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La conquista dello spazio
indica la rotta delle Borse

Dallo sfruttamento del suolo lunare alle missioni su Marte: imprese che richiedono capitali e sulle quali stanno investendo Elon Musk, Jeff Bezos, Richard Branson, ma anche il fondo italiano Primo Space

Ugo Bertone*
La conquista dello spazioindica la rotta delle Borse

Il segnale è arrivato in Piazza Affari a metà gennaio. Il titolo Avio, società leader della presenza italiana nella corsa allo spazio, ha messo a segno un allungo del 7,7% a 13,4 euro. Un balzo inatteso, all’apparenza ingiustificato perché non segnalato dal consenso degli analisti, rilevato da Bloomberg, fermo da tempo attorno a un 50% di buy. Ma la curiosità è cresciuta quando alcuni analisti hanno scoperto che il fenomeno degli acquisti aveva coinvolto anche altri titoli della filiera aerospaziale, come la tedesca Ohb +11,4%. Il mistero è stato svelato quando si è avuta la conferma della prossima nascita dell’Etf Ark space, specializzato in un settore finora poco frequentato, quello degli investimenti nell’industria dello spazio probabilmente l’ultima miniera d’oro (almeno per ora) per i gestori a caccia di titoli con forti prospettive di crescita. Tra questi, per limitarci all’ultimo mese, l’americana Maxaar (comunicazioni spaziali) e diverse Spac sorte sul mercato americano per sfruttare fin da subito l’arrivo delle Ipo.

Ad alimentare il sospetto ha contribuito più di tutto, la reputazione dei promotori. L’iniziativa, infatti, è stata promossa da Ark Investment Management, la società di gestione guidata da Cathie Woods, un nome ormai leggendario nel settore per la capacità di saper individuare i talenti. Primo fra tutti quello di Elon Musk, una delle grandi scoperte della signora Woods che ha saputo  però concedere il bis con i titoli Biotech e altri campi dell’innovazione. Grazie a questi “colpi” la bionda Cathie Woods ha realizzato nel 2020 una performance del 150 %, chiudendo l’anno con un valore di portafoglio di 41,5miliardi accumulato in varie aree dell’innovazione. Un buon biglietto da visita per affrontare l’avventura dello spazio, ovvero la prossima sfida annunciata da Musk, ma in contemporanea anche da due altri miliardari a caccia di avventure nello spazio: Jeff Bezos e Richard Branson, entrambi intenzionati a fare dello spazio uno dei teatri dei loro affari miliardari. Bastano questi nomi a giustificare l’attenzione che i grandi gestori stanno concentrando sull’avventura dello spazio che, assieme agli sviluppi della fisica quantica e della genetica, promette di essere la grande scommessa tecnologica e finanziaria degli anni a venire.

A confortare questa previsione contribuiscono vari elementi. Innanzitutto l’investimento personale degli uomini più ricchi ed ambiziosi de pianeta. Musk è pronto ad investire la sua fortuna, assieme al contributo della Nasa e con importati soci nella conquista di Marte, l’impresa che ormai assorbe buona parte della sua energia. Jeff Bezos, il re dell’e commerce, intanto promette lo sbarco della sua navicella Blue Origin sul suolo lunare a costi contenuti in vista dello sfruttamento commerciale del satellite. Infine, all’inizio del 2021, la Virgin Orbit di Richard Branson è riuscita nell’impresa di lanciare razzi con satellite da un Boeing 747,eliminando la necessità di una piattaforma fissa. Insomma, la conquista spaziale sta per entrare in una fase nuova che lascia, come ogni vera innovazione, spazio alla fantasia dei mercati finanziari. 

Ma, per la verità, c’è già molta più realtà che fantasia nell’avventura dello spazio un settore in cui, assai più che in altri rami della tecnologia, l’Italia vanta punti di forza invidiabili e si posiziona oggi come terzo player in Europa, dopo Germania e Francia, e settimo nel mondo con un valore della produzione nell’ultimo quinquennio di quasi 16 miliardi di euro, divisi tra manifattura, al 30% e servizi, al 70%. C’è pure  un fondo specializzato, Primo Space dietro cui figura la Sgr Primo Miglio, aperto ai soli investitori istituzionali. Come è giusto, perché è assai difficile valutare nel breve le ricadute commerciali dell’innovazione. Solo per ora, però. 

* L'autore Ugo Bertone.  torinese, ex firma de  "il sole-24 ore" e "la stampa",  è considerato uno dei migliori giornalisti economico-finanziari d'Italia

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