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FINANZIARE L'IMPRESA - NSA ECONOMY RANKING

La logistica va a due velocità

Se i grandi vettori nella pandemia non si sono mai fermati, i corrieri nel B2B meno che mai. La fotografia dello stato di salute delle imprese del comparto secondo i parametri dell’Nsa Economy Ranking

Maddalena Bonaccorso
La logistica va a due velocità

Nell’anno in cui la pandemia da Covid-19 ha spinto il comparto dell’e-commerce verso livelli mai sperimentati prima –quantomeno nel nostro Paese- il settore dei corrieri ha subito una frattura che da un lato ha fatto aumentare in maniera esponenziale i ricavi delle grandi multinazionali, e dall’altro ha “punito” le piccole aziende. Infatti, se è vero che durante il lockdown una grande percentuale di italiani è ricorsa all’e-commerce anche se non l’aveva mai sperimentato in precedenza, è anche vero che le piccole imprese dedicata al B2B, cioè alle consegne a negozi e imprese hanno visto una riduzione del fatturato che in alcuni casi è arrivata al 70%, secondo i dati di Confetra, confederazione dei trasporti e della logistica.

Il comparto, che in Italia vale 6,5 miliardi di euro con circa 700 imprese attive sul mercato vive dunque un periodo ambivalente: con le imprese specializzate in e-commerce B2C, che sono tipicamente le grandi multinazionali, uscite vittoriose dal periodo pandemico,  e le piccole che consegnano al dettaglio in grande sofferenza.

L’Istat ha rilevato una crescita dell’e-commerce di circa il 20% nel solo mese di marzo del 2020 e questo trend ha avuto un effetto di trascinamento sui corrieri, con l’incremento di circa due milioni di nuovi consumatori online nei primi mesi dello stesso anno: ma il boom ha permesso di realizzare guadagni maggiorati solo a poche imprese di grandi dimensioni e iper-specializzate. Per quanto riguarda le piccole aziende, per far fronte alle nuove e stringenti regole di distanziamento, le imprese hanno dovuto impiegare meno persone nei magazzini, diminuendo ancora la marginalità del guadagno, con molti prodotti non essenziali rimasti in giacenza per molti mesi.

A fronte di un lavoro sicuramente aumentato nel volume, non c’è stato un corrispettivo di fatturato

Nonostante un miglioramento della situazione generale nella seconda metà del 2020, il boom dell’e-commerce non si è traslato con la stessa intensità nell’’ultimo miglio’ delle consegne: lo scorso anno, a fronte di un aumento del 34,5% delle vendite di e-commerce, il fatturato delle imprese dei servizi postali e attività di corriere ha segnato globalmente un aumento che si ferma al +4,4%.

La crisi si rispecchia nei fatturati delle aziende prese in esame dal gruppo Nsa. Al top della classifica troviamo una grande realtà del Nord-Ovest, Swiss Post Solution SpA, società affiliata alla Posta svizzera con sede a Milano, che supera i 12 milioni di euro di fatturato. Al secondo posto, la Gold Service srl, che raggiunge i 6.271.000 euro, seguita da Magliana Service srl di Bologna e Speedy Service srl di San Zeno sul Naviglio in provincia di Brescia, con fatturati per entrambi superiore ai 4 milioni di euro. Escludendo poi poche aziende che oscillano tra i 2 e i 3 milioni di euro, il resto si attesta su cifre molto basse: specchio della realtà del mondo della logistica e dei corrieri post-pandemia: «Lo scorso anno, causa Covid,  hanno chiuso i battenti cinquemila imprese del settore della logistica, mentre i miliardi di fatturato persi sono circa cinque» ha dichiarato il presidente di Confetra, Guido Nicolini, pochi mesi fa al Ministro del lavoro Andrea Orlando: «Nel picco della crisi, ossia da aprile ad agosto 2020, circa il settanta percento delle imprese ha fatto ricorso a una qualche forma di ammortizzatori sociali».

Nel 2020, anno in cui la pandemia da Covid-19 ha costretto gli italiani in casa per molti mesi, il settore dei corrieri ha sperimentato una notevole crescita, dovuta al grande aumento del commercio online e delle consegne a domicilio. Ma si è trattato più che altro di una crescita che ha coinvolto le grandi multinazionali delle consegne Business to Consumer, mentre le piccole realtà di consegne al dettaglio a negozi e imprese (quindi business to business) hanno subito una battuta d’arresto. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche

ed elaborazione di dati commissionata  da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo

Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati

per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute di queste imprese, suddivise per area geografica.

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