energie rinnovabili

Riteniamo che il 2024 debba essere l’anno dei cambiamenti in ambito energetico per il nostro Paese. Molta strada deve essere fatta, considerando che dipendiamo ancora dalla fornitura di altri Stati per soddisfare le esigenze dei consumi e soprattutto siamo ancora indietro, rispetto alla roadmap, nella produzione di energia da fonti rinnovabili. 

 

Guardando i dati annuali forniti da Terna infatti, i più recenti, quelli che si riferiscono al 2023, risulta che ci sia stata una crescita sostanziale e positiva della produzione di energia da fonti pulite. Considerando tutte le fonti rinnovabili infatti, nel 2023, ci sono state nuove attivazioni per circa 5,8 GW, valore superiore di circa 2,7 GW rispetto al 2022 e hanno coperto complessivamente il 36,8% della domanda, rispetto al 31% del 2022. 

 

Da Terna emerge inoltre che, relativamente all’offerta, nel 2023 si è registrato un aumento del saldo netto con l’estero (+19,2%) come conseguenza di una forte diminuzione dell’export (-24,4%) e di un aumento dell’import (+15,2%)

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Solo un terzo del fabbisogno è coperto dalle energie rinnovabili

 

Questi dati evidenziano che siamo molto indietro in termini di produzione di energia da fonti rinnovabili, poiché coprono poco più di un terzo del fabbisogno nazionale e anche per la nostra capacità complessiva visto che non riesce a coprire tutti i consumi. Non va dimenticato che l’Unione Europea ha posto dei vincoli stringenti di riduzione dell’uso di fonti fossili, imponendo la decarbonizzazione entro il 2050. È necessario quindi accelerare il processo fin da subito. 

 

Lato aziende del settore energetico, che conosciamo bene, visto che associamo 150 operatori del settore energia, gli sforzi fatti sono stati ingenti, sia in termini produttivi che finanziari. Quello che a nostro modo di vedere servirebbe è una crescita a livello di sistema Paese. Da un lato è necessaria una maggiore consapevolezza sull’importanza di questo passaggio; quindi, accettare che ci siano nuovi impianti di produzione di energia, anche vicino a casa propria, nel proprio Comune e anche un consumo consapevole. Infine, serve anche un maggiore sforzo da parte delle autorità pubbliche, sia nazionali che locali, affinché agevolino gli iter burocratici e facilitino le concessioni.