Probo (Consultique), “La Section 230 potrebbe sparigliare le carte. Ma non gli utili“
Donald Trump

Con le elezioni presidenziali americane all’orizzonte, la posizione degli amministratori delegati e dei grandi finanziatori Usa potrebbe rivelarsi una mossa calcolata per posizionarsi al fianco del futuro presidente degli Stati Uniti.

Secondo un articolo del Wall Street Journal, un gran numero di dirigenti di alto profilo del settore finanziario e delle grandi imprese degli Stati Uniti si stanno mettendo in fila per incontrare Trump, sostenendo le sue promesse di ulteriori tagli fiscali e le politiche più restrittive sull’immigrazione.

Un posto a tavola

I dirigenti affermano che la loro volontà di dialogare con Trump deriva dalla frustrazione nei confronti delle politiche del presidente Joe Biden, dalla crescente consapevolezza che Trump potrebbe vincere e dal desiderio di plasmare il programma repubblicano prima delle elezioni. Dopo aver preso le distanze da Trump a seguito dell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, molti leader aziendali hanno ora ammorbidito le loro critiche.

Tra gli amministratori delegati presenti alla recente riunione della Business Roundtable vi erano nomi di spicco come Jamie Dimon di JP Morgan Chase, Brian Moynihan di Bank of America, Jane Fraser di Citi e Charlie Scharf di Wells Fargo. Durante l’incontro, Trump ha promesso che come presidente sarebbe stato migliore di Biden in materia di tasse e di economia, suggerendo un’aliquota d’imposta sulle società del 20%, con la possibilità di ridurla ulteriormente fino al 15%.

Politiche economiche e immigrazione

Brian Moynihan ha espresso critiche alle politiche di Biden, considerate negative per gli affari, basandosi sulle conversazioni con i clienti della banca. Questi ultimi, molti dei quali situati nel centro del Paese, si lamentano delle politiche del presidente in materia di autorizzazioni per i progetti energetici e le trattative commerciali.

Tuttavia, le posizioni di Trump su temi come l’immigrazione e le dichiarazioni che mettono in discussione lo stato di diritto rendono le imprese ottimiste, ma con cautela. Trump ha infatti proposto un sistema di entrate federali interamente tariffato per sostituire l’imposta sul reddito e ha manifestato il suo sostegno a modifiche del sistema di immigrazione, desiderando che gli studenti universitari stranieri abbiano la possibilità di rimanere negli Stati Uniti.

Articolo tratto dalla rassegna stampa estera EPR Comunicazione.