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sustainability & circular economy - focus agricoltura sostenibile

Passato e futuro
brindano biologico

Passato e futuro brindano biologico

13 Aprile 2021

Paola Belli

C'era un tempo in cui il “bio” era la norma, non l’eccezione. E ci sono aziende che quel “bio” se lo sono portate dietro come una tradizione irrinunciabile. Specie quando la tradizione è secolare, come quella della famiglia Montini, che produce vini da cinque generazioni, dal 1810. Se il cognome non vi giunge nuovo, è perché si tratta della famiglia che ha dato i natali a Papa Paolo VI, al secolo Giovanni Battista Montini, nato nel 1897 ed elevato al soglio pontificio nel 1963. Oggi l’Azienda Agricola Biologica Vini Montini è ai piedi delle colline Oltrepadane, tra Redavalle e Santa Giuletta, dove da oltre 170 anni si coltivano varietà di uve famose in tutt’Italia come il Pinot Nero, la Bonarda, il Riesling, la Croatina, la Barbera, il Moscato e lo Chardonnay.

«Siamo certificati Bio dal 1999, ma il nostro processo di lavorazione è lo stesso con il quale la famiglia Montini dal lontano 1810 coltivava i propri vigneti e vinificava il suo vino, senza prodotti chimici», spiega a Economy Cristina Galati Montini, che con il marito Edoardo guida l’azienda di famiglia. Una tradizione alla quale non vuole rinunciare, anzi: «Sono sempre più convinta che tutta l’ agricoltura dovrebbe essere orientata verso un maggiore sviluppo delle risorse naturali locali e dei processi biologici al fine di ripristinare e migliorare la fertilità del suolo, favorire un uso più efficiente dell’acqua, aumentare la biodiversità delle colture, ridurre l’uso della chimica per la gestione di parassiti e infestanti», dice.

Dietro l’etichetta di ogni bottiglia Montini si cela la consolidata esperienza della tradizione di famiglia

Dietro l’etichetta di ogni bottiglia Montini si cela il lavoro, la serietà e la consolidata esperienza di una famiglia di agricoltori che ha l’ambizione di voler continuare il cammino iniziato circa 170 anni fa nel rispetto della natura utilizzando prodotti e processi che non danneggiano l’ambiente: «adottiamo un sistema di produzione agricola che punta ad offrire al consumatore prodotti genuini e privi di sostanze chimiche, riducendo il più possibile l’impatto ambientale, al fine di salvaguardare la nostra terra nel rispetto dei suoi cicli naturali e  in modo eco-sostenibile con una particolare attenzione anche agli animali, l’acqua e l’aria», continua Cristina Galati Montini. «Nella filosofia della cantina, il vino è la cultura del territorio, il connubio tra l’uomo e la natura è la conoscenza e valorizzazione dei luoghi di produzione: ecco perché per noi fare biologico non è una moda ma un modello di sviluppo sostenibile il cui fine è la tutela dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, rispettando l’ ambiente e portando benessere al consumatore», sottolinea Cristina Galati Montini. «L’agricoltura sostenibile è un’agricoltura che non mira solo a garantire la sicurezza alimentare attraverso una maggiore produzione, ma aiuta gli agricoltori a soddisfare le loro aspirazioni socio-economiche e culturali e a proteggere e conservare le risorse naturali per soddisfare le esigenze future». Mantenendo però le radici nel passato: «La progressiva scomparsa della biodiversità rurale ha spinto al recupero del patrimonio costituito dalle antiche razze e varietà per fare riappropriare le comunità locali delle proprie tradizioni e cultura quale vantaggio competitivo sostenibile in grado di caratterizzare e dare valore al territorio», chiarisce Cristina Galati Montini.

«Bisogna fare tesoro  del materiale ancora presente nella memoria degli anziani coltivatori presenti  nelle piccole coltivazioni familiari coinvolgendo i giovani quale anello di congiunzione privilegiato con le persone anziane che possiedono la memoria storica e molto spesso conducono ancora direttamente l’orto di famiglia. Questo patrimonio di conoscenza va custodito e reso disponibile a tutti al fine di sviluppare un processo di crescita e di difesa del territorio una pre-condizione, a mio giudizio, che potrebbe incrementare i potenziali vantaggi della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio genetico locale».

Nella filosofia della cantina Montini il vino è la cultura del territorio secondo un modello di sviluppo sostenibile

Cristina Galati Montini suggerisce dunque di «creare delle occasioni per scambiare conoscenze tra i singoli coltivatori e consentire ai consumatori di acquistare prodotti e promuovere un’economia locale sostenibile sotto il profilo delle risorse, coerente con l’identità culturale dei luoghi e in grado di rafforzare la coesione sociale e territoriale». Quanto alla sfida della green economy in agricoltura, Montini non ha dubbi su cosa si debba puntare: la produzione di energia, sia per l’autoconsumo che per il sostegno al reddito agricolo, in modo compatibile con le colture alimentari, la diffusione delle produzioni tipiche e biologiche, anche nella prospettiva dell’adattamento ai cambiamenti climatici e il turismo rurale, che si lega alla tutela del territorio e all’educazione ambientale.

«Lo sviluppo sostenibile rappresenta una delle sfide epocali che attendono la società moderna», conclude l’imprenditrice, «obiettivo prioritario che deve chiamare idealmente a raccolta tutti i cittadini, indipendentemente dal loro livello sociale e culturale, per perseguire uno sviluppo in grado di rispondere alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie».


www.biomontini.com

infovinimontini@gmail.com

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