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Il coach fa scuola

Serietà, multidisciplinarietà, apertura mentale, innovazione e proiezione al futuro: con la sua MYP Coaching Academy Mario Alberto Catarozzo offre un percorso di Alta Formazione nella disciplina del coaching

Marina Marinetti
Il coach fa scuola

«Il coach è il facilitatore dei processi di cambiamento, un allenatore di abitudini eccellenti». Mario Alberto Catarozzo (nella foto), giurista, ancora prima che formatore - direttamente, per manager e imprenditori, e anche indirettamente, per coach e aspiranti tali, con la sua MYP Coaching Academy - ha incrociato il business coaching per non mollarlo più 26 anni fa, quando ancora in Italia nessuno sapeva neppure cosa significasse. A lui si rivolgono studi professionali e aziende del calibro di Merck, Bayer, Dentons, Tyco, Inaz, Ktm, Crédit Agricole, Tim, Confcommercio, Umana, Adecco, il Sole 24 Ore e organizzazioni come la Fondazione Studi Consulenti del lavoro, Asla, Confcommercio e Università come Bbs (Bologna Business School) e Università di Padova... Su cosa significhi oggi il business coaching (e anche su cosa “non” significhi) ha le idee molto chiare: «Molti pensano al coach come un motivatore che salta sul palco e grida per infondere energia, oppure lo immaginano come un guru con il codino e con l’aria zen del santone orientale. Non è così», dice. 


E allora cosa significa essere un coach?

Il vero coach è un professionista che affianca i propri clienti nei processi di crescita, è il partner fedele in un progetto personale o professionale. Io sono un coach di questo tipo, che accompagna i propri clienti a definire i progetti e le strategie per raggiungerli, fino al risultato. Questo è vero coaching: un rapporto di partnership fondato su una relazione di fiducia e di crescita. Io lavoro con singoli e con i team, nel settore business e nel settore life. A me si rivolgono professionisti come avvocati, notai, commercialisti, consulenti del lavoro, manager, imprenditori e dipendenti per migliorare le proprie performance lavorative, la propria organizzazione di lavoro, il proprio benessere, lo stress e la gestione del tempo e delle relazioni.

Il vero coach è un professionista che affianca i propri clienti nei processi di crescita e nei progetti personali e professionali


Tutte skill particolarmente preziose. Ancor più in tempo di Covid. Ma lei, Catarozzo, che da giurista a professionista della comunicazione, poi da professionista della comunicazione a formatore, ha fatto un triplo salto mortale carpiato. Com’è andata esattamente?

La mia storia professionale in realtà ha un filo conduttore rappresentato dal forte interesse per le persone e per il loro benessere. Nasco in una famiglia di avvocati e dopo il liceo classico la strada quasi obbligata è quella dell’avvocatura, come i miei due fratelli che mi hanno preceduto. Sono stato il classico bravo ragazzo che cerca di fare ciò che i genitori (di una volta) si aspettano da lui e quindi dopo la laurea in giurisprudenza intraprendo la professione legale. Non era questa tuttavia la strada che mi faceva “battere il cuore” e così continuo a cercare cosa mi emoziona davvero, finché mi imbatto casualmente nel primo corso di Pnl (Programmazione Neuro Linguistica) e poi nel primo master in coaching.


E lì le si è accesa una lampadina.

È qui che la mia vita cambia e trovo il coraggio di cambiare tutto: entro così nel mondo dell’editoria, della comunicazione e della formazione dove rimarrò per quasi 15 anni come manager. Intanto continuo a studiare coaching Pnl e comunicazione. Ho perso il numero di quanti corsi ho frequentato negli anni, cercando in giro per il mondo sempre i migliori a cui ispirarmi. Il coaching un po’ alla volta è diventato la mia vita ed oggi, dopo 26 anni, non esiste più separazione tra lavoro e vita privata: la passione è sempre la stessa. Capisco ora il significato dell’adagio cinese: “Trova il lavoro che ti piace e non lavorerai mai più”.


Ma non si può dire che lei non abbia lavorato, anzi.

Dopo molti anni trascorsi come libero professionista del coaching era arrivato il momento di dare una struttura più ampia a tutte le attività di formazione, coaching e consulenza che svolgevo, per questo ho fondato la mia società MYPlace Communications che si occupa oggi di coaching, formazione manageriale per professionisti, consulenza e marketing. Oggi MYPlace vede al vertice insieme a me Luciana Lauber, che è la General Manager, grande professionista e amica, con esperienza ventennale nel settore degli studi legali internazionali.


E alla fine è diventato il coach dei coach.

Si, dopo tanti anni e migliaia di ore trascorse ad affiancare le persone e i team era arrivato il momento di trasmettere questo bagaglio professionale anche ad altri. Avevo tanti contenuti da trasmettere, tanta esperienza sul campo, tante storie da condividere. La mia barba stava diventando un po’ alla volta bianca e per me questo è stato il messaggio che era arrivato il momento di formare altre persone nel coaching, sia coloro che volevano intraprendere questa professione, sia coloro che volevano acquisire la mentalità e gli strumenti per utilizzarli nella loro professione e vivere meglio, più liberi e con maggiori soddisfazioni.

L’alta formazione della myp coaching academy si articola su due livelli: self competencies e professional coaching


Fino ad aprire una scuola che si rivolge non solo agli aspiranti coach, ma anche a privati, professionisti, manager e imprenditori.

È proprio così. Dopo aver collaborato per anni con altre scuole di coaching, era arrivato il momento di aprire la mia scuola di coaching, Volevo che avesse i miei contenuti e il mio stile: serietà, multidisciplinarietà, grande apertura mentale, innovazione e proiezione al futuro. È nata così la MYP Coaching Academy che oggi forma decine di persone nella meravigliosa disciplina del coaching. Un percorso di Alta Formazione che si struttura in due livelli: il primo livello si chiama Self Competencies e trasmette la mentalità e i principi del coaching a tutti coloro che vogliono lavorare su di sé e migliorarsi con metodo. Il secondo livello si chiama Professional Coaching ed è dedicato a coloro che vogliono diventare coach professionisti e conoscere bene le tecniche del coaching per avere la relativa “cassetta degli attrezzi”. Per affrontare questo secondo livello, bisogna aver completato con successo il primo livello.


E il cerchio si chiude.

La professione che svolgo e la scuola che dirigo è per me la realizzazione di un sogno e penso che questo sia il miglior biglietto da visita per dire a tutti che chiunque può realizzare i propri sogni, basta avere chiarezza, motivazione e il metodo giusto.

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