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APPROFONDIMENTI - in collaborazione con ANDAF

Andaf: con la gestione del rischio di credito commerciale l’impresa può creare valore

Oggi più che mai il Credit Manager deve avere la capacità di selezionare ancora più attentamente che in passato i propri clienti, anche attraverso il ricorso ad analisi finanziarie puntuali che tengano conto delle prospettive legate al modello di business e quindi della capacità di creazione del valore per l'impresa

Francesco Paolinelli e Carmine Scoglio
Con la gestione del rischio  di credito commerciale  l’impresa può creare valore

Francesco Paolinelli e Carmine Scoglio

L'attività di valutazione e gestione dei rischi aziendali costituisce una prerogativa per assicurare all’impresa la sopravvivenza e garantire che questa, nel tempo, possa mantenere inalterata a sua capacità di creare valore per gli stakeholder. In un contesto già di per sé mutevole, acuito ai nostri giorni dall’incertezza, il vertice aziendale dovrà stabilire in modo ancora più opportuno il livello di rischio accettabile e sostenibile per l’impresa al fine di creare valore o molto più pragmaticamente per continuare ad operare in condizioni di normale funzionamento (c.d. “Going Concern”). L’individuazione dei citati livelli di incertezza e rischio sostenibili costituisce a tutti gli effetti una scelta strategica, e così la gestione dei rischi aziendali e i sistemi di controllo assumono importanza nella pianificazione strategica di impresa. Chi scrive già in passato ha più volte evidenziato come, in un contesto estremamente complesso e variabile, l’applicazione di condizioni di pagamento posticipato anche verso fasce di clientela considerate più rischiose o in mercati emergenti rappresentassero una forte leva per conservare e/o sviluppare quote di mercato. Queste considerazioni ritengo siano tutt’ora valide dal momento che, versando in una situazione di contrazione della domanda, il vertice aziendale può decidere strategicamente di concedere condizioni di pagamento più favorevoli ai clienti per stimolare i ricavi anche se il ricorso a tale pratica comporta un livello di assunzione di rischio notevolissimo. Ma tali scelte possono avere impatti negativi sul cash flow atteso il rischio di perdite su crediti dovute a insoluti da parte della clientela che possono compromettere, a loro volta, le condizioni d’equilibrio dell’impresa e la sua stessa sopravvivenza. Solo in presenza di elevati margini di contribuzione sui prodotti ovvero di un’impresa di grandi dimensioni che presenta flussi di cassa già di per sé robusti e stabili si può giustificare una scelta (e un’assunzione di rischio) di questo genere da parte del vertice. Ad ogni modo anche l’impresa che, all’opposto, sceglie di mantenere oggi un approccio più conservativo e fa meno ricorso alla leva del credito fronteggia comunque un rischio elevato di sperimentare perdite su crediti in presenza contratti con condizioni di pagamento posticipato stipulati prima dell’emergenza sanitaria e ancora in vigore. Per questa ragione, l’impresa dovrà opportunamente mitigare tale rischio.

Pertanto, a prescindere da un ricorso più o meno spregiudicato alla leva del credito, la metodologia di gestione del rischio non cambia. Sarà quindi opportuno che il Responsabile Amministrativo o il Credit Manager nell’effettuare la valutazione dei rischi di credito commerciale prendano in esame l’intero processo di gestione del credito per individuare le variabili di rischio, le aree di debolezza e quindi predispongano adeguati strumenti di controllo.

Il contesto attuale suggerisce al vertice aziendale e al Cfo di effettuare scelte delle tese alla stabilità dei flussi di cassa. Così, seguendo una direzione più conservativa, il Credit Manager dovrà dotarsi di strumenti che gli consentano di ottimizzare il presidio delle posizioni creditorie in sofferenza o che rischiano di diventare tali. Rispetto al passato, un'attenzione ancora maggiore sarà dedicata al microsettore in cui principali clienti operano per comprendere quanto questi possano essere impattati negativamente in termini di liquidità. Un monitoraggio costante permette di agire velocemente ai primi insoluti con azioni di blocco del servizio e di recupero del credito, ottimizzando in tal modo i tempi d’incasso con evidente miglioramento sul cash flow. Nei casi in cui l’impresa decida di utilizzare la leva del credito per stimolare i ricavi, allora il Credit Manager dovrà avere la capacità di selezionare ancora più attentamente che in passato i propri clienti, anche attraverso il ricorso ad analisi finanziarie puntuali che tengano conto delle prospettive legate al modello di business e quindi della capacità di creazione del valore da parte dei loro clienti.

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