risiedeva nelle dimore torinesi, ossia per la maggior parte dell’anno. Quasi tutti i dipendenti assunti da John sono stati licenziati dopo che sua nonna, il 23 febbraio 2019, è deceduta. Nel locale caldaie dell’abitazione di John. Elkann, i militari del nucleo economico finanziario di Torino avrebbero trovato una ventina di faldoni con i documenti di «domestici, cuochi, autisti, governante, guardarobiera, maggiordomi». Tra il materiale sequestrato a Carla Cantamessa, che si occupava della gestione amministrativa delle abitazioni riconducibili alla famiglia Angelli-Elkann, ci sarebbero anche documenti sui «giardinieri dismessi dal 2020», ossia successivamente alla morte di Marella.

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