Brindisi si prepara a diventare uno dei punti nevralgici della filiera europea delle batterie. Con la posa della prima pietra della nuova gigafactory, Eni accelera il piano di trasformazione industriale e rafforza la strategia sulla transizione energetica, puntando sulla produzione di sistemi di accumulo indispensabili per accompagnare la crescita delle energie rinnovabili.

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L’investimento rappresenta uno dei tasselli più importanti del percorso di riconversione industriale del gruppo guidato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi e mira a costruire una filiera integrata che va dalla produzione delle celle fino al riciclo delle batterie.

La gigafactory di Brindisi al centro della strategia di Eni

Il nuovo impianto sorgerà all’interno dello stabilimento Versalis di Brindisi, in un’area precedentemente destinata allo stoccaggio dei polimeri e oggi protagonista di un ampio progetto di riconversione industriale. Alla cerimonia di avvio dei lavori ha partecipato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Il progetto è sviluppato da Eni Storage Systems, joint venture tra Eni Industrial Evolution e FIB, società del gruppo Seri Industrial. Il piano prevede la realizzazione di una gigafactory dedicata alla produzione di celle e moduli al litio-ferro-fosfato (LFP), oltre a un impianto per l’assemblaggio dei pacchi batteria destinati principalmente ai sistemi di accumulo stazionari (Bess). Queste tecnologie sono considerate strategiche per garantire la stabilità della rete elettrica e favorire una maggiore integrazione delle fonti rinnovabili nel sistema energetico.

Obiettivo 16 GWh entro il 2030

Insieme al sito produttivo di Teverola, il nuovo polo industriale consentirà di raggiungere una capacità complessiva di 16 GWh annui entro il 2030, una quota che equivale a oltre il 10% dell’intero mercato europeo dei sistemi di accumulo stazionari.

Il progetto prevede inoltre una seconda fase di sviluppo che completerà la filiera produttiva con la realizzazione di impianti dedicati alla produzione del materiale attivo catodico e al riciclo delle batterie, rafforzando il modello di economia circolare perseguito dal gruppo.

Secondo il ministro Adolfo Urso, l’obiettivo è trasformare Brindisi in un polo strategico per la transizione energetica e per lo sviluppo delle nuove tecnologie legate alla riconversione del sistema industriale italiano.

Accordo in Cile per assicurarsi il litio

Parallelamente allo sviluppo industriale in Italia, Eni rafforza anche la catena di approvvigionamento delle materie prime. Il gruppo ha infatti annunciato la firma dell’accordo per acquisire il 25% di Black Giant, società cilena controllata da EnergyX che sviluppa un progetto di estrazione del litio nel nord del Cile.

L’operazione prevede un investimento complessivo di 225 milioni di dollari e garantirà a Eni l’accesso fino al 25% della produzione del progetto. Una scelta che punta a mettere in sicurezza la disponibilità di una delle materie prime più strategiche per la produzione di batterie, sostenendo direttamente lo sviluppo della gigafactory di Brindisi.

Una filiera integrata per la competitività europea

Con il doppio investimento, industriale e minerario, Eni consolida la propria presenza nella filiera delle batterie, un settore destinato a svolgere un ruolo centrale nella decarbonizzazione e nella sicurezza energetica europea.

La strategia punta a integrare tutte le fasi della catena del valore, dall’approvvigionamento del litio alla produzione delle celle, fino al riciclo delle batterie a fine vita. Un modello che mira a rafforzare l’autonomia industriale europea in un comparto sempre più strategico e ad alto potenziale di crescita.