mercato tutelato
DAVIDE TABARELLI NONISMA ENERGIA

Il passaggio dal regime del mercato tutelato a quello libero conserva ancora tante incognite per molti consumatori. Circa 5 milioni di famiglie italiane, dal 2024, dovranno fare i conti con questa novità. Come affrontare questo processo di transizione?

Economy lo ha chiesto a Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia che, però, non ha dubbi: «Le resistenze vanno superate. Come avviene con le scarpe o con la benzina, il consumatore sceglie un bene e deve farlo liberamente», ammonisce.


Mercato libero: è vero che ci possano essere delle quotazioni più alte?

«Sì, è possibile perché parliamo di un mercato che è libero, non regolato, ovvero le tariffe non sono determinate dallo Stato. È altrettanto vero, però, che – ad esempio – prima della crisi energetica del 2022, innescata dalla guerra in Ucraina, i clienti del mercato libero godevano di tariffe pari al 33% in meno rispetto a quelle del mercato tutelato». 

Come mai ?

«I clienti nel mercato libero avevano scelto le tariffe fisse per periodi più o meno lunghi. Tali quotazioni risultavano, a un certo punto, inferiori rispetto a quelle del mercato tutelato che, come sappiamo, aggiorna ogni trimestre tali cifre».

 
Le preoccupazioni dei cittadini- consumatori sono o non sono legittime?

«Sì, lo sono ma è anche vero che da 24 anni (dal 1999 con decreto Bersani), è partito il processo di liberalizzazione, portando ad esempio 20 milioni di famiglie e 7 milioni di imprese a scegliere il mercato libero. Ne rimangono fuori quasi 10 milioni, di cui 4,5 milioni di soggetti vulnerabili (chi, avendo redditi bassi, ha ottenuto il bonus sociale, ad esempio, over 75, residenti in isole minori, etc)». 

Qual è la differenza tra mercato libero e mercato tutelato ?

«Dobbiamo chiarire un concetto: mercato libero e mercato tutelato prendono l’elettricità dallo stesso “mercato all’ingrosso”, che hai dei prezzi che variano molto in funzione del gas. Questo avviene “a monte”, mentre è “a valle” – cioè nella fase distributiva ad esempio – ci possono essere più offerte sul mercato che possono dare valori più alti ma anche più bassi rispetto al mercato tutelato».

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Cosa cambierà allora?

«L’utente deve scegliere liberamente a quale fornitore di elettricità rivolgersi e, se questo non accade, scatterà un meccanismo di tutela progressiva (che durerà 3 anni), con condizioni contrattuali che potranno essere anche migliori rispetto al mercato tutelato». 


Come verranno assegnati i fornitori per il mercato elettrico?

«Nei tre anni verrà assegnato un fornitore al cliente-consumatore. Il consumatore viene determinato attraverso una gara d’asta: il soggetto che offre il “prezzo” migliore vince. L’Italia sarà suddivisa in 21 aree territoriali omogenee, corrispondenti alle Regioni. In ciascuna di queste verrà realizzata un’asta che verrà vinta dall’operatore che offre le condizioni di mercato migliori».

Qual è il ruolo dell’Arera in questo contesto?

«L’Arera sta seguendo questo processo con attenzione e ha introdotto la regola del “Placet”. In altre parole, ogni fornitore deve fornire questa formula che equivale ad applicare le condizioni del tutelato. È una soluzione che si può adottare per i contratti di mercato tutelato in scadenza. Rappresenta il massimo della libertà e della tutela garantito dall’Authority per l’Energia».

Cosa deve fare ora il Legislatore ?

«Bisogna applicare la legge. Si parta subito con una campagna informativa per consentire agli utenti consumatori di compiere scelte consapevoli. Anche le associazioni dei consumatori devono fare la propria parte. Se non diamo seguito a questa riforma, rischiamo un bollino nero da parte dell’Ue sul Pnrr»

«La liberalizzazione – conclude Tabarelli – è di per sé positiva perché comporta una libera di scelta. Come accade con la benzina, c’è chi fa il servito e si avvale del self service. Ovviamente, paga diversi prezzi”. È la concorrenza, bellezza.