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Quell’agilità di pensiero
che fa bene (anche) agli affari

Unendo i principi del lean thinking alla tecnica dell’inbound marketing, MakeItLean ha messo a punto un metodo innovativo (ma collaudato) che affianca l’impresa nel suo percorso di crescita. Ecco come

Vincenzo Petraglia
Quell’agilità di pensieroche fa bene (anche) agli affari

Applicare i principi del lean thinking, il pensiero agile, al mondo aziendale, per migliorarne processi e risultati, in termini di efficienza e quindi di maggiori margini. È questo l’obiettivo di MakeITlean, l’innovativa realtà imprenditoriale fondata nel 2014 da Ilario con l’obiettivo di fornire benefici alle aziende attraverso l’ottimizzazione dei processi e la riduzione degli sprechi. Il nome infatti è un invito a rendere tutta l’azienda snella ed efficiente. Oltre agli ambiti aziendali più classici di applicazione, quali produzione, uffici e risorse umane, applica i dettami del lean management – e sta soprattutto in ciò l’innovazione portata nel mercato italiano – anche al marketing e alle vendite. Una realtà che, proprio per questo approccio innovativo, sta conquistando fior fior di aziende che hanno compreso come ripulendo e razionalizzando in modo oculato i processi, e di conseguenza anche i costi, nei vari settori aziendali, si possano accrescere, e non di poco, i propri guadagni.

Ad oggi MakeITlean ha superato i cinque anni da startup innovativa, consolidando sempre più la sua mission: portare l’innovazione nei processi aziendali, alimentando le potenzialità creative delle persone e trasformando le aziende in imprese che siano efficienti, organizzate e tecnologicamente avanzate.

«Siamo un ibrido fra una società di consulenza sui processi e un’agenzia di marketing con la mission di aumentare il fatturato da un lato e minimizzare i costi dall’altro, con un doppio guadagno quindi per le aziende attraverso l’innovazione nei processi e la valorizzazione delle potenzialità creative delle persone, asset in grado di trasformare i nostri clienti in imprese efficienti, organizzate e tecnologicamente avanzate», spiega il deus ex machina di MakeITlean Ilario Lavina.

Ambizione che col tempo ha preso la forma di un metodo strutturato e ben collaudato, il Metodo MakeITlean - un marchio registrato - cui Ilario Lavina, insieme col suo braccio destro Federica Steffan, che in azienda segue soprattutto la parte legata all’implementazione delle strategie di lean marketing, ha appena dedicato la pubblicazione del libro “Lean marketing: dal lean thinking all’inbound marketing: il metodo MakeItLean per far crescere la tua azienda”. Un libro disponibile anche su Amazon che ha l’obiettivo proprio di far conoscere e diffondere questa nuova cultura di fare marketing.

«Spesso marketing e commerciale viaggiano su due strade parallele e non si parlano a sufficienza», spiega a Economy Ilario Lavina. «Un’efficace strategia di lean marketing permette, invece, all’azienda di gettare un ponte tra queste due funzioni aziendali con ben definiti obiettivi e strategie comuni per acquisire nuovi clienti di qualità in tempi rapidi, a un costo equo e instaurando rapporti profittevoli e duraturi nel tempo».

MakeItLean è una sorta di ibrido tra una società di consulenza sui processi e un’agenzia di marketing

«Oggi», prosegue Lavina, «nell’era di Internet e dei social media, ciò che conta non è la quantità di follower o di reazioni ottenute sui social, bensì la qualità delle persone che seguono quel brand o acquistano quel determinato prodotto o servizio, per costruire relazioni di fiducia durature nel tempo».

Creare d’altronde brand loyalty in un contesto generale in cui i consumatori sono bombardati di offerte ed informazioni non è cosa semplice. Un approccio, dunque, di questo tipo può in effetti davvero fare la differenza.

«Noi offriamo come valore aggiunto quello di portare un approccio al marketing digitale col punto di vista e le competenze di professionisti esperti di processi, cercando di capire innanzitutto, attraverso un’analisi molto dettagliata e approfondita, cosa può dare l’azienda ai clienti e in che modo», sottolinea Ilario Lavina. «Col metodo che abbiamo messo a punto, unendo i principi del lean thinking alla tecnica dell’inbound marketing», gli fa da sponda Federica Steffan, «riusciamo ad attirare nuovi contatti e a trasformarli efficacemente in clienti, che poi seguiamo accuratamente nel tempo fidelizzandoli».

Una mission resa più performante grazie alla partnership che MakeITlean ha posto in essere con HubSpot, la piattaforma software che ha come fulcro proprio l’inbound marketing, che ha sviluppato e diffuso nel mondo, che permette di costruire database intelligenti con tutti i dati raccolti derivanti dalle interazioni tra azienda e lead/potenziale cliente con la possibilità di segmentare e profilare i contatti e gestire la relazione, automatizzando in modo efficace i processi di comunicazione e la valorizzazione commerciale di tutti i lead generati.

«In questo modo», continua Federica Steffan, «riusciamo a essere veramente chirurgici nella gestione dei clienti, a intercettare le loro necessità più profonde e a offrirgli le informazioni e le soluzioni di cui hanno effettivamente bisogno in modo efficace e assolutamente personalizzato, elementi fondamentali in ottica fidelizzazione». 

Il metodo MakeITlean attrae nuovi contatti e li trasforma in clienti che poi vengono seguiti accuratamente nel tempo

I vantaggi di questo metodo, che ha come scopo prioritario quello di rendere più snelle le aziende e il proprio business attraverso analisi mirate e azioni concrete che puntano all’eliminazione degli sprechi per concentrarsi su digitalizzazione, innovazione e crescita, non sono ovviamente, come si diceva, applicabili solo al marketing, anzi.

«Pensiamo soltanto, facendo un esempio molto semplice, al risparmio di carta che tramite la digitalizzazione si può ottenere nei nostri uffici», sottolinea Ilario Lavia. «Un piccolo esempio di quanto un’azienda possa in generale risparmiare riducendo gli sprechi e ottimizzando processi e risorse. Un risparmio misurabile che mediamente, attraverso la digitalizzazione – ma una digitalizzazione fatta nel modo giusto, perché altrimenti può provocare paradossalmente ulteriori blocchi e inefficienze –, riesce a produrre un abbattimento medio dei costi pari al 20%». Mica briciole.

Con un ritorno in termini strettamente economici, ma anche in termini di sosteniblità, altro tema quanto mai caldo e strategico per il futuro, insieme a quello della digital transformation.

L’ambiente, l’impatto che il proprio business ha sul pianeta, ma anche sulle comunità nelle quali l’azienda opera, riveste e rivestirà sempre di più, infatti, un ruolo determinante nel rapporto fiduciario con un cliente sempre più consapevole e attento verso le tematiche socio-ambientali. E l’aspetto della sostenibilità, non dimentichiamolo, è un formidabile booster anche per quanto riguarda l’attrarre capitali di investimento nella propria impresa.

«Un’impresa che vuole rimanere competitiva sul mercato», spiega infatti Federica Steffan, «non può più esimersi dal cercare e dal percorrere in modo coerente quelle strade che possono portarla a essere il più sostenibile possibile. Se è in grado poi anche di comunicarlo in modo efficace, ciò può diventare una leva di marketing importante per conquistare nuovi clienti».

Non solo: «Essere sostenibili significa anche mettere le persone, dipendenti e collaboratori dell’azienda, nelle condizioni di dare il loro meglio ed essere più produttive, di andare a casa meno stressate e più serene, di avere insomma una migliore qualità della vita, e questo si ottiene rendendo innanzitutto i processi e il lavoro più efficienti», aggiunge Ilario Lavina. «Non ci può essere, d’altronde, sostenibilità senza efficienza, come non c’è efficienza senza sostenibilità». Ecco perché il lean è il futuro. Anzi no: il presente.


www.makeitlean.it 

info@makeitlean.it

Tel: 0438 1900104

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