Quantcast

TALENTI DELLO SVILUPPO

Patti (con la startup)
chiari e amicizia lunga

L’investimento nella startup in fase seed o pre-seed funziona se ci sono poche regole che lascino i founder con le mani libere, ci spiega Fabio Azzolina di StartUp Legal, divisione specializzata dello studio legale LA&P

Marco Scotti
Patti (con la startup) chiari e amicizia lunga

Si fa presto a dire: investire nelle start-up. La verità è che il mondo italiano e la propensione degli attori a destinare capitale a società neonate o comunque in fase iniziale è completamente diverso (com’è ovvio) da Usa e Regno Unito, ma anche dalla vicina Francia, la quale investe tantissimo e ha anche un ecosistema a cui partecipa lo Stato.

«Ci troviamo di fronte a un trend in miglioramento – ci spiega Fabio Azzolina di StartUp Legal (nella foto), divisione specializzata in startup dello studio legale LA&P – grazie alla progressiva diffusione di una cultura d’innovazione. La maggior parte dei player più importanti in Italia, come gli incubatori e i fondi di venture capital, stanno allineando le loro best practice a quello che succede oltre oceano. Certo, la strada è ancora lunga, ma il fatto che si inizino a vedere strumenti che tutelano in egual misura la startup e l’investitore è un ottimo segnale».

Una delle possibilità offerte è quello di ricorrere a strumenti come i “Safe”, creati negli Usa da Y Combinator. Si tratta di uno strumento con cui l’investitore entra, con pochissimi diritti, all’interno di una società, ma può acquisirne successivamente, a mano a mano che il rapporto diventa duraturo. Uno dei problemi tipici delle start-up, infatti, è che in round seed o pre-seed, con un ammontare compreso tra i 100 e i 400mila euro complessivi, troppo tempo viene sprecato per negoziare diritti particolari e di governance che ingessano l’operatività della start-up stessa e che dovranno poi essere rinegoziati ogni qual volta entrerà un nuovo investitore. «È normale – aggiunge Azzolina – che, soprattutto all’inizio, tutti vogliano essere tutelati. La startup chiede semplicità e rapporti agili, l’investitore vuole essere rassicurato sull’uso che viene fatto dei soldi. Per questo motivo ci sono degli strumenti di controllo dell’operatività che permettono di garantire entrambe le parti in causa. Penso, ad esempio, all’impegno dei soci nel lavoro della startup: questo significa che chi riceve un finanziamento deve poi dimostrare un certo commitment nello svolgimento del suo lavoro. Si possono richiedere diritti maggiorati d’informazione rispetto a quelli già previsti per legge, o magari con una cadenza preordinata».

Un altro diritto che può essere inserito è quello del cosiddetto “voto determinante”, che consente all’investitore di intervenire in determinate operazioni come la sottoscrizione di contratti che comportino un indebitamento rilevante, vendita di asset strategici o diluizione dell’investitore stesso. Ancora: si può vincolare l’immissione di capitale al raggiungimento di determinati obiettivi (purché le metriche siano chiare) ed eventualmente il diritto di far “seguire” il successivo investimento con uno sconto sulla valutazione. «Si tratta di richieste ragionevoli – chiosa Azzolina – cui difficilmente ci si può opporre. Quello che è invece un vero autogol è negoziare pesanti regole di governance ex ante. Un caso su tutti è quello della liquidation preference, ovvero il diritto di essere preferito nella liquidazione dei proventi. Ma in genere, se una startup conclude la sua “vita” a 12/24 mesi dalla nascita c’è ben poco da suddividere. Il mio suggerimento è di creare regole che possono essere ereditate anche da chi è già presente nel capitale, in modo da evitare inutili frizioni».

Morale: l’investimento nella startup in fase seed o pre-seed funziona a patto che vi siano poche regole estremamente chiare, che lascino i founder liberi di fare ricerca e sviluppo in cambio di un impegno serio. Un altro suggerimento – conclude Azzolina – è quello di vincolare l’investimento al raggiungimento di determinati obiettivi e permettere il diritto di veto in caso ci siano degli scostamenti significativi dal budget».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400