Quantcast

COMUNICARE L'IMPRESA

Se sei maschio e bianco su Facebook vali di più

L’analisi della spesa in campagne social evidenzia una targetizzazione ancorata a vecchi stereotipi. E l’utente più ambito tra le aziende è un giovane maschio che vive in una delle regioni del Nord Italia

8 Ottobre 2021

Marina Marinetti
Se sei maschio e bianco  su Facebook vali di più

"Se non stai pagando per il prodotto, allora il prodotto sei tu”: era l’inizio del 2020 quando il docufilm The social dilemma lanciava il tormentone che riecheggia ogni volta che ci appare una nuova notifica sullo smartphone. Resta da capire quanto costa questo prodotto. O meglio: quanto gli acquirenti sono disposti a pagare per metterci sopra le mani. Tutto dipende dallo scaffale sul quale si trova:  «Nella guerra per ottenere consensi sui social target diversi di persone hanno, aziendalmente, un valore molto diverso», spiega a Economy Bassel Bakdounes, ceo di Velvet Media, holding veneta che gestisce il marketing in outsourcing per conto di più di un migliaio di aziende nonché “agenzia partner preferita” nel programma Facebook marketing partners. Perché non tutti i like hanno lo stesso prezzo  le a profilazione, che promette - ma non sempre mantiene - di veicolare la pubblicità al target giusto nel momento giusto, scelto in quelle due ore al giorno che in media ognuno di noi trascorre sui social network, ha creato dei mostri: «C’è un ordine di importanza nei target che le aziende italiane hanno quando comunicano sui social. Quando investiamo i nostri budget cerchiamo clienti veri e dunque, a voler far una sintesi, l’utente più ambito tra le aziende è un giovane maschio che vive in una delle regioni del nord Italia».

Velvet Media ha analizzato infatti gli 862mila euro investiti dai propri clienti più rappresentativi tra gennaio 2020 e giugno 2021, soldi spesi per raggiungere lo scorso anno qualcosa come 106 milioni di utenti (ottenendo quasi cinque milioni di click,) più altri 46 milioni (e 2,3 milioni di click) nei primi sei mesi di quest’anno. «Appare chiaro che le aziende che vogliono raggiungere uomini nella loro comunicazione devono spendere di più», spiega Bakdounes: «nel 2020, il Cpc - ossia il costo per un click, ndr - costava infatti 35 centesimi, contro i 24 che si pagavano per le donne. Si tratta di un dato medio: nei primi sei mesi dell’anno, in pieno lockdown, le donne “costavano” di più: 11 cent contro 9. Il divario si è assottigliato nel primo semestre del 2021: ora il valore per gli uomini è stato di 17 centesimi, uno in meno per le donne».

Quella di genere non è l’unica differenza: conta anche l’età: nel 2020 i più cari sono stati i giovani dai 18 ai 24 anni (39 cent), seguiti da chi ha un’età tra 35 e 44 anni (37 cent). Gli anziani sono ultimi: 16 cent per un over 65. Nel primo semestre del 2021 si è confermata invece una decrescita nei valori medi, probabilmente causata dall’algoritmo di Facebook: la fascia 18-24 vale 23 cent, quella 35-44 18 cent e quella 45-54 in tutto valeva 17 cent. «Anche il territorio di residenza dell’utente è un discrimine», sottolinea il ceo di Velvet Media: «Lo scorso anno la regione più cara, in media, è stata il Veneto (20 cent), seguita da Toscana, Emilia Romagna e Lombardia (19). Partendo dal basso, in Basilicata si pagava solo 13 cent, uno in più in Abruzzo, Molise, Sardegna, Sicilia e Umbria. Nel primo semestre di quest’anno l’Emilia Romagna è diventata la più cara, con 31 cent a click, seguita da Liguria, Piemonte e Veneto a 23. Basilicata sempre all’ultimo posto con 13 cent, appena sopra a 14 ci sono Abruzzo, Molise e Sicilia. Siamo di fronte a valori medi, che provengono da sofisticate aste online nelle quali le aziende si contendono gli occhi degli utenti ogni giorno», commenta Bassel Bakdounes.

Sul mercato dei social siamo tutti sullo scaffale: «Un professionista del social media management inizia la targettizzazione a livello territoriale, mettendo la punta del compasso nel territorio di interesse del cliente e poi estende la ricerca in base a dove si vuole arrivare: dalla via di una città ad una nazione intera», spiega il ceo di Velvet Media. «L’età può esser scelta fino al dettaglio dell’anno, poi ovviamente c’è il genere e tutte le categorie demografiche che una persona può avere. Sei sposato? Fidanzato? Con chi lavori? Compi gli anni? Se hai compilato quei dati, Facebook ti permette di arrivare fino ai tuoi amici, per proporre loro di comprarti un regalo nel giorno del compleanno o festeggiare le tue nozze. Se clicchi su pagine di enogastronomia o osservi post di chef, potrebbe arrivarti la pubblicità di un ristorante. Infine, c’è la parte più sofisticata, quella del pixel che Facebook usa mentre navighiamo on line su altri siti».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400