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VMware: il disaster recovery viaggia sul cloud

VMware è quotata alla Borsa di New York e fattura 11,8 miliardi di dollari fornendo soluzioni digitali. Come quella realizzata per l’utility toscana Publiacqua in collaborazione con il partner Tai Software Solution

Marco Scotti
Il disaster recovery viaggia sulle nuvole

C'è un’azienda poco più che trentenne che presta i suoi servizi al 99% delle mille imprese che figurano nella classifica di Fortune. Ma no, non è una delle trillion company che caratterizzano Wall Street. Si tratta invece di VMware, un’azienda attiva nel mondo IT, quotata alla Borsa di New York e con un fatturato di 11,8 miliardi di dollari. È attiva in oltre 50 Paesi, dà lavoro a 31mila persone ed è, appunto, estremamente pervasiva.

La missione che si pone VMware è ambiziosa: abilitare i clienti alla progettazione, sviluppo ed esecuzione di qualsiasi tipo di applicazione attraverso una qualunque piattaforma cloud, garantendo sempre il massimo livello di sicurezza possibile. Da qui il mantra che recita Any application, any device, any cloud.

Un esempio concreto della mission – per niente segreta o impossibile – di VMware è la collaborazione con il partner strategico Tai - aggiudicataria dell’appalto e azienda che dal 1987 collega l’informazione digitale e gli utenti in Italia - e con Publiacqua per la realizzazione di un servizio di disaster recovery. L’utility gestisce il servizio idrico integrato in un territorio che interessa le province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo. L’azienda si occupa della captazione, del trattamento, del convogliamento e della distribuzione di acqua potabile, utilizzando sia acque di falda sia acque superficiali.

Gestisce un sistema impiantistico complesso ed articolato, a cominciare dalle grandi strutture del capoluogo toscano, con gli impianti di potabilizzazione dell’Anconella e di Mantignano. Ma che cosa serve in caso di disastro? Come si può far fronte all’eventualità più drammatica – ma che va comunque tenuta in considerazione – se non sfruttando la tecnologia? Il primo problema che si è posto, infatti, era quello che la creazione di un sistema di disaster recovery necessitava di un investimento importante sia dal punto di vista economico, sia per quanto concerne i tempi di realizzazione di un data center tradizionale.

Per l’utility Publiacqua WMware ha realizzato un servizio di protezione digitale completamente in cloud

«Ogni giorno – ci spiega il country manager di VMware Raffaele Gigantino - lavoriamo per abilitare i nostri clienti nel loro percorso di trasformazione digitale attraverso tecnologie innovative e il nostro impegno è uno dei motivi principali per cui le aziende scelgono VMware. Quella con Publiacqua è una collaborazione importante e duratura e siamo orgogliosi di aver realizzato un progetto in cui soluzioni allo stato dell’arte hanno permesso di incrementare la sicurezza, la resilienza e la continuità operativa e salvaguardare al tempo stesso le competenze interne. Insieme a Tai, per noi Partner strategico, abbiamo accompagnato Publiacqua nel percorso di trasformazione, creando una forte sinergia tra il gruppo di lavoro interno, gli specialisti di Tai e i nostri servizi professionali».

È così che si fa strada un’ipotesi alternativa: realizzare un servizio di disaster recovery nel cloud. Su iniziativa di Mauro Cacciafani, Architecture, risk & security manager in Publiacqua, viene valutata la fattibilità di questa soluzione, con un progetto sostenibile non solo dal punto di vista tecnico ma anche economico. Publiacqua utilizzava già i servizi cloud di Amazon Web Services – il partner tecnologico prescelto - e di altri cloud service provider, ma questa formula non era del tutto soddisfacente per il tipo di governance IT individuata dalla municipalizzata per assicurare la continuità operativa del proprio business.

In questa fase esplorativa, i consulenti di Tai propongono di realizzare il servizio di disaster recovery con la soluzione VMware Cloud on Aws. «Aws è uno dei partner di public cloud di VMware per tutti i carichi di lavoro basati su vSphere», spiegano Alberto Menichetti e Alessio Penni, reponsabili del progetto per Tai. «Abbiamo prospettato a Publiacqua la possibilità di estendere l’ambiente vSphere on-premise sul Cloud Aws, cogliendo tutti i vantaggi dell’hybrid cloud e del software-defined data center».

