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sustainability & circular economy - focus agricoltura sostenibile

Così la sostenibilità va a tutto gas

Dal biometano alla sfida dell’idrogeno verde: ecco come il Gruppo Sapio declina la sua missione green. E quest’anno debutterà col suo primo bilancio di sostenibilità. Intervista al presidente Alberto Dossi

14 Aprile 2021

Marina Marinetti

«Il rapporto tra Sapio e l’ambiente comincia fin dalla costituzione, nel 1922». Quasi un secolo dopo, per Alberto Dossi, presidente di Sapio, player di primo piano nel settore dei gas industriali e medicali su tutto il territorio nazionale (e, all’estero in Francia, Germania, Spagna, Slovenia e Turchia), con un fatturato di 628 milioni di euro e 2200 collaboratori, è il momento di annunciare il primo bilancio di sostenibilità, «nonostante», specifica Dossi, «sia un obbligo solo per le società quotate e quindi non per noi. L’attenzione alla sicurezza, non solo delle persone ma anche ambientale, è da sempre una delle qualità che ci contraddistingue».


E dunque, cosa significa per Sapio essere sostenibili?

Sapio punta a migliorare la sostenibilità sia dei processi interni, per ridurre in maniera significativa l’impronta carbonica del Gruppo in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, sia fornendo supporto, know-how e formazione, ai clienti impegnati nella transizione energetica. Penso che la sostenibilità sia una spinta fondamentale per la ripartenza economica del nostro Paese, oltre ad essere un’importante responsabilità verso l’ambiente e il mondo in generale. Solo lavorando per posizionare l’Italia come attore strategico in Europa saremo in grado di dare un contributo significativo al nostro futuro. In Sapio parliamo di sviluppo sostenibile su tre livelli: care, cura dei nostri dipendenti, clienti, pazienti; protect, protezione dell’ambiente in cui viviamo e operiamo; develop, evoluzione continuativa e innovazione della società stessa. 

Sapio propone alle aziende agricole un modello di business integrato per trasformare il feedstock in bio-lng

Declinati nel business di Sapio, in cosa si traducono?

Basandoci sui tre pilastri cui accennavo abbiamo scelto un percorso che tocca la sicurezza e la formazione, la soddisfazione dei clienti, passando per la riduzione della carbon footprint e l’incremento delle energie rinnovabili nel mix energetico. Senza dimenticare gli obiettivi sempre più ambiziosi sia nella performance economica sia nell’innovazione tecnologica di prodotti e servizi.


E nel bilancio?

Non possiamo ancora parlare di dati ma posso dire che Sapio si è sempre focalizzata, soprattutto in questo ultimo decennio, nel cercare di esercitare il ruolo di attore propositivo nella società civile e per l’ecosistema circostante. Un ruolo sociale, al servizio della comunità. Non solo quindi un’azienda che fornisce prodotti e servizi fondamentali per pazienti e clienti, ma lo fa nell’ottica di contribuire al benessere delle persone, dell’ambiente e dello sviluppo economico dei Paesi in cui opera. E il bilancio di sostenibilità riflette anche questo, in maniera chiara e trasparente, tutto il nostro impegno anche durante la pandemia.


Da anni Sapio è attiva anche sul fronte del biometano. Come funziona la trasformazione e quali vantaggi offre?

Per ottenere il biometano Sapio raffina e purifica il biogas prodotto della aziende agricole. Il processo ha tre fasi. Il cosiddetto upgrading, in cui il biogas proveniente dalla digestione anaerobica viene purificato attraverso la rimozione di impurezze, umidità e CO2 per ottenere biometano gassoso puro; la liquefazione, dove il biometano gassoso subisce un ulteriore processo di polishing per la rimozione di tracce di CO2 ed entra nel liquefattore dove raggiunge la sua temperatura di condensazione; infine lo stoccaggio e la commercializzazione. Qui il biometano liquido viene stoccato all’interno di serbatoi criogenici e poi distribuito alle stazioni di rifornimento con autocisterne dedicate. Questo tipo di biometano liquido è un biocarburante avanzato destinato a svolgere un ruolo chiave nella decarbonizzazione dei trasporti pesanti e nella progressiva riduzione dei gas serra. Con un elevato potenziale produttivo e di consumo destinato ai trasporti, il biometano rappresenta pertanto un gas rinnovabile decisivo per la realizzazione di un futuro energetico a zero emissioni e al minor costo per cittadini e aziende.


Il modello di partnership che proponete alle aziende agricole è particolare.

Il modello di business Sapio integra le nostre competenze con quelle dell’azienda agricola, in modo da garantire la sostenibilità economico-finanziaria e operativa di tutto il progetto e minimizzando i rischi legati alla presenza di una catena del valore lunga e complessa. L’azienda agricola si occupa del reperimento e della selezione del feedstock, dello spargimento del digestato e della gestione del processo di digestione anaerobica. Sapio offre competenze maturate nell’arco di quasi un secolo nel processo di trasformazione da biogas a biometano liquido, che è un processo chimico e di refining. Ci occupiamo poi della distribuzione del bioLng alle stazioni di rifornimento con la nostra logistica integrata e l’esperienza consolidata nei decenni con i gas criogenici.


Ora c’è anche l’idrogeno verde...

Va in primo luogo fatta una precisazione. L’idrogeno “verde” è quello prodotto da energia rinnovabile, ma una definizione precisa è ancora in discussione. L’idrogeno può essere infatti prodotto da elettrolisi alimentata da energie rinnovabili, tra le quali solare o eolico. In Sapio produciamo idrogeno da quasi 100 anni e abbiamo sempre creduto nella transizione energetica sia per l’industria sia per la mobilità, anche all’interno di H2IT, l’Associazione di categoria. È tuttavia importante sottolineare come l’idrogeno verde abbia ricevuto una spinta propulsiva significativa a seguito della pubblicazione della strategia della Commissione europea “A hydrogen strategy for a climate-neutral Europe”. Di fatto Bruxelles ha stimolato tutti gli Stati membri ad adottare una propria strategia nazionale che ha dato il via a innumerevoli idee progettuali e ha fatto entrare nella partita nuovi soggetti tra i quali le società di produzione di energie rinnovabili. Stanno inoltre nascendo moltissimi progetti territoriali, dalle cosidette hydrogen valleys che sono poli di produzione e distribuzione in determinate aree geografiche per applicazioni industriali e di mobilità multimodali quali treni, bus, camion, movimentazione merci con carrelli elevatori e flotte di auto come i taxi, così come progetti per singole aziende.


Sapio è in prima linea anche su questo fronte.

Abbiamo recentemente sottoscritto un importante accordo di partnership con Hera e Yara a Ferrara, dov’è in corso di studio l’utilizzo dell’idrogeno verde nell’ambito della produzione dei fertilizzanti. Questo è un esempio di quanto la filiera nel nostro Paese sia pronta per consentire all’Italia di svolgere un ruolo centrale nella transizione energetica. Come Sapio abbiamo un’anima industriale ed una scientifica grazie ai rapporti con le maggiori università e Centri di Ricerca. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia nazionale dell’idrogeno, che ci consentirà di far nascere una nuova filiera basata sull’innovazione tecnologica, la creazione di know-how e la formazione di nuove figure professionali. Oltre ai benefici ambientali saremo così in grado di raggiungere benefici sociali e occupazionali.

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