Margherita Agnelli

Eredità Agnelli, conti offshore con sede in paradisi fiscali, riconducibili a sua madre: Margherita, figlia dell’Avvocato, ha scoperto della loro esistenza solo successivamente all’accordo sull’eredità paterna con la madre Marella del 2 marzo del 2004, con il quale rinunciò a tutto in cambio di 1,3 miliardi di euro. «Noi non eravamo al corrente di nulla, né avevamo strumenti per accedere a conti e società di “outremer” (oltreoceano, ndr)» afferma l’avvocato milanese Luigi Emanuele Gamna, uno dei due legali che per conto di Margherita Agnelli seguì la trattativa, le cui dichiarazioni sono riportate dal Messaggero. Margherita insomma non sarebbe stata a conoscenza dell’intero patrimonio di cui disponevano i genitori. Gli inquirenti sospettano che un immenso patrimonio sia stato sottratto all’imposizione fiscale, facendo leva sul fatto che la moglie di Gianni Agnelli avesse una residenza fittizia in Svizzera e quindi non dovesse pagare le tasse in Italia.

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Eredità Agnelli, conti offshore e non solo: quella provvista di Zurigo da un miliardo

L’avvocato Gamna spiega che all’epoca non ne avevano prove: «Forse oggi le cose sono diverse e quella che allora poteva essere solo un’ipotesi ha maggiore consistenza. Ma noi non eravamo al corrente di nulla, né avevamo strumenti per accedere a conti e società di “outremer”». In ogni caso, precisa il legale, «fu grazie a noi che Margherita poté ottenere una cifra molto cospicua di denaro e opere d’arte di enorme valore». Margherita Agnelli ha scoperto dell’esistenza di questo patrimonio nei conti offshore anche grazie alle rivelazioni dello svizzero Siegfried Maron, consulente personale di suo padre. Proprio a quest’ultimo – come emerso da un testimone sentito dai pm di Milano in un’indagine poi archiviata – era «fiduciariamente intestata e detenuta attraverso molteplici conti» nella filiale di Zurigo della Morgan Stanley «una provvista direttamente riconducibile a Gianni Agnelli per una cifra complessiva tra gli 800 milioni e il miliardo di euro». Per questo Margherita nel 2007 citò in giudizio davanti al tribunale di Torino, oltre a sua madre, Maron e gli altri due stretti collaboratori di suo padre, Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, allo scopo di ottenere il rendiconto dei beni.

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