Valutata la fattibilità all’inizio del 2020, il progetto è partito nel giro di poche settimane, per poi concludersi, almeno per quanto riguarda l’infrastruttura principale, nel corso del mese di giugno. «Se si fosse dovuto affrontare un progetto del genere in modalità tradizionale», spiega Paolo Vinci, Cio di Publiacqua, «non solo avrebbe avuto un costo insostenibile, ma sarebbe mancato anche il sito adatto. Inoltre, gran parte delle attività si sono svolte in remoto durante il primo lockdown nel corso del 2020, un altro aspetto caratterizzante dell’approccio cloud alla gestione dei sistemi. Naturalmente è stato necessario intervenire per rendere l’intera architettura tecnologica compatibile con la nuova infrastruttura, con un lavoro di aggiornamento rilevante».

Il modello organizzativo di progetto ha visto una forte sinergia tra il gruppo di lavoro interno, composto dai referenti archi- tetturali e di gestione dell’infrastruttura, e gli specialisti di Tai, azienda di soluzioni digitali con quasi 35 anni di storia alle spalle. Un importante attore, naturalmente, si è rivelata VMware stessa, che ha contribuito con diversi specialisti per attività di project management, e quality assurance, che hanno portato esperienza e conoscenza del prodotto e dei nuovi strumenti di automazione. «Le persone di VMware - ricorda Mauro Cacciafani - ci hanno accompagnato con i loro servizi professionali insieme agli specialisti di Tai per realizzare le configurazioni delle infrastrutture, gli aspetti di connettività, il setup dei sistemi. Nella parte finale abbiamo coinvolto anche i referenti delle soluzioni applicative per coordinare le fasi di migrazione, collaudo e verifica, fino ai test finali in cui abbiamo effettuato la validazione dello scenario direttamente con gli utilizzatori».

Il percorso di transizione dei dati di Publiacqua all’interno del cloud di Amazon è avvenuto all’interno dello Spazio Economico Europeo e in particolare in un data center a Francoforte. Un controllo sui trasferimenti dei dati all’esterno era naturalmente una precondizione per un’azienda come Publiacqua che gestisce dati personali sensibili. Assicurare la conformità Gdpr di tutti i processi è stata una preoccupazione costante del team di progetto. Il risultato è un’architettura più reattiva, scalabile e resiliente, che consente di lavorare sui sistemi di gestione con la consapevolezza che qualora si dovesse verificare un malfunzionamento c’è sempre la possibilità di contare sul servizio di disaster recovery. Inoltre, sono stati rafforzati i modelli organizzativi per la gestione della continuità operativa e sono in programma ulteriori test che coinvolgeranno tutti gli utenti della filiera coinvolti nella gestione di un eventuale evento avverso. Questa sincronizzazione sarà una delle sfide del 2021 per sostenere le attività di business anche in condizioni di emergenza.

Ora Publiacqua ha la possibilità di sviluppare nativamente sul cloud nuove applicazioni già integrate con i servizi di Amazon

Tre sono le direzioni evolutive che si aprono ora per i sistemi IT di Publiacqua. La prima prevede di portare a regime tutti i servizi abilitati dall’infrastruttura IT aziendale, ampliando la gamma di ciò che può essere erogato in modalità disaster recovery. La seconda direzione prevede di avviare sotto l’ombrello disaster recovery anche altri servizi erogati agli utenti interni, a cominciare dai desktop virtuali, introdotti già da diversi anni su tecnologia VMware. Il terzo trend evolutivo riguarda gli aspetti di sicurezza delle informazioni, perché nel momento in cui viene estesa l’infrastruttura con il servizio di disaster recovery viene aumentato il perimetro esposto alle minacce esterne. Ma non finisce qui, perché l’investimento su VMware Cloud on Aws permette di portare ulteriore valore a Publiacqua.

«Il servizio di disaster recovery - conclude Vinci - è un importante caso d’uso di VMware Cloud on Aws ma non è l’unico. È una piattaforma con cui sviluppare soluzioni di cloud ibrido, e Publiacqua ha la possibilità di sviluppare nativamente sul cloud nuove applicazioni, già integrate con i servizi di Amazon, il che aumenterebbe la nostra capacità di rispondere a nuove esigenze e di erogare nuovi servizi in termini di compliance, sostenibilità e green economy».

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