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FRANCHISING E NUOVE IMPRESE

Genesi Life: puntando sul bambù il rendimento è detraibile

Investire nelle piantagioni di bambù gigante Moso affidando la coltivazione a specialisti e godendo degli sgravi Irpef: è l’offerta di Genesi Life, che assicura un business a lungo termine

Riccardo Venturi

Una scrupolosa attenzione all’attecchimento e alla crescita delle piante, con una cura agronomica importante specie nei primi tre anni dopo la piantumazione; e la possibilità per i soci, che sono anche proprietari, di visitare le piantagioni quando lo desiderano. È la via al bambù di Genesi Life, azienda che crea società agricole a responsabilità limitata che si occupano di piantumare al proprio interno coltivazioni industriali e commerciali ad alta intensità di bambù gigante Moso. «Tutti i nostri impianti sono visitabili» spiega Ivan Beltrame, cofondatore di Genesi Life con Bader Abdouni e Monica Nota, «anche perché sono in condizioni eccellenti. Se non si attua una cura agronomica molto importante nei primi tre anni, si possono avere delle fallanze, dei mancati attecchimenti. Ci avvaliamo di agronomi interni ed esterni, guidati da Abdouni, e utilizziamo impianti di fertilizzazione all’avanguardia».

L’idea è nata nel 2014: «Mi sono innamorato del prodotto» racconta Beltrame, «e siccome mi occupavo di reti commerciali di vendita da 20 anni, mi è venuto naturale proporlo. Mi sono accorto di un grosso limite: il bambù era destinato esclusivamente ai produttori agricoli, ci voleva un terreno e chi lo coltivasse. Così abbiamo studiato