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Una sorpresa per Pasqua 2022? Via la sanità dalle Regioni

Redazione Web
Una sorpresa per Pasqua 2022? Via la sanità dalle Regioni

E’ un giorno speciale, Pasquetta: il lunedì dell’Angelo, quel giorno in cui le tre pie donne andate al sepolcro di Cristo per imbalsamarne il corpo ebbero la meravigliosa sorpresa di incontrare un Angelo, appunto, che annunciò loro la Resurrezione di Gesù. Ecco: quale sorpresa vorremmo avere per la Pasqua dell’anno venturo (questa ormai è andata)? La sorpresa di una riforma della sanità che ne sottraesse la gestione alle Regioni: tutte, comprese quelle come Veneto, Emilia Romagna e Piemonte (ma anche Lazio) che hanno dimostrato di saperla gestire meglio delle altre. Perché? Semplice: perchè in quelle regioni è andata bene (si fa per dire) stavolta, ma come andrà al prossimo giro? Con il prossimo cambio della guardia politica regionale? Chi potrebbe garantirlo? Proprio nessuno.
Affidare alle Regioni le Asl (oggi Ast) ha significato infeudarle di personale politico despecializzato, arrogante e spesso imbroglione. In quantità esponenzialmente più alta di quella che avrebbe mai potuto infestare le istituzioni centrali dello Stato: perchè il ministero è uno, le Regioni sono venti. E i disservizi (o peggio) delle Regioni non tolgono gli ulteriori disservizi<i (o peggio) centrali... Il decentramento non ha portato nessun vantaggio in termini di competenza, nessun maggior controllo del territorio, solo danni e solo sperperi.
Se qualcuno volesse mai rimettere mano all’assetto istituzionale dello Stato ridiscutendo l’attuale bicameralismo perfetto che ha resistito anche alla rottamazione di Renzi, ecco: sarebbe forse il momento di  risuscitare l’idea di una “Camera delle Regioni” capace di esprimere, sì, il punto di vista dei territori ma dal centro e senza la responsabilità distinta e potenzialmente antagonista che ad oggi una legge malfatta consente.
La decisione inconsulta di alcune Regioni di non seguire unicamente il criterio anagrafico per procedere con le vaccinazioni ha probabilmente reso possibili molti decessi in più di quanti si sarebbero verificati senza questo genere di assurdi spontaneismi. Ricordiamocelo: c’è un anno di tempo per riparare al malfatto. La salute è una cosa troppo seria per farla in venti pezzi.

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