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IDEE & BUSINESS

Ai blocchi di partenza
per il prossimo boom

Conoscere i fondamenti di economia aziendale sarà indispensabile per poter sostenere la propria impresa. E le soft skills saranno la base per consentire la sostenibilità dei risultati. Ecco perché

Danilo Manni*
Ai blocchi di partenzaper il prossimo boom

Danilo Manni

in collaborazione con 

L'economia italiana è pronta a ripartire con grande vigore. Sembra incredibile affermarlo in questo momento, nel bel mezzo di una prolungata emergenza sanitaria. Ma si tratta della realtà che viene restituita dai dati e dai numeri delle principali previsioni economiche per il 2021. Anche perché ogni crisi d’impresa è sempre seguita da un boom economico.

Non è solo sano ottimismo, ma la consapevolezza che deriva dai principali indicatori finanziari. Basti ricordare le stime di fine 2020, quando molte aziende mettevano in dubbio la propria sopravvivenza e pronosticavano una perdita dei ricavi pari al 60%. O quelle dell’Istat per il 2021, che non tennero conto di uno scenario in evidente miglioramento. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica solo 1 impresa su 5 avrebbe proseguito nella normale attività durante la prima metà dell’anno. Certo, erano previsioni, quelle di fine 2020, stilate sulla base di evidenze al tempo tangibili: la crisi aveva messo a rischio oltre un terzo delle imprese con 3-9 addetti, e si era manifestata prevalentemente attraverso un crollo della domanda interna e della liquidità.

Tutte le previsioni sono state riviste al rialzo: il tessuto economico è sano, ma ha la necessità di essere guidato

Le conseguenze di questi fatti inoppugnabili ci accompagneranno comunque nel futuro prossimo: l’insolvenza di molte imprese costituirà il principale rischio per il sistema produttivo italiano, a causa dell’aumentata esposizione del sistema bancario a possibili trasmissioni dello shock dal segmento non finanziario, implicando possibili tensioni sia sui bilanci delle banche, sia sui rapporti banca-impresa. Non solo: il report Istat dell’impatto della crisi sanitaria sulle imprese, ha rilevato che il crollo del valore aggiunto dell’industria è stato del -11%, -16% nel commercio e terziario, e -8% nei servizi. Il 49,4% delle imprese sono considerate fragili o a rischio strutturale. Si tratta per il 92,1% di attività di servizi alla persona, per l’85,5% di attività sportive e di intrattenimento e per il 73,3% di attività legate al settore dell’abbigliamento. Soltanto l’11% delle imprese è ritenibile strutturalmente solido, e da sole rappresentano il 46,3% dell’occupazione e il 68,8% del valore aggiunto.

Questi sono i dati che hanno preoccupato gli esperti. Ma l’altra faccia della medaglia delinea un futuro molto più confortante, ed è il volano a cui si deve affidare l’intero mondo economico. In prima battuta l’evoluzione della crisi ha accelerato la trasformazione digitale, favorendo la diffusione di investimenti in server cloud e postazioni di lavoro virtuali (ora nel 27% delle imprese), software per la gestione condivisa di progetti (ora al 19%) e, dal lato della vendita, il ricorso all’e-commerce (17,4% delle imprese).

Ne è conseguito un deciso incremento della vendita di beni o servizi mediante il proprio sito web: sono state coinvolte il 17,4% delle imprese, con un raddoppiamento delle vendite. Inoltre, a prescindere dalla crisi, il 25,8% delle imprese (che occupano il 36,1% degli addetti) è orientata a adottare strategie di espansione produttiva.

Ecco perché, nonostante la crisi, l’economia italiana è pronta per ripartire. Nei prossimi mesi assisteremo ad un nuovo boom economico. Borsa Italiana ha già recuperato le perdite generate negli ultimi 12 mesi. E secondo Ibes nei prossimi 6 mesi il Pil crescerà del 4% e gli utili aziendali del 34,5%. Persino il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le stime di crescita mondiali.

Ma le imprese sono pronte per la ricostruzione? È chiaro come questa crisi sia generalizzata: non è stata sistemica né tantomeno dipendente dall’economia interna: il tessuto imprenditoriale era sano. Il sistema Italia e l’intero ecosistema economico mondiale sono stati messi in crisi dalla pandemia, che ha generato un’inevitabile chiusura forzata della maggior parte delle attività economiche e la chiusura dei cancelli delle case. Le conseguenze naturali sono state una grande e diffusa sfiducia, associata a psicosi e profonda paura.

Ripartiranno le imprese pronte e preparate ad affrontare il nuovo mondo e le rinnovate esigenze dei consumatori

Cosa succederà quando riapriranno i cancelli ai blocchi di partenza? La gente potrà finalmente uscire di casa con una grande voglia di libertà, di viaggiare, di divertirsi, di mangiare fuori, di assistere a spettacoli, di fare cultura, di vivere in generale la propria vita in piena apertura. Ma soprattutto ha bisogno che venga ricostruito un Paese! Per questi motivi nei prossimi mesi il fatturato delle aziende tornerà a galoppare, la liquidità tornerà nelle casse sociali e gli utili potranno riempire i portafogli di chi scommetterà sul proprio futuro.

Come in tutti i comparti della vita, non sarà lo stesso scenario per tutti, ci sarà una naturale selezione tra le imprese. Gli eventi statisticamente si ripartiranno sulla curva gaussiana: il 15% produrrà risultati sotto la media, e rimarrà bloccato a guardare gli altri. Solo il 5% avrà un successo enorme, oltre la media, e potrà godere dei veri effetti della ricostruzione, mentre l’80% delle imprese porterà risultati normali e nella media, con un ampio range di migliori e peggiori, stupendosi dei risultati e del successo di quella stretta minoranza rappresentata dal 5% di aziende vincenti.

In questa crisi gli imprenditori italiani hanno perso clienti, incassi, liquidità e molti dei propri guadagni, ma le cose che maggiormente hanno perso sono la fiducia nel futuro, la serenità e la stabilità con le proprie abitudini. La negatività, però, uccide la creatività. E un’impresa, per vivere ha bisogno di una visione. E l’imprenditore ha bisogno di uno scopo ambizioso per giustificare i suoi sforzi.

Ma quali saranno le imprese che ripartiranno? Ovviamente quelle che avranno imprenditori pronti e preparati ad affrontare il nuovo mondo, e le rinnovate esigenze dei consumatori. Vivremo ancora di più un’economia basata su una grande attenzione all’emotività dei consumatori e ai bisogni inconsci di ogni individuo. La preparazione è la cura alla crisi economica, ed oggi è arrivato il momento di segnare un passaggio evolutivo.

L’imprenditore oggi necessita della patente per guidare la propria azienda in un nuovo futuro motivante, che vada oltre la crisi d’impresa. Ha bisogno di scoprire e di riscoprire le regole di gestione della propria azienda, le strategie più efficaci per costruire, in pochi passi, la strada giusta per ripartire. Cercando di soddisfare i clienti in misura superiore alle loro aspettative e alle reali, nonché nuove, esigenze di carattere emotivo.

Il coaching e le analisi introspettive sull’imprenditore consentiranno di far emergere le potenzialità di ogni singolo e di portare in superficie le reali capacità, per prendere in mano anche la propria ricostruzione. Le 15 regole di Un’impresa intelligente - che è un marchio registrato, ndr - consentiranno ad ogni imprenditore di conoscere i fondamenti di economia aziendale per poter sostenere la propria impresa, la conoscenza delle abilità personali, le cosiddette soft skills, che saranno la base per consentire la sostenibilità dei risultati.

Su questi presupposti è stato creato il primo percorso in Italia che consente all’imprenditore di ripartire da zero e prendere in mano la propria vita per ricostruire la sua impresa.

Lo scopo del percorso di Un’impresa intelligente è quello di offrire gli strumenti necessari per guidare la sua azienda e poter ripartire velocemente, acquisendo le poche nozioni essenziali e strategiche utili per ottenere risultati concreti e reali fin da subito. Solo così ci si può preparare al momento in cui si riapriranno i cancelli e l’economia schizzerà, iniziando da subito a galoppare, come i cavalli ai blocchi di partenza della gara per la vita.


* Commercialista e Business Partner d’azienda


www.unimpresaintelligente.it

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