Tim Starlink
Elon Musk

La notizia l’ha data lui stesso nella serata (italiana) di ieri dal suo account di X (l’ex Twitter): Elon Musk ha installato il primo chip cerebrale su un essere umano, grazie all’operato della sua startup Neuralink, l’azienda di neurotecnologie co-fondata da Musk nel 2016, che ha come obiettivo quello di costruire canali di comunicazione diretta tra il cervello e i computer. Gli scopi di questa operazione sono nobili: potenziare le capacità umane, curare disturbi neurologici come la SLA o il Parkinson e forse un giorno realizzare una relazione simbiotica tra uomo e intelligenza artificiale. Le paure, però, sono tante e c’è chi grida già alla volontà di controllare il cervello umano e ipotizza scenari degni di un romanzo distopico di Orvwell o di Aldous Huxley.  “Il primo essere umano ha ricevuto, ieri, un impianto da Neuralink e si sta riprendendo bene  – ha detto Musk in un post su X – I risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi neuronali”, ha aggiunto.

 

 

A cosa servirà per Elon Musk il chip cerebrale

Al di là dei grandi proclami su come migliorerà l’umanità, stando a quanto ha elencato il multimiliardario non mancheranno delle implicazioni che possono apparire quasi prosaiche per quanto hanno risvolti pratici. Il microprocessore potrà essere usato per controllare il telefonino, il pc o qualsiasi altro device con il pensiero. L’ambizione, però, è anche quella di potenziare le capacità umane, curare disturbi neurologici come la SLA o il Parkinson e forse un giorno realizzare una relazione simbiotica tra uomo e intelligenza artificiale.