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Rifondiamola sul lavoro, quest'Italia
Sul lavoro di chi produce benessere

Massimo Lucidi
lavoro

Svegliarsi e ritrovarsi al 1 maggio 2021. L'Italia repubblicana che è una, dalle Alpi al Mediterraneo, isole comprese, è fondata sul lavoro. Il lavoro degli imprenditori grandi e piccoli, dei professionisti, del lavoro autonomo e dei lavoratori dipendenti. Del lavoro tradizionale e del lavoro innovativo.

Quanti lavori nuovi sono nati nella stagione digitale. E quanti lavori sono mutati con lo smart working e quanti sono in sofferenza, congiunturale e strutturale. Oggi è la festa di tutti noi. Che bella lettura post ideologica sarebbe. E invece ci si sveglia e si scopre che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro... degli altri.

Nel Paese non siamo interessati a capire e a rispettare chi produce ricchezza; si continua a dare una lettura ideologica o ancora storico-nostalgica del lavoratore operaio della fine ottocento e degli anni 70, che pare non passi mai; non si ricorda nemmeno il buon lavoro di chi come Gino Giugni s'impegnò per l'affermazione dello statuto dei lavoratori ma al più si celebra una generica acquisizione di diritti; e soprattutto si afferma nei giovani l'idea del reddito di cittadinanza.

Quanta contraddizione e ipocrisia in questo quadro di attualità. Si vuole omologare la pandemia ad una guerra. La società, la scienza e la medicina di 140 anni fa ai giorni nostri... come se nulla fosse cambiato. Peccato svegliarci e scoprire che siamo su Marte e abbiamo decodificato il DNA: conosciamo dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande. Ma non questo maledetto virus e come uscirne.


Cosa farò io e cosa suggerisco di fare oggi? Innanzitutto di aprire gli occhi. Riconoscersi come parte sana e produttiva. Creativa e resiliente, libera e autonoma. E festeggiare la giornata dedicata a tutti coloro che lavorano per affermare la libertà e lo sviluppo del Paese con particolare gratitudine agli imprenditori sociali, innovatori, che creano posti di lavoro e benessere diffuso sul territorio; alle forze dell'ordine che a rischio della vita e con sana idealità ci assicurano libertà e difesa dalle mafie.

Altro che divise che fanno paura... Stringendoci a tutti coloro che stanno soffrendo a causa della pandemia per l'attività chiusa e a rischio... I piccoli imprenditori e i propri dipendenti. A loro andrebbero sussidi e redditi di favore. Non certo a chi profitta del proprio status di giovane svogliato o di delinquente matricolato, colto a percepire il reddito di cittadinanza. Vergogna a loro e buon 1 maggio a tutti noi.

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