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Più sai, più guadagni lo dice il contratto

Una svolta storica per l’occupabilità: per la prima volta le competenze entrano nei Ccnl Cifa-Confsal: la classificazione non è più per mansioni e le abilità trovano un corrispettivo nell’aumento retributivo

Paola Belli

Il 17 di giugno è stata una giornata importante per Fonarcom, e non solo. Dal convegno di Assisi Il lavoro cambia: le competenze entrano nei Ccnl Cifa-Confsal giunge l’annuncio di una svolta. Da oggi, la contrattazione collettiva “di qualità” diventa “anche” un nuovo modello di politica attiva permanente.

Sono alcuni anni che la datoriale Cifa e il sindacato Confsal – le stesse parti sociali che hanno costituito il fondo interprofessionale Fonarcom - stanno fortemente innovando la contrattazione collettiva nel nostro Paese, che viene detta “di qualità” proprio per distinguersi da quella “tradizionale”, legata a requisiti meramente “quantitativi”. Il primo passo verso l’innovazione contrattuale era stato compiuto il 28 ottobre 2019, quando la firma dell’Accordo interconfederale tra Cifa e Confsal aveva sancito la nascita di un nuovo modello di relazioni industriali, non più conflittuale ma collaborativo.

Al centro del sistema i pilastri fondamentali: la valorizzazione della persona e della sua crescita professionale, il benessere organizzativo e sociale del lavoratore, le giuste esigenze di produttività e di competitività delle imprese. Non stupisce, quindi, che nei Ccnl Cifa-Confsal venga data grande importanza alle competenze, favorendone l’acquisizione, la manutenzione, il riconoscimento, la validazione e la certificazione. Perché, cosa davvero “nova”, in questi Ccnl le competenze hanno un valore anche economico. La loro “certificazione contrattuale” è possibile grazie all’inserimento nel testo contrattuale di due nuovi istituti: la classificazione del personale per competenze – e non più per mansioni – e lo scatto di competenza, che trova un corrispettivo nell’aumento retributivo.

A quanto sopra descritto mancava fino ad oggi una sola cosa: la sperimentazione a validazione del modello contrattuale. I risultati, estremamente positivi, arrivano da Assisi: viene presentato il progetto Lode - Laboratorio per l’Occupabilità Durevole ed Evoluta - grazie a cui l’equipollenza tracciata tra le competenze che compongono i profili professionali dei Ccnl Cifa-Confsal e quelle inserite nell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni diventa un modello operativo. Da oggi, attraverso un sistema digitale – la cui gestione è affidata all’ente bilaterale Epar – un datore di lavoro potrà ricercare al meglio risorse umane qualificate o i corsi formativi per la propria azienda, così come un lavoratore potrà veder riconosciuta la propria crescita professionale sia dentro l’azienda, anche a livello economico, sia al di fuori come crediti per eventuali percorsi a qualifica, in quanto progettati secondo il sistema Qnqr.

Con la formazione al centro del rapporto di lavoro, con la “certificazione contrattuale delle competenze” e con le nuove politiche retributive legate al merito, Cifa e Confsal intervengono ad allineare la domanda e l’offerta di lavoro. Come ha detto nel suo intervento Andrea Cafà, presidente di Cifa e di Fonarcom, “il nostro modello contrattuale è una ‘buona prassi’ che potrebbe funzionare a livello sistemico. Se con l’Accordo interconfederale abbiamo definito un nuovo modello di rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, oggi con Lode battezziamo un nuovo modello di politica attiva permanente indirizzata a tutti i lavoratori, non solo ai disoccupati, ma anche agli occupati”.

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