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IDEE & BUSINESS

È la selezione digitale:
se non ti evolvi ti estingui

Niente da fare, per essere competitivi bisogna digitalizzarsi. Making Science l’ha capito da un po’, e da 23 anni aiuta le aziende in questo processo. Come? Anticipando i trend dei consumatori

Chiara Merico

La trasformazione digitale è al tempo stesso un’opportunità e un passaggio obbligato per le aziende che desiderano evolversi e rimanere competitive nel prossimo futuro: Making Science, società di consulenza quotata alla Borsa di Madrid nel segmento Bme Growth, è una realtà che da sempre anticipa i trend più significativi e aiuta le imprese clienti a cogliere i benefici della digitalizzazione, grazie a una gamma di servizi che integra l’advertising e la tecnologia, l’analisi dei dati e l’e-commerce management.

«In Italia solo una minoranza delle imprese è davvero competitiva a livello internazionale e in ambito digital», sottolinea Victor Vassallo, managing director Italia di Making Science. «I dati ci dicono che nel nostro Paese il processo di digitalizzazione non è sufficiente a ottenere un posizionamento adeguato delle nostre aziende nel mercato mondiale. Il nostro ruolo è quello di fornire affiancamento e supporto alle imprese, sfruttando le leve del digitale sia per comunicare in modo più efficace verso i propri clienti, sia per acquisire prospect qualificati, in modo da ampliare le opportunità di business e incrementare i fatturati».

I capisaldi dell’approccio al cliente di Making Science sono «supporto nell’innovazione, miglioramento della competitività e raggiungimento degli obiettivi di crescita: questo vale ancora di più per le Pmi, che spesso non hanno le risorse interne necessarie a un approccio strategico e data driven efficace per questo processo».

Il 60% degli italiani acquista online, ma solo il 12% delle aziende lavora sull’ e-commerce

Su questo ambito può aiutarle Making Science, che a marzo 2021, spiega Vassallo, «contava su un grande team con oltre 400 professionisti che aiutano brand e aziende in tutta Europa, dislocati negli uffici di Padova e Milano per l’Italia, ma anche Parigi, Londra, Madrid, Barcellona e Dublino». Un’azienda «100% europea, che nei prossimi 24/36 mesi vedrà una crescita internazionale fino alla copertura dei principali 20 mercati mondiali. Il principale driver di sviluppo è legato all’e-commerce, complice anche l’emergenza Covid, con un’accelerazione che ha portato mediamente una crescita del 100% anno su anno sul fatturato del singolo e-commerce».

Per Vassallo «è giunto il momento che gli imprenditori e i manager prendano consapevolezza dell’evidente necessità da parte delle persone di poter scegliere di informarsi e acquistare online, fornendo loro una risposta con la propria strategia digitale ed e-commerce».

Making Science, rimarca il manager, «lavora con aziende e brand di ogni dimensione e settore, con esigenze diverse, ma che hanno in comune la scelta di voler rimanere competitive e continuare a crescere. Il digitale è una grande opportunità, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove le abitudini del consumatore sono più avanti rispetto alla risposta di gran parte delle aziende». Basti pensare che «il 60% degli italiani acquista online ogni mese, ma solo il 12% delle aziende ha un e-commerce. Il gap è ampio e così le opportunità per le imprese di raggiungere un maggior numero di persone e di gestire meglio i propri clienti».

Per migliorare l’esperienza degli utenti è essenziale l’approccio scientifico: bisogna partire dai dati

In queste aziende l’innovazione viene spesso lasciata all’esigenza del momento, se non al caso. «In Making Science accompagniamo le aziende in chiave strategica e operativa, per passare dal seguire i trend dei consumatori all’anticiparli, come alcune aziende sono riuscite a fare con l’analisi dei dati e la giusta implementazione degli strumenti digitali». In particolare, osserva Vassallo, «il digital marketing ad ampio spettro ha rivoluzionato l’approccio pubblicitario basandosi sul dato oggettivo, e l’innovazione ci ha consentito di passare da un modello ‘multicanale’ a uno ‘omnicanale’, in cui non si usano più diversi canali in modo indipendente, ma si prova a sfruttare ciò che ogni singolo canale integrato può offrire per raggiungere un obiettivo aziendale complessivo, migliorando l’esperienza di acquisto dei clienti e di conseguenza permettendo la crescita aziendale».

La digitalizzazione

rappresenta inoltre un valido supporto per l’espansione internazionale delle imprese. «I canali digitali consentono alle aziende anche piccole di raggiungere qualsiasi mercato», spiega Vassallo. «Non esiste un modello specifico che vada bene per tutte le imprese, ma la tecnologia è in grado di abilitare la migliore strategia sostenibile per ogni azienda. In Making Science, attraverso l’integrazione di advertising e tecnologia, analisi dei dati ed e-commerce, abbiamo raggiunto ottimi risultati come nei casi di Frette, storico marchio del tessile, Osculati, leader in Italia nel settore degli accessori per la nautica, ParkingGo, network internazionale di parcheggi per aeroporti e porti e Valentina Giorgi, brand di borse e accessori da donna. Tutte aziende diverse, per le quali la chiave è un approccio personalizzato, con una visione a 360°.

In questi processi la user experience è fondamentale, come sa bene «chiunque abbia un sito web aziendale o un e-commerce. Migliore sarà questa esperienza e più possibilità avrò di avere clienti, non solo nuovi ma anche clienti fidelizzati che ritornano perché amano il mio prodotto o servizio», aggiunge Vassallo. «Anche in questo caso si deve partire dall’analisi strategica dei dati e del target utilizzando design, navigazione, accessibilità e contenuti a favore della strategia di business, per fare in modo che l’utente faccia ciò che noi vorremmo che facesse con il nostro sito web. Non a caso il nostro nome è Making Science. Come dice la famosa citazione ‘non si può gestire ciò che non si misura’; quindi noi investiamo molto nel segmento ‘data’ e questo ci permette di creare baseline, monitorare il progresso delle attività, e soprattutto attuare le modifiche necessarie per far sì che il risultato venga non solo ottenuto ma anche superato».

Per quanto riguarda l’e-commerce e il performance marketing, «in 23 anni di attività abbiamo accumulato un bagaglio di esperienza che ci consente di avere un approccio estremamente concreto ma anche unico. Partiamo dalla misurazione anche internamente, per capire dove ci sono gap nel mercato e dove possiamo colmarli, e questo ci ha permesso di creare prodotti nuovi che aiutino a soddisfare l’esperienza dei nostri clienti», racconta Vassallo. «Ritornando al cliente, quando le informazioni raccolte non sono sufficienti, o comunque quando riteniamo utile procedere per gradi, proponiamo di attivare quelle che chiamiamo ‘campagne pilota’, cioè azioni di promozione caratterizzate da un budget limitato che viene investito in un periodo predefinito, affinché si possa verificare direttamente sul campo la risposta del mercato alle diverse strategie che riteniamo plausibile adottare. Testiamo, misuriamo e applichiamo in modo ricorrente le soluzioni a nostra disposizione, cosicché in qualsiasi momento è possibile riformulare la strategia di marketing, riallocando dinamicamente i budget tra i vari canali: è un approccio sostenibile che consente al cliente di ridurre al minimo gli errori, investire nel migliore dei modi il proprio denaro e massimizzare i risultati».

Un approccio che ha fatto sì che Making Science si trovi nella classifica del Financial Times sulle 70 aziende caratterizzate dalla più rapida crescita in Europa, e sia la prima nel settore marketing e vendite. «Siamo convinti che continuando a lavorare in questo modo, a nostra volta, potremo mantenere i nostri obiettivi di ulteriore crescita internazionale arrivando nei principali 20 mercati mondiali entro i prossimi 36 mesi», conclude Vassallo.

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