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FINANZIARE L'IMPRESA

Pnrr, un gioco di squadra per battere la crisi

Sace si mette a disposizione del Paese con le sue competenze e la sua esperienza nel finanziamento alle esportazioni, sugli investimenti garantiti e sulla valutazione dei progetti sostenibili

11 Aprile 2021

Un impegno, un gioco di squadra, uno sforzo collettivo di tutto il sistema. È cosi che Sace vede il processo di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che deve garantire un utilizzo efficace e affidabile delle risorse pubbliche (222,9  miliardi di euro) messe a disposizione del nostro Paese dall’Unione europea. 

Istituzioni, finanza e imprese devono avere come unico obiettivo la ripartenza della nostra economia e, dopo i recenti interventi legislativi, la nuova missione della Sace, la società assicurativo-finanziaria italiana che da oltre quarant’anni è specializzata nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale attraverso un’ampia gamma di strumenti e soluzioni a supporto della competitività in Italia e nel mondo, si sta sviluppando su traiettorie che sono decisive i questo momento storico: sostegno all’export partendo dalle vocazioni settoriali che hanno un impatto a livello nazionale, quelle del Made in Italy e delle filiere produttive, un impegno per la realizzazione e la messa in sicurezza delle infrastrutture e una spinta all’innovazione digitale, sempre con un’attenzione trasversale alla sostenibilità per la transizione energetica dell’Italia.

Questi  concetti sono stati messi nero su bianco in un documento consegnato alle commissioni Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato, riunite, in maniera congiunta, per raccogliere pareri prima di esaminare il Pnrr messo a punto dal Governo. 

Nel paper l’azienda, che ha un portafoglio di operazioni assicurate e investimenti garantiti pari a 156 miliardi di euro con oltre 23 mila aziende, soprattutto piccole e medie, che operano in circa 200 mercati nel mondo, ha riassunto ciò che ha fatto in quest’ultimo drammatico anno per aiutare le aziende italiane a resistere e cosa potrà fare nei prossimi per contribuire a superare la crisi provocata dalla pandemia.

Nel 2020 le risorse mobilitate da Sace per le attività di export e internazionalizzazione delle imprese ammontavano a 25 miliardi di euro, un risultato in crescita nonostante l’avversità del contesto, ma nel corso dell’anno appena passato il ruolo della società guidata dal presidente Rodolfo Errore e dall’amministratore delegato Pierfrancesco Latini è stato rafforzato dalle misure governative a supporto della liquidità d’impresa contenute nel Decreto Cura Italia di marzo 2020 e nel Decreto Liquidità di aprile, con cui le è stato affidato il mandato di supportare, attraverso l’emissione di garanzie finanziarie, le attività economiche colpite dal Covid-19.

Nel 2020 sace per le attività di internazionalizzazione ha mobilitato risorse per 25 miliardi di euro

Sace ha operato attraverso tre linee principali di intervento: Garanzia Italia durante il periodo di emergenza, ulteriori misure per aiutare le esportazioni e nuova operatività a sostegno e rilancio dell’economia nazionale. 

I volumi complessivi dei prestiti nell’ambito di Garanzia Italia sono pari a 21,9 miliardi di euro, per un totale di 1.626 operazioni, destinati a sostenere il finanziamento di liquidità netta immessa nel sistema, finalizzata a coprire costi del personale, investimenti o capitale circolante, a supporto delle imprese italiane. In totale, tra sostegno all’export e all’internazionalizzazione e supporto alla liquidità d’impresa attraverso Garanzia Italia, Sace ha mobilitato risorse pari a 47 miliardi di euro a favore delle aziende italiane.

Per il sostegno all’export, invece, le nuove norme hanno introdotto un sistema di coassicurazione fra Sace e il ministero dell’Economia e delle Finanze. In base ad esso gli impegni derivanti dall’attività assicurativa, per i rischi non di mercato (ovvero per quei rischi che per durata, geografia e dimensione non potrebbero essere sostenuti dagli operatori economici), sono assunti dallo Stato per il 90% e da Sace per il restante 10%. «Quest’approccio» spiega il documento inviato in Senato, «in conformità con la normativa internazionale in materia di credito all’esportazione (il cosiddetto “Consensus”), consentirà di far evolvere l’attuale modello, che vede lo Stato intervenire in riassicurazione di Sace solo sui grandi rischi a elevate concentrazioni, verso un modello di State Account per il 90% dei rischi assunti, andando a rafforzare la capacità di azione a supporto delle imprese impegnate in attività di export e in processi di internazionalizzazione».

Per il sostegno e il rilancio dell’economia nazionale il decreto prevede per Sace la possibilità di rilasciare, a condizioni di mercato, garanzie per finanziamenti concessi a imprese italiane, entro l’importo massimo di 200 miliardi di euro. La disposizione, che verrà implementata dopo un decreto attuativo del Governo, consentirà alla società Sace, fermo restando il ruolo di export credit agency che è forte di una rete domestica di 14 sedi dislocate sul territorio nazionale per dialogare quotidianamente con le aziende e di 12 uffici all’estero per relazionarsi con le realtà straniere, di concedere garanzie a mercato, controgarantite dallo Stato, su finanziamenti alle imprese italiane connesse alle esigenze nazionali di ricostruzione e rilancio post-crisi. «Un’operatività di ampia portata» si legge ancora nel documento «che, anche potenzialmente nell’ottica del Pnrr, sarà fondamentale per dare nuovo slancio all’economia: dallo sviluppo delle imprese, al supporto dei grandi progetti infrastrutturali e per la digitalizzazione del Paese».

Il Decreto Semplificazioni di luglio ha, poi, aggiunto un ulteriore tassello all’operatività della società in virtù del quale Sace potrà rilasciare garanzie in favore di nuovi progetti “sostenibili”, conformi a una serie di criteri definiti dall’Unione Europea, in grado di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili, e promuovere iniziative che hanno l’obiettivo di sviluppare una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti, in particolare per l’uso di veicoli puliti e carburanti alternativi e per progetti di mobilità multimodale. Sace ha posto da sempre particolare attenzione agli impatti socio-ambientali della propria attività e dei progetti che sostiene, e dispone di un’unità specialistica con competenze specifiche per la valutazione degli interventi, in conformità con le linee guida internazionali dell’Ocse e della Banca Mondiale. E, in questo ambito, proprio in queste ultime settimane, sono già stati deliberati nove interventi per un totale di 700 milioni di euro, a fronte di un plafond di 2,5 miliardi di coperture per il 2021 fissato dalla Legge di Bilancio. 

«Export, investimenti e sostenibilità. I driver di crescita del Sistema Paese sono strettamente legati al nostro mandato. Nell’ambito del piano Next Generation Italia, le linee di intervento di Sace potranno essere attivate e valorizzate in tempi rapidi, come ulteriore strumento di sviluppo e attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Le competenze, la capacità di agire sul mercato, l’affidabilità e la reattività nell’implementare in tempi rapidi gli strumenti introdotti dalle normative, come già dimostrato in occasione della messa a terra di Garanzia Italia in tutte le sue applicazioni e delle Garanzie Green» conclude il documento «sono a disposizione».

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