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COVERSTORY - RIPRESA INTEGRALE

La carica dei commissari sbloccherà i cantieri

Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ha indicato le 57 opere da ultimare con urgenza. Affidandole a 29 commissari straordinari: il caso del Ponte Morandi ha fatto scuola

Sergio Luciano
La carica dei commissari sbloccherà i cantieri

Enrico Giovannini

Le 57 opere infrastrutturali affidate dal governo Draghi alle cure di 29 commissari straordinari “insistono” in buona parte al Sud, più che proporzionalmente rispetto al peso del Pil e della popolazione delle regioni meridionali sul resto del Paese.

Lo dimostra con grande chiarezza un documento riepilogativo del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, retto da Enrico Giovannini, che indica in 83 miliardi di euro il costo stimato per quelle opere, individuate – e quindi commissariate affinché siano al più presto ultimate – in base a quattro criteri: elevato grado di complessità progettuale, particolare difficoltà esecutiva o attuativa, complessità delle procedure tecnico-amministrative, rilevante impatto sul tessuto socio economico. Ebbene: il 44% di questi investimenti affluirà al Sud.

Le opere ferroviarie (come scriviamo a pag. 20) fanno la parte del leone con la nuova Napoli-Foggia-Bari e con la Salerno-Reggio Calabria. E ben 28,6 dei 60,8 miliardi destinati alle ferrovie confluiscono nel Sud. Percentuale ancora più alta per le opere stradali: 6,5 miliardi su 10,9. Tra gli assi stradali che dovranno essere investiti dai lavori ci sono alcuni “capisaldi” degli interminabili cantieri del nostro scontento automobilistico: per esempio la Strada statale 106 Ionica; o la Fano-Grosseto, ma anche molte altre importantissime, come la Statale 640 cosiddetta “degli scrittori”, perché nel suo tracciato da Agrigento a Caltanissetta sfiora le terre di colossi della letteratura italiana come Pirandello, Sciascia e Camilleri.

Molti soldi al Sud – anzi, in questo caso la larghissima maggior parte – anche nella più piccola voce d’investimento legata ai presidi di pubblica sicurezza, con interventi massicci a Napoli, Crotone, Reggio Calabria, Palermo e Catania: su 528 milioni stanziati, 462 andranno al Sud.

Si ristabiliscono le proporzioni tra investimenti al Sud e nel resto d’Italia alla voce “infrastrutture idriche”. Andranno sotto Roma 501 milioni di euro su un totale di 2,8 miliardi, ma attenzione: nella capitale verrà finanziato il raddoppio dell’Acquedotto Peschiera, che da solo vale 2,3 miliardi. Il resto dei soldi andrà comunque nelle due isole maggiori, che geograficamente non sono Sud, ma sono di solito ad esso assimilate. Porzione minoritaria, in questo complesso di stanziamenti, solo sul fronte portuale: dei tre interventi commissariati solo uno, quello al porto di Palermo, rientra nella corsia preferenziale, affidata nel caso alle capaci mani di Pasqualino Monti, per un valore di 155 milioni; mentre i restanti 1550 milioni andranno a Genova, dove sarà rifatta la diga foranea e a Livorno, per la Darsena Europa.

Il totale dell’occupazione creata o mantenuta, in modalità diretta o indiretta, tra il 2021 e il 2030, dall’insieme di questi interventi, è di quasi 70 mila addetti, proporzionalmente ripartiti in modo coerente con i fondi, quindi al Sud per poco meno della metà.

Riusciranno, i commissari, a sbloccare i cantieri e a farli procedere speditamente, com’è riuscito a fare a Genova, per la ricostruzione del ponte ex-Morandi, il sindaco-commissario Marco Bucci? Vedremo, di certo i commissari possono “assumere ogni determinazione necessaria per l’avvio ovvero la prosecuzione dei lavoril anche sospesi”, eventualmente “rielaborando e approvando” progetti non ancora appaltati; fungono da “stazione appaltate” operando anche “in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici”, aprendo “contabilità speciali” e nominando, eventualmente per farsi aiutare, anche dei subcommissari.

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