Margherita Agnelli

Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda legale sull’eredità di Gianni Agnelli. La Corte di cassazione ha confermato la validità del sequestro, operato dalla Procura di Torino, nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità dell’Avvocato. La Corte suprema ha anche avallato la decisione del tribunale del riesame di Torino, che aveva parzialmente riconosciuto la legittimità di un sequestro effettuato nei giorni precedenti.

La decisione della Cassazione

La terza sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura contro il primo provvedimento del tribunale e ha respinto il ricorso contro il secondo provvedimento, presentato dagli indagati John, Lapo e Ginevra Elkann, figli di Margherita Agnelli, e Gianluca Ferrero, commercialista della famiglia e presidente della Juventus. La decisione conferma quindi la validità dei sequestri effettuati nell’ambito dell’indagine sull’eredità di Gianni Agnelli, garantendo a Margherita il proseguimento delle sue azioni legali.

L’eredità contesa

Il procedimento ha avuto inizio a seguito di una denuncia presentata a Torino nel dicembre 2022 da Margherita Agnelli, figlia dell’avvocato Gianni Agnelli e madre di John Elkann (amministratore delegato di Exor e presidente di Stellantis e Ferrari), di Lapo e Ginevra Elkann.

Dopo la morte di Gianni Agnelli, Margherita aveva ereditato il 33% del patrimonio paterno. Successivamente, aveva venduto le proprie quote della holding familiare “Dicembre” alla madre Marella per 105 milioni di euro. Marella, a sua volta, aveva trasferito queste quote ai nipoti Elkann. Nel 2004, attraverso un patto successorio, Margherita aveva rinunciato all’eredità in cambio di un miliardo e 300 milioni di euro.

Nel 2007, convinta che una parte del patrimonio fosse stata nascosta, Margherita aveva avviato un’azione legale per ottenere una rendicontazione completa e per annullare il patto successorio. Questo ha portato alla denuncia presentata alla Procura di Torino nel dicembre 2022, nella quale Margherita ha accusato la madre di una presunta residenza fittizia in Svizzera per evitare il fisco. La questione riguardava una rendita vitalizia di 583 mila euro l’anno che Margherita versava a Marella in base al patto di successione. Da qui è partita l’inchiesta della Procura di Torino.

Inchiesta e sequestri

Nel febbraio scorso, la Procura aveva incaricato la Guardia di Finanza di effettuare un primo sequestro a favore di Margherita e contro i figli. Successivamente, il tribunale del riesame aveva riconosciuto solo parzialmente la legittimità dell’atto. Nonostante ciò, i pubblici ministeri avevano mantenuto il materiale sequestrato e, agli inizi di marzo, avevano disposto un secondo sequestro, che è stato interamente confermato dai giudici. Ora, l’operato del tribunale del riesame di Torino ha ottenuto il sostegno della Cassazione.