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FINANZIARE L'IMPRESA - IN COLLABORAZIONE CON AIFI

Se pubblico e privato investono insieme sull’Italia

Attrarre capitali internazionali e sfruttare meglio il risparmio degli italiani su progetti remunerativi orientati verso l’economia reale: solo così potremo creare sviluppo e occupazione

Anna Gervasoni*
Se pubblico e privato investono insieme sull’Italia

Ignazio Visco

Complementarità pubblico privato: questo è l’indirizzo che ci ha dato il governatore Ignazio Visco nell’ultima assemblea annuale di Banca d’Italia, per far ripartire in fretta e bene la nostra economia. Pubblico e privato possono e devono investire bene insieme. Se si passa da sovvenzione pubblica a investimento pubblico possiamo facilmente capire che è proprio nel concetto di investimento che possiamo leggere le ragioni di un incremento del valore dei progetti che si vanno a finanziare. Investire vuol dire far sì che i tuoi capitali possano contribuire a creare maggiore redditività in futuro. Ma perché questo sia fruttifero e quindi in grado di generare valore e prosperità per il sistema, è necessario che si sia fatta un’accurata selezione dei progetti e delle aziende in cui investire e ci sia metodo e disciplina nel dosare l’iniezione di capitali, un’attività di monitoraggio rispetto a chi spende i denari e realizza il progetto o gestisce l’impresa e soprattutto ci sia un allineamento sui risultati, con tempistiche predefinite. Questa è la logica che guida gli investimenti dei privati, degli imprenditori e dei fondi di investimento e che deve essere rispettata. Ciò vale anche nei confronti di chi affida i propri risparmi ai gestori o contribuisce alle casse dello Stato con le proprie imposte. Vale quindi sia per il privato sia per il pubblico.

Per questo, sfruttare la competenza e la leva degli ulteriori mezzi che possono essere messi a disposizione dal sistema privato è la formula vincente. Imprese e fondi di investimento, segnatamente a quelli che sono nati per finanziare l’economia reale, quali i fondi di private capital, possono giocare un ruolo prezioso in questo contesto. Per chi lavora nella finanza pubblica, sapere che capitali disciplinati e gestiti in modo professionale vanno verso lo stesso progetto o la stessa azienda, non può che essere un enorme conforto. Ci si dovranno dare dei parametri e dei metodi per consentire che la finanza privata abbia il pieno allineamento sugli obiettivi di quella pubblica in tema di politica industriale nella selezione dei target ma nel rispetto dei rendimenti che chi ha raccolto capitali da investitori istituzionali e privati deve restituire con una congrua remunerazione. Ma questo fa bene anche al capitale pubblico. Se ci sono ritorni si possono fare altri investimenti. Non solo: ogni azienda che viene aiutata a ristrutturarsi o a svilupparsi e ogni infrastruttura che viene resa sostenibile e riadattata ai nuovi bisogni sociali ed economici del nostro paese, così come ogni nuova infrastruttura, crea sviluppo. Sviluppo vuol dire occupazione. Dobbiamo aiutare a mantenere un clima sociale coeso e rendere sostenibile la nostra. Abbiamo due opzioni: attrarre capitali internazionali e sfruttare meglio il risparmio degli italiani. Usiamole entrambe.

L’obiettivo del sistema deve essere quello di reindirizzare i flussi di risparmio privato e quello dei grandi investitori istituzionali verso la nostra economia per creare sviluppo e occupazione. Se abbiamo progetti remunerativi possiamo attrarre maggiori capitali internazionali sul nostro territorio. Un ruolo importante può essere giocato dai grandi investitori internazionali: i fondi paneuropei non sono investitori esteri, bensì collettori di capitali raccolti nel mondo per essere investiti in Europa; il fatto che vengano allocati nel nostro Paese è una grande opportunità. Ma bisogna attrarli grazie a progetti remunerativi. Lo stesso si può dire per il risparmio degli italiani, dei lavoratori italiani, che può e deve finanziare lo sviluppo di aziende e infrastrutture italiane e che va adeguatamente remunerato. Le occasioni ci sono, se attiviamo circuiti positivi di risparmio e investimenti possiamo assicurare un futuro ai nostri figli e al nostro territorio.

Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Liuc di Castellanza. è anche direttore generale dell’Aifi (Associazione italiana del private  equity, venture capital e private debt)

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