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VITA DA MANAGER

La scappatella si perdona
ma non se è “finanziaria”

Secondo il sito di incontri extra-coniugali Ashley Madison sull’infedeltà si può passare sopra, ma non quando riguarda aspetti del bilancio familiare. Eppure il 60% dei coniugati nasconde i risparmi al partner

Marco Scotti
La scappatella si perdonama non se è “finanziaria”

C'è chi sostiene che – come le scarpe – tutti ne abbiano almeno un paio. Ma le “corna” sono il convitato di pietra di qualsiasi relazione, specie se di lungo corso. Gli italiani, ancora affascinati dal mito di Giacomo Casanova, si confermano tra i più infedeli in Europa. L’identikit del traditore è piuttosto preciso: “workaholic” che spesso è più soddisfatto del suo lavoro che della sua relazione. Spesso occupa ruoli apicali o comunque con responsabilità sulle decisioni aziendali. Ma la cosa che più stupisce è sulla durata: solo il 19% è alla ricerca di una scappatella da una notte e via, mentre la metà dei traditori stabilisce relazioni extraconiugali che durano anche un anno.

I tentativi di sistematizzare ulteriormente il mondo dei traditori lasciano piuttosto perplessi: perché un medico dovrebbe essere più “malandrino” di un operaio? Mistero. Quello che invece appare decisamente più chiaro è che, secondo un recente sondaggio di Ashley Madison, uno dei principali siti di incontri extra-coniugali, se sulle corna si può perfino passare sopra, non si può dimenticare un tradimento finanziario. «Veniamo da un periodo di grande incertezza che fatichiamo a lasciarci alle spalle – spiega a Economy Cristoph Kraemer, Managing Director di Ashley Madison per l’Europa - Per la maggior parte delle persone che si rivolgono alla nostra piattaforma, il matrimonio è sempre meno una favola e sempre più un accordo pragmatico, in cui aspetti come il denaro giocano un ruolo fondamentale nella qualità della vita in famiglia. Se questo tipo di fiducia viene meno e le bugie sul bilancio familiare vengono a galla, ci sono conseguenze inevitabili».

L’infedeltà finanziaria, ovvero nascondere al partner risparmi, conti correnti, prodotti remunerativi è un atteggiamento piuttosto comune nel nostro Paese: secondo lo studio legale Albini, specializzato in diritto di famiglia, si tratta di una consuetudine per circa il 60% delle persone sposate. Un comportamento che per molti è ancora più complicato da digerire delle corna.

L’isolamento forzato causato dai lockdown ha aumentato il desiderio di scappatelle, tradimenti o relazioni parallele. D’altronde, l’essersi trovati improvvisamente a condividere in modo forzato la casa senza soluzione di continuità con il partner ha fatto emergere tensioni inattese. «In Italia – prosegue Kraemer – siamo presenti da 10 anni. Si tratta del terzo mercato in Europa dopo Uk e Spagna con circa 730mila iscritti. L’anno scorso, temendo che saremmo andati incontro a periodi difficili, abbiamo realizzato poche iniziative di marketing. Ma il risultato ci ha sorpreso: incremento del 9% delle sottoscrizioni in un anno. Ad aprile 2021 avevamo avuto un aumento ulteriore del 50%. Segno che se già durante il lockdown sono emerse tensioni domestiche, con la riapertura tutti si sono messi alla ricerca di qualcosa di trasgressivo».

L’età media degli iscritti in Italia ad Ashley Madison, che è di 32 anni, smonta però il mito del logorio della vita di coppia che costringe a cercare qualcosa altrove: perché tipicamente, nel nostro Paese, i maschi si sposano intorno ai 35 anni. Significa che il desiderio di trasgressione nasce ancora prima del fatidico “sì”. L’incremento di iscrizioni è un trend registrato in tutto il mondo. «La caratteristica comune – conclude Kraemer – è che il lockdown ha mostrato le carenze delle coppie in tutto il mondo. Non è tanto una questione sessuale, quanto piuttosto emozionale: manca il sentirsi apprezzato prima ancora che desiderato. Per questo, anche oggi che siamo arrivati a 70 milioni di iscritti, pensiamo che ci siano ancora enormi margini di crescita. Negli ultimi cinque anni abbiamo raddoppiato il numero di membri, il meccanismo funziona. Le donne, infatti, hanno diritto a tutti i servizi gratuitamente, gli uomini invece devono pagare 8 crediti per contattare una persona la prima volta, i pacchetti che vendiamo costano 49 euro per 100 crediti, significa garantire una dozzina di possibilità». Ultima nota di colore: nel mondo codino e pavido dei social network, dove si può inneggiare a qualunque orrore, ma guai a mostrare un centimetro di pelle in più, i siti di dating non possono fare pubblicità. Segno della recrudescenza di pruderie che accompagna quest’epoca travagliata.

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