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Il private equity dà linfa all’aggregazione industriale

Il primo trimestre del 2021 si chiude con ben 26 deal, il doppio rispetto a un anno fa. Le Pmi sono il bacino di riferimento, ma gli operatori sono attivi anche con l’acquisizione di target all’estero

2 Giugno 2021

Anna Gervasoni*
Il private equity dà linfa all’aggregazione industriale

orse perché alcuni deal del 2020 si sono conclusi a inizio del 2021, forse perché il nostro mercato continua a essere attrattivo, il private equity fornisce una prova di maturità in una fase storica di grande complessità e registra 66 nuovi investimenti nel primo trimestre. Dopo i 40 deal conclusi tra gennaio e febbraio, il mese di marzo subisce un’ulteriore impennata rispetto allo scorso anno, con l’annuncio di 26 operazioni finalizzate, il doppio rispetto alle 13 nel 2020, momento in cui esplodeva la pandemia.

Questa la fotografia dell’Osservatorio Pem di Liuc – Università Cattaneo. Si tratta del miglior trimestre registrato nel corso di venti anni di studio e mappatura del settore. La sfida sarà, dunque, quella di affrontare il prosieguo del 2021 cercando di preservare e valorizzare gli investimenti in portafoglio e mantenere l’approccio fortemente proattivo al mercato che ha caratterizzato il settore nell’ultimo triennio. Entrando nel dettaglio dell’analisi dei dati, quest’anno si apre con le operazioni di buy out che si confermano predominanti sul mercato, 62%, mentre le operazioni in capitale per lo sviluppo restano meno significative anche se in leggera ripresa, al 15% dell’intero settore.

Si registrano, nel trimestre, cinque interventi di ristrutturazione societaria, 8% e uno di replacement. Da ultimo, interessante la presenza di ben nove operazioni, 14%, afferenti al comparto delle infrastrutture, segmento di mercato che diventerà sempre più significativo. Ben 18 interventi di buy out, pari a oltre il 27% del mercato complessivo, rappresentano operazioni di add on, ovvero acquisizioni finalizzate alla crescita per linee esterne dell’impresa partecipata, sotto la regia dell’operatore di private equity.

Questa evidenza conferma l’importanza dei progetti di aggregazione industriale, che ormai costituiscono in numerosi settori una delle chiavi di creazione di valore di maggior efficacia, nonché segnala la volontà degli operatori di sostenere, consolidare e valorizzare le partecipazioni in portafoglio. Settore leader, con il 18%, resta quello dei prodotti per l’industria, seguito da beni di consumo, terziario, Ict e cleantech, tutti rispettivamente con il 14%.

Le piccole e medie imprese rappresentano, come sempre, il principale bacino di riferimento per gli operatori, anche se non mancano alcuni deals con enterprise value di rilievo: basti pensare all’acquisizione di Cedacri da parte di Ion Investment Group, conclusa sulla base di un enterprise value di 1,5 miliardi di euro, e all’acquisizione del Gruppo Lutech effettuata da Apax Partners sulla base di una valutazione pari a circa 500 milioni di euro. Si conferma ed, anzi, si amplifica anche in questo avvio del 2021 l’interesse ed attenzione dedicati dagli investitori internazionali, protagonisti del 55% del totale delle operazioni.

Anche gli operatori italiani e le aziende italiane in portafoglio ad operatori di private equity hanno iniziato a guardare all’estero, segnale molto importante: nel solo mese di marzo, oltre ad una operazione di acquisizione diretta realizzata in Germania da un operatore finanziario italiano, sono state censite ben otto operazioni di add-on - cioè acquisizioni di target estere realizzare da imprese italiane in portafoglio del private equity - in sei differenti nazioni europee, in Australia e negli Stati Uniti.

Tra queste, meritano attenzione l’acquisizione da parte di Adler Pelzer (sotto la regia di Fsi) dei componenti di plastica rigida del gruppo tedesco Sts Group, l’operazione effettuata da Irca (sotto la regia di Carlyle) sulla statunitense In2Food, distributore nel mondo della pasticceria, e l’acquisizione dell’azienda spagnola Equipe effettuata da Italcer (sotto la regia di Mandarin Capital Partners).

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