Quantcast

IDEE & BUSINESS

Per fare il salto di qualità ci vuole metodo

Andrea Galli e Matteo Stella, i fondatori di Maison Magnifique, la rete in franchising specializzata negli immobili di pregio, hanno anche sviluppato un metodo imprenditoriale. Ecco quale

Marco Scotti
Per fare il salto di qualità ci vuole metodo

Avere metodo. Essere una persona metodica. Adottare un metodo efficace. Il metodo scientifico. Qualunque sia l’accezione, il termine “metodo” viene sempre indicato in modo positivo per tratteggiare peculiarità replicabili di un modello di successo. È l’idea alla base di Maison Magnifique, una rete in franchising di agenzie specializzate in immobili di pregio. Alla base del successo di questo network capace di ottenere ottimi risultati anche durante la pandemia c’è l’idea dei due fondatori, Andrea Galli e Matteo Stella.

«Il nostro obiettivo – ci spiega Stella – è portare una maggiore imprenditorialità nel settore dell’intermediazione. Oggi in Italia ci sono circa 55mila partite iva attive nel settore, e 45mila di esse sono rappresentate da una persona fisica, cioè un agente immobiliare che, al massimo, ha un impiegato cui demanda la parte burocratica. Il che significa che la quasi totalità dell’attività economica è legata alla persona, all’agente immobiliare. E se si ammala? Se ha un imprevisto che lo tiene lontano dalla scena? O, banalmente, se vuole andare in vacanza? Si ferma la sua attività e il guadagno si azzera o quasi. Noi abbiamo deciso di ribaltare la prospettiva, mettendo al centro il business: non ci si concentra sulla ricerca di immobili, ma di persone valide cui trasferire il know-how».

L’assunto è che un eccezionale professionista, da solo, renderà comunque meno di una squadra di buoni lavoratori. È il metodo Maison Magnifique, dunque, che permette di trasferire al cliente la professionalità, la trasparenza, un livello di attenzione agli immobili che si traduce in un 20-25% in più di commissioni. Significa differenziarsi dal resto della platea, di avere uno standing tale da non essere per tutti. «Per andare dal punto A al punto B – aggiunge Stella – vanno bene tutte le macchine. Ma se lo facciamo su una fuoriserie o una macchina di pregio avremo uno spostamento più confortevole e risultati migliori. Allo stesso modo bisogna ragionare nell’ambito immobiliare, dove c’è una bassa considerazione degli agenti quando invece è fondamentale mostrare autorevolezza e professionalità, per condividere con il cliente le attività, in modo che sia sempre al corrente di quello che sta succedendo».

Il metodo maison magnifique permette di trasferire al cliente la professionalità dell’agente e di ottenere maggiori commissioni

Le variabili che devono essere considerate per sposare appieno il metodo di Maison Magnifique sono molteplici. Prima di tutto c’è il fatto che il cliente – e non l’immobile – è al centro dell’attività. C’è poi l’analisi dell’immobile stesso, che non si sofferma solo sugli aspetti economici, ma anche sulla manutenzione, sulla location e su molti altri parametri che consentono di avere un’idea quanto più precisa possibile. Un’altra importante voce da tenere a mente è quella della sostenibilità: un tema che era già diventato di grande attualità nel pre-Covid e che ora, anche grazie al bonus del 110% per l’efficientamento delle case sta diventando ancora più centrali. Questo ha permesso ad esempio di dare un aspetto migliore a degli immobili che erano piuttosto indietro dal punto di vista della sostenibilità e del dispendio di energia.

Proprio il Covid, d’altronde, ha cambiato la percezione del modo in cui si vive la casa. «C’è una diversa intensità – aggiunge Stella – e questo ci ha fatto rendere conto che forse si cercava qualcosa di diverso. Si voleva una casa con una disposizione diversa degli spazi, magari un open space. Qualcuno voleva il giardino per i bambini, qualcun altro ha preferito spostarsi verso il centro della città per evitare di trovarsi più scomodo con i servizi. Ognuno ha avuto a che fare con un’intensità diversa e ci si è resi conto che bisognava per forza di cose cambiare le priorità per la fruizione dell’immobile».

Una consapevolezza diversa che ha portato a due ulteriori traguardi per Maison Magnifique. Il primo è la sottoscrizione di un contratto di affiliazione a Bologna. La fase di “deal” è già conclusa e ora sta proseguendo quella di ricerca della zona migliore e del personale, in modo da essere operativi da settembre. Bologna, d’altronde, era insieme a Milano la piazza più attiva per il business di Stella e Galli. Il capoluogo emiliano ha il vantaggio di essere più facilmente raggiungibile e di avere un mercato particolarmente attivo e interessante.

Non basta un timbro per diventare agente immobiliare: serve un’attitudine da trasmettere ai collaboratori

La seconda novità è l’uscita del libro “Imprenditore di pregio”. Si tratta di un volume che espone il metodo Maison Magnifique e che racconta come migliorare il proprio ruolo imprenditoriale, staccandosi dall’attività operativa e trovando il tempo per sviluppare quei contatti che permettono di anticipare i tempi. «In questo modo – chiosa Stella – è possibile lavorare e rendere l’azienda performante perché si trovano le persone giuste con cui lavorare. È fondamentale essere attraenti, non vogliamo collaboratori che lo facciano per i soldi, ma perché condividono con l’imprenditore un sogno. La meta finale dev’essere una sola e dev’essere condivisa da tutti. Nel momento in cui i lavoratori si rendono conto di essere parte del cambiamento diventano automaticamente più motivati. In questo libro, poi, parliamo anche di esperienze negative che abbiamo avuto come franchisee per un altro brand, di come ci siamo sentiti soli e poco supportati. Per questo al primo posto nel nostro metodo c’è l’assistenza. Chi decide di affiliarsi deve avere sempre una persona di riferimento cui rivolgersi per qualsiasi tipo di dubbio».

Per raggiungere gli obiettivi, Maison Magnifique punta molto su una formazione orientata ai risultati, progettata come un percorso e non come un corso.

Quello che è certo è che il metodo non è per tutti perché, se la si guarda dal punto di vista del franchisee, significa avere parecchie attenzioni. In primo luogo, ad esempio, verso la propria sede. «Arredamento e location – ci spiega Stella – devono essere in target. L’importo previsto come investimento iniziale è sensibilmente più alto rispetto a quello che magari si può trovare con altri franchising. Ma c’è un motivo preciso: vogliamo che tutto sia perfetto, funzionale, attrattivo. Non ci accontentiamo di quattro scrivanie e di una vetrina con le lucine. Parliamo di un investimento totale che prevede di mettere sul piatto la liquidità necessaria per fare in modo che il business inizi ad avere un’attività ciclica. Solo in questo modo, infatti, possiamo iniziare a rientrare dall’investimento a partire dal secondo anno di attività».

Dunque a chi si rivolge Maison Magnifique? Per quanto riguarda gli imprenditori, possono essere di due tipi. Il primo è l’agente immobiliare che ha voglia (o sente la necessità) di darsi un metodo per diventare business man.

È vero che dal punto di vista del Codice Civile un agente immobiliare è già un imprenditore, ma non basta un timbro per diventarlo: serve sviluppare una modalità e un’attitudine da trasmettere ai collaboratori. Bisogna effettuare uno switch che conduca a diventare un gestore di persone, che valorizzino l’attività. L’altra tipologia di imprenditori sono quelli che hanno già dei business avviati ma che vogliono estendere ulteriormente il proprio raggio d’azione, “procedurizzare” il proprio lavoro. Anche in questo caso il metodo Maison Magnifique è interessante perché permette di scavallare quella massa critica di aziende che non riescono a superare il primo anno di vita usando un modello già ottimizzato. E poi consente di rientrare del proprio investimento nel giro di due anni invece che in cinque o sei come avviene normalmente.

Per quanto riguarda la clientela, invece, bisogna cercare di “tipizzare” quanto più possibile i potenziali compratori. «Immobile di pregio, di per sé, non vuol dire nulla – conclude Stella – ma l’obiettivo è trattare quelle case che ci piacciono, che riteniamo belle, con un prezzo congruo, sulle quali siamo disposti a puntare. C’è poi una seconda fase, quella in cui ci sforziamo di capire come si possa fare percepire il valore dell’immobile stesso. Vuol dire, banalmente, usare un fotografo professionista invece che fare degli scatti con il cellulare. Bisogna rendere la casa qualcosa di attraente. E, per contro, possiamo e dobbiamo rifiutare certi immobili: se sono poco curati, se hanno un valore basso o se depauperano in qualche modo la vetrina. Solo così potremo vendere al prezzo migliore le case che reputiamo più belle e più attraenti».


www.maisonmagnifique.it

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400