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Il made in Italy alla riscossa
può battere i falsari: così

Il ritorno delle esportazioni agroalimentari italiane sui mercati di tutto il mondo ha ridato attualità e pericolosità ai contraffattori e al malcostume border-line dell’italian sounding. Rödl & Partner, uno degli studi legali più importanti d’Europa, specializzato nella tutela della proprietà intellettuale, presente in Italia da decenni, ha promosso tre webinar sul tema, in collaborazione con Economy. A seguire, un intervento sul tema di Rita Santaniello, avvocato e partner di Rödl & Partner.

Rita Santeniello
Il made in Italy alla riscossapuò battere i falsari: così

Un classico esempio di prodotto "italian sounding"

Contro la contraffazione e in particolare l’italian sounding dal punto di vista giuridico abbiamo certamente all’attivo delle contromisure da prendere e delle azioni da fare, non solo a difesa successiva della violazione ma anche in prevenzione. Ma ricordiamoci che la battaglia vera si svolge a livello di cultura, di formazione, di educazione e di comunicazione perché reprimere quando il danno è ormai fatto può comportare un’inibitoria per successione violazioni da parte dello stesso soggetto bloccato e comunque per uno che si riesce a sanzionare e bloccare ce ne sono altri cento pronti a proseguire. 
 
Il dato positivo che emerge da un’analisi approfondita è che il consumatore è sempre più attento alla qualità e all'origine degli alimenti, in particolare i giovani e le nuove generazioni che leggono le etichette e vogliono sapere quello che consumano e quello che comprano.
 
Dunque, dal punto di vista giuridico ci sono azioni da intraprendere a difesa dei diritti della proprietà intellettuale, come le azioni inibitorie o risarcitorie, ma le contraffazioni hanno delle particolarità da non trascurare dal punto di vista giuridico: sono degli illeciti cosiddetti plurioffensivi. Questo perché violano simultaneamente una pluralità di diritti e di normative: non solo i diritti di proprietà intellettuale, ma anche, in generale, le norme a presidio della leale concorrenza e la salute e quindi in questo senso la contraffazione in campo agroalimentare in particolare costituisce una minaccia per la sicurezza internazionale e insieme per la salute dei consumatori e per lo sviluppo economico. Infatti è sanzionata anche dal Codice Penale all’articolo 474 che prevede due distinte ipotesi criminose relativamente ai prodotti recanti marchio o altri segni distintivi contraffatti o alterati. Quindi le misure di prevenzione e di difesa successiva sono a vari livelli e di diversa origine a seconda del diritto violato. Ma non solo, il traffico illecito di prodotti alimentari contraffatti ed etichettati in maniera mendace anche rispetto alla loro origine appunto costituisce anche un’infrazione alla legislazione doganale comunitaria e nazionale proprio per prevenire gravi danni ai consumatori e alle imprese che operano nel commercio.
 
A livello europeo il regolamento del 2013 numero 608, che sostituisce il precedente del 2004, relativo alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale da parte delle autorità doganali individua e definisce i concetti di merci contraffatte, di merci usurpative e include anche le merci che violano l’indicazione geografica dello Stato membro in cui si trovano e su cui sia stato apposto un nome o un termine protetto rispetto a tale indicazione geografica.
 
Quali le misure preventive?
 
Dunque in questo quadro di contrasto a livello europeo esistono, al di la delle azioni più note in difesa successiva, una possibile misura preventiva da applicare proprio all'ingresso delle merci nel territorio dell’Unione Europea. Si tratta del progetto di lotta alla contraffazione denominato F.A.L.S.T.A.F.F. (Fully Automated Logical SysTem Against Forgery Fraud), un sistema perfettamente automatizzato, un sistema informatico, telematico per prevenire le frodi nel commercio e la contraffazione. È un programma che è stato elaborato dall'Agenzia delle Dogane e rappresenta una grande innovazione per la sua efficacia nel migliorare la cooperazione tra gli Stati dell'Unione Europea nella lotta alla contraffazione.
 
Questo progetto consiste nella costituzione di una banca dati multimediale di prodotti autentici inserita nel sistema informativo dell'Agenzia delle Dogane, cosiddetto AIDA. Questa banca dati viene alimentata dagli stessi titolari dei diritti e consente di confrontare le caratteristiche dei prodotti sospettati di contraffazione con le caratteristiche dei prodotti originali.
Ogni azienda che richiede un intervento di tutela di un proprio prodotto genera nella banca dati una scheda in cui devono essere registrate quante più informazioni possibili di carattere tecnico che lo contraddistinguono e soprattutto le immagini del prodotto e la mappa dei suoi itinerari doganali. In questo modo i funzionari doganali possono interrogare la banca dati ottenendo risposte in tempo reale e possono poi avvalersi per le richieste di intervento di tecnici delle associazioni di categoria o di certificazione della qualità dei prodotti che sono posti sotto tutela.
 
Questa banca dati, poi, si integra anche con il circuito doganale di controllo che sempre in tempo reale analizza tutte le dichiarazioni di importazioni ed esportazioni che vengono presentate in dogana e le indirizza automaticamente ai canali di controllo abbinati ai profili di rischio che vengono elaborati in base ai parametri indicati nelle schede dalle stesse aziende. È un processo molto semplice da attivare, il tutto avviene on-line con dei modelli già preparati. Quindi l’azienda può accedere, inoltrare la domanda telematicamente e inserire quante più possibili informazioni e immagini per facilitare il lavoro dei controlli. Controlli che mediamente oscillano più o meno su un 5% delle merci in ingresso.
 
In questo modo l’Agenzia delle Dogane ha dato una risposta concreta ad alcune delle esigenze più pressanti che sono emerse, ovvero identificare il maggior numero possibile di prodotti e di strategie di contraffazione, di percorsi di itinerari, di distributori, di esportatori e importatori, il più rapidamente possibile. Ovviamente questo è possibile solo per via telematica, per cui il progetto costituisce un’innovazione da questo punto di vista e un sistema preventivo più efficace. In questo modo ogni anno vengono bloccate e sequestrate decine di migliaia di prodotti alimentari e bevande contraffatte, evitando così che vengano immesse nel mercato dell'Unione Europea.
 
Come funziona la tutela preventiva del sistema F.A.L.S.T.A.F.F.?
 
Chiunque voglia attivare questo tipo di tutela preventiva in frontiera non fa che caricare un’istanza on-line con tutte le informazioni necessarie comprese le immagini a disposizione. Cosa succede poi? Quando viene intercettata questa merce sospetta sia il titolare sia il dichiarante in dogana, ovvero il detentore della merce sospetta, vengono informati via sms o email immediatamente entro un giorno lavorativo del fermo di queste merci. A questo punto il titolare del diritto, che ha fatto valere questo tipo di protezione, ha 10 giorni lavorativi a disposizione (3 per le merci deperibili) per inviare i propri periti o enti di certificazione a fare una perizia sul prodotto e dopodiché entro questi 10 giorni, avendo accertato che un prodotto è contraffatto deve comunicare per iscritto alle autorità doganali la violazione accertata cosicché questa venga sottoposta a sequestro o altrimenti l’ufficio doganale procederà allo svincolo di queste merci.
 
All'interno di questo medesimo termine, poi, il titolare del diritto deve contemporaneamente in parallelo avviare un procedimento giudiziario volto ad ottenere la conferma da parte di un tribunale del sequestro. Questo dal punto di vista civilistico, poi ovviamente poiché queste condotte sono anche penalmente rilevanti, l’ufficio doganale informerà la Procura che farà partire in automatico un procedimento penale nei confronti del contraffattore.
 
Sostenibilità
La sostenibilità sarà un ulteriore freccia al nostro arco. Già dal punto di vista delle energie rinnovabili, ma anche per le produzioni più piccole, l’Italia si trova in una buona posizione rispetto al resto del mondo e dell'Europa anche quanto alla sostenibilità delle produzioni nell’agroalimentare.
Sicuramente otterremo ulteriori fondi anche a tutela della biodiversità rispetto anche a quei prodotti che si stanno un po' perdendo e che vale la pena tutelare e risorse per tutelarli con denominazioni d'origine protetta con marchi per investimenti anche dal punto di vista della tutela dei diritti.
Perché abbiamo visto, in quei paesi in cui le regole ci sono, se hai tutelato i tuoi diritti, riesci anche a difenderti. Quindi da questo punto di vista il PNRR potrà dare anche una spinta in quel senso per aiutare, magari imprese più piccole o produzioni più piccole, a tutelarsi.
Poi certamente i fondi ci sono, ci sono anche i fondi della finanza, senza pensare unicamente a quelli europei, ci sono le possibilità di accedere a finanziamenti se si investe in un modello di business sostenibile che investa non solo nella produzione e non solo nell’ambito ambientale, ma anche in quello sociale. Sicuramente la via è tracciata, l’Unione Europa è molto determinata nel portare avanti la sostenibilità a tutto raggio. C'è, infatti, una proliferazione di normativa enorme, c’è una massa di normativa e di regolamenti appena pubblicati e altri in arrivo da qui al 2023. Per cui ritengo che l’agroalimentare italiano, opportunamente protetto e con investimenti nel miglioramento ulteriore dal punto di vista della sostenibilità, avrà tante altre frecce al proprio arco per potersi promuovere e difendere in caso di violazione.
 

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