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Malattia del professionista, un vulnus da sanare

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, nell’audizione sulle disuguaglianze prodotte dalla pandemia, sostiene gli emendamenti che tutelano il professionista in caso di contagio

Sergio Luciano
Malattia del professionista, un vulnus da sanare

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha evidenziato tutte le criticità del sistema di
protezione sociale del nostro Paese e le differenti tutele esistenti tra le diverse tipologie
di lavoratori, soprattutto gli autonomi, sprovvisti di garanzie di fronte all’insorgere di
malattie che gli impediscano di portare a termine gli adempimenti. Per porre fine a
queste disuguaglianze sociali è necessario riconoscere anche a partite Iva e
professionisti affetti da Coronavirus o posti in quarantena a scopo cautelare il diritto alla
tutela per malattia e infortunio, nonché la possibilità di astenersi dal lavoro senza
incombere in responsabilità professionali per il mancato assolvimento degli obblighi
verso la Pubblica Amministrazione. A ribadirlo il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei
Consulenti del Lavoro oggi nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavoro
della Camera dei Deputati in cui ha presentato alcune proposte con cui rispondere alle
nuove disuguaglianze prodotte dalla pandemia nel mondo del lavoro. Con l’occasione la
Categoria ha ricordato come nell’ultimo anno tantissimi lavoratori autonomi abbiano
continuato a lavorare anche durante le restrizioni, con il rischio di contrarre l’infezione,
in ragione dell’importanza e della pubblica utilità delle loro attività professionali e
dell’assenza di adeguate tutele nei loro confronti. Per poi rimarcare la necessità di
concretizzare i provvedimenti esistenti in materia in Parlamento, come l’emendamento
per la conversione in legge del decreto “Sostegni” di cui è prima firmataria la Presidente
della Commissione Lavoro del Senato, Susy Matrisciano, che esclude il professionista
dalla responsabilità professionale e da quella per inadempimento, anche da parte del
cliente, in caso di ricovero ospedaliero o quarantena che impediscano il rispetto dei
termini considerati perentori o decadenziali. La proposta era stata infatti già anticipata
dalla senatrice nel corso dell’intervista per la rubrica della web tv dei Consulenti del
Lavoro “Fondazione Studi incontra” assieme alla Presidente del CNO e del CUP,
Marina Calderone, la quale aveva sottolineato l’urgenza di sanare un vulnus
dell’ordinamento e valorizzare il lavoro libero professionale. “La Categoria non si è mai
tirata indietro durante la pandemia – aveva sostenuto la Presidente – mettendo in
sicurezza aziende e lavoro, ma la complessità di questo periodo richiede uno
snellimento delle procedure per consentire a tutti i professionisti che svolgono il proprio
lavoro con grandi responsabilità, di ammalarsi senza creare danni ai loro assistiti”.
L’auspicio è che la conversione in legge del decreto possa porre fine ad eventuali
sanzioni per un’assenza dal lavoro dovuta a situazioni di fragilità.

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