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VIZI DI STATO

Al gioco del lockdown vince la bisca online

La chiusura per oltre 240 giorni dei 15mila punti vendita di gioco legale ha giovato ai siti illegali gli unici che, in barba al divieto del Decreto Dignità, fanno pubblicità su Google (multata dall'Agcom). L'allarme di Logico

Riccardo Venturi
Al gioco del lockdown vince la bisca online

Da sinistra, Marcello Minenna e Moreno Marasco

Cresce l’allarme per il boom del gioco illegale, dovuto alla chiusura per oltre 240 giorni causa Covid dei 15mila punti vendita di gioco legale. Il direttore dei Monopoli, Marcello Minenna, ha affermato in un’audizione alla commissione parlamentare Antimafia che nel 2020 il gioco illegale ha superato i 20 miliardi di euro di valore. A detta dello stesso Minenna, il crollo del gioco legale è stato compensato solo in minima parte dalla crescita di quello online. Su un punto pare esserci una certa confusione: una recente interrogazione parlamentare sembra mettere sullo stesso piano illegalità e gioco online. Ma si deve distinguere: così come ci sono punti vendita di gioco legale e bische clandestine, c’è un gioco online legale, fatto di aziende che hanno una concessione dello Stato italiano e pagano le tasse in Italia, e un gioco online illegale, in genere fatto di società con sedi estere che realizzano siti multilingua, e da noi non versano un euro. Poi si può discutere quanto si vuole della pervasività del gioco online, anche di quello legale, e quindi della difficoltà per chi tende a giocare troppo di resistere alla tentazione – ma anche chi tende a bere troppo può trovare bottiglie di alcolici dappertutto, senza che questo sembri un motivo sufficiente per tornare all’America degli anni Trenta - ma non lo si può equiparare al gioco illegale, che è proprio quello che sta dilagando. Il che non è sorprendente, visto che facendo una ricerca di giochi online è facile trovarsi su siti in italiano che sembrano legali e invece non lo sono. «Ad aiutare l’espansione del gioco illegale nel digitale, c’è sicuramente il divieto di pubblicità introdotto due anni fa nel Decreto Dignità» dice Moreno Marasco, presidente dell’associazione Logico (Lega operatori di gioco su canale online), «chiunque facesse oggi una ricerca sul web per cercare operatori online, troverebbe tra i primi risultati quelli di piattaforme illegali, le uniche che risultano per definizione indifferenti al divieto di pubblicità». Proprio per questo lo scorso mese di ottobre l’Agcom ha inflitto a Google Ireland Limited, che gestisce il servizio di annunci pubblicitari Google Ads, una multa da 100mila euro.

Marasco: «una ricerca sul web per cercare operatori online, oggi colloca tra i primi risultati quelli di piattaforme illegali»

Mentre infatti le pubblicità dei giochi online legali sono sparite dopo il varo del divieto, in data 14 e 15 novembre 2019 alla pagina di ricerca www.google.com, digitando la parola chiave "casino online", in testa ai risultati appariva il sito http://sublime-casino.com, così descritto: “unisciti ora al nuovissimo casinò online italiano. Gioca subito a oltre 400 giochi – iscriviti ora e registrati in meno di 30 secondi! Nessun download. Sicuro e protetto”. Il sito era qualificato come “annuncio" e conteneva a sua volta un elenco di siti di gioco a pagamento non autorizzati in Italia. Il fatto che molti giocatori finiscano su siti illegali è confermato indirettamente dal fatto che il gioco legale online è cresciuto molto meno di quanto avrebbe potuto in seguito alla chiusura dei punti di gioco fisici dovuta alla pandemia. Dopo una crescita del 15% nel 2019 rispetto al 2018, gli ultimi dati 2020 di Adm gli attribuiscono un valore di spesa di 2,351 miliardi, che significherebbe un +27% rispetto al 2019. «Una crescita del tutto irrilevante, rispetto alle potenzialità derivanti dalla totale chiusura degli esercizi fisici» afferma Marasco, «che nel periodo pre-pandemico intercettavano il 91% della spesa complessiva del gioco legale». A ingrassare sarebbe stato dunque il circuito illegale.

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