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La risonanza magnetica
ortostatica e dinamica

Articolo a cura del prof. Giuseppe Monetti radiologo in campo internazionale nell’ambito della diagnostica per immagini muscolo/scheletrica

Redazione Web
La risonanza magnetica ortostatica e dinamica

Risonanza magnetica del ginocchio ortostatica (a sinistra) e dinamica (a destra)

La diagnostica per immagini trova attualmente, in virtù delle costanti evoluzioni tecnologiche, ampi spazi di utilizzo in vari settori.

Uno di quelli che sta ottenendo un successo notevole è il settore della diagnostica muscolo-scheletrica in ambito sportivo.

In particolare, tratteremo dell’utilizzo della risonanza magnetica in clino ed ortostatismo, con impiego di sequenze dinamiche.

Detta apparecchiatura è il frutto di uno studio ingegneristico made in Italy, unitamente alla collaborazione e all’esperienza dell’équipe formata da me e dal mio validissimo collaboratore Filippo De Carli.

Questa particolare risonanza magnetica consente di effettuare gli esami con paziente non solo sdraiato, bensì nella posizione eretta, sfruttando inoltre la notevole ampiezza dell’apparecchiatura, che consente di effettuare esami dinamici nei vari movimenti necessari (flesso-estensione eccetera).

La macchina, come sopra accennato, essendo ampia e aperta, evita il problema noto della claustrofobia, che spesso risulta ostacolo insormontabile nell’esecuzione delle risonanze magnetiche con macchina ad alto campo.

Il basso campo stesso consente inoltre di poter effettuare indagini anche in presenza di mezzi di sintesi post-chirurgici, senza recare danni biologici al paziente.

La possibilità di eseguire esami in clino ed ortostatismo consente una ottima valutazione comparativa di quanto possa modificarsi una articolazione come il ginocchio, la caviglia, od anche la colonna, in diverse situazioni di carico.

Peraltro, il dato più importante risulta quello relativo all’esecuzione degli esami dinamici.

Detta soluzione risulta di estrema utilità, in quanto in grado di evidenziare spesso danni delle strutture in esame non altrimenti rilevabili nelle indagini statiche.

Questa peculiarità ha consentito di effettuare valutazioni importantissime ai fini decisionali, in merito alla scelta di terapia medica, fisioterapica o chirurgica, nonché nell’ambito stesso interventistico, di offrire al chirurgo ampie possibilità di scelta del tipo di intervento da effettuare.

Tutti questi aspetti fanno di detta metodica  un’eccellenza in campo di diagnostica muscolo-scheletrica, affiancandosi perfettamente alla risonanza magnetica standard, ed alle altre metodiche quali l’ecografia, la tomografia computerizzata e la radiologia convenzionale.

Questo tipo di indagine deve necessariamente trovare la collaborazione del paziente, dell’équipe del medico e dei tecnici radiologi, nonché dei vari specialisti ortopedici, fisiatri, reumatologi, medici dello sport, neuro-chirurghi e quant’altri.

Sicuramente all’équipe radiologica va richiesta una notevole esperienza in ambito di conoscenze anatomiche e biomeccaniche.

Un ulteriore settore nel quale detta metodica ha aperto un varco importantissimo, è quello riguardante la medicina legale. In realtà, detta apparecchiatura consente spesso di evidenziare lesioni e problematiche non altrimenti dimostrabili con le indagini statiche, qualsivoglia esse siano.

La nostra équipe vanta un’esperienza più che decennale in ambito di detta applicazione, e recentemente siamo stati responsabili del dipartimento di diagnostica per immagini presso gli ospedali Codivilla e Putti di Cortina d’Ampezzo, strutture del gruppo GVM care and research, in occasione dei Campionati mondiali di sci 2021.

In qualità di responsabili del dipartimento di diagnostica porteremo avanti detta metodica, affinandola sempre di più, soprattutto in vista del prossimo importantissimo appuntamento, riguardante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali che si terranno sempre in Cortina d’Ampezzo nell’anno 2026.

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