A copiare dai più bravi non si sbaglia mai. Specie quando si tratta di soldi. Se poi si tratta di aprire opportunità anche a chi non ha competenze specifiche, tanto meglio. Un caso di scuola? Quello di Global Tech Ventures (Gtv), holding di investimento che raggruppa quattro veicoli di venture capital dall’anima italiana. A guidarla, con Alessandro Rivetti, è Roberto Bossi che, dopo la laurea di prammatica in Bocconi, è volato in Lussemburgo per fare esperienza nel campo finanziario per poi trasferirsi a Lugano ad occuparsi di fondi alternativi e venture capital. Si diceva del copiare: Gtv co-investe con i principali fondi di venture capital europei e americani, puntando su aziende consolidate in fase di forte crescita, già unicorni o contenders con una valutazione attesa di 1 miliardo entro 2 anni e con un obiettivo di exit entro cinque.

Nel portafoglio di Gtv sono transitate partecipazioni in Target Global, G Squared, Viola, General Catalyst, Mercuryo, Moonpay e Copper  e Bombas. «L’ultimo investimento diretto è stato in OpenAi, a novembre 2023 per un milione di dollari: in tutto abbiamo fatto investimenti per un totale di 30 milioni in oltre 30 società target, tutte startup hitech e digital in fase pre-Ipo», spiega Bossi, «ci attendiamo che almeno quattro quest’anno arrivino in Ipo, come Rubrick (cybersecurity per database cloud), che è investita da Microsoft e ha depositato la documentazione per andare in Ipo nei prossimi due mesi. Coinvestiamo con fondi importanti come G Squared e possiamo dire che sì, emuliamo, ma anche aiutiamo i grandi fondi… anche perché ovviamente non abbiamo la competenze di analisi per fare la due diligence di mostri della tecnologia della Silicon Valley. Ma con le relazioni riusciamo a partecipare a round finanziamento interessanti».

Tra le exit di Gtv, figurano Coursera, che «organizza corsi online e dopo la  pandemia andata molto bene, abbiamo fatto l’exit a 2,6x», sottolinea Bossi, Toast, «software per ristoranti, exit a oltre 2x»… poi qualche affare è andato meno bene, come «il rate off di Bird, lo sharing di monopattini: in percentuale abbiamo perso lo 0,5% , ma non può andare bene tutto. La nostra logica è di avere un portafoglio di investimenti che in media diano un 2x: ci saranno dei rate off e degli investimenti che vanno bene, per esempio con Gorillas abbiamo convertito le azioni in Getir, che è il competitor monopolista.

In più, i partner di Gtv hanno investito personalmente, con  tassi interni di rendimento (Irr) superiori al 20%. E hanno “aperto al pubblico” con una campagna di equity crowdfunding su CrowdFundMe, raccogliendo oltre 3,7 milioni di euro da 130 soci, tra cui investitori professionali, corporate e retail con un chip minimo di 10.000 euro. «Al di là del crowd, ci rivolgiamo a imprenitori e family office italiani interessati diversificare portafogli in startup tecnogiche last stage con un orizzonte temporale non lunghissimo, 4-5 anni.», spiega Bossi.

Imitare quelli bravi, insomma funziona. E così Roberto Bossi (non da solo, ma con lo psicoterapeuta Davide Livio, Fabio Cotti, mente e guida di Studio RiPsi, che ogni anno forma circa 9mila psicologi attraverso 120 corsi e da Jacopo Tola, specializzato in IT, marketing e startup) ha fatto avviando in Italia ilmiopsi (si scrive così, tutto minuscolo), società benefit, ma soprattutto piattaforma per il benessere mentale che offre servizi di psicoterapia e supporto psicologico. Vi ricorda qualcosa? Ricodate bene, allora. La differenza è lo fa non solo a distanza, ma anche in presenza, tramite una rete di circa cento professionisti sul territorio nazionale… con un aiuto importante oltreconfine: ilmiopsi annovera nel capitale Clinica Psiche, tra i primi centri privati di salute mentale della Svizzera italiana, presente a Lugano, Bellinzona, Grono e a Taverne e alcuni investitori istituzionali. «Contiamo di espanderci, entro la fine dell’anno, in tutte le Regioni e di sbarcare in Europa nel 2025. Il raggiungimento del break even operativo è fissato già nei primi 12 mesi di operatività. Chiaramente contiamo sull’interesse di vari gruppi di investitori internazionali, con un round di finanziamento nei prossimi mesi per supportare espansione e marketing. E nei prossimi cinque anni, si ipotizza la quotazione in Borsa».

Quanto al copiare (migliorando il modello), «secondo noi c’è spazio per almeno due o tre operatori e una certa concorrenza può aumentare la qualità dell’offerta. La nostra, poi, non è solo online, ma è ibrida. E ci occupiamo anche di welfare aziendale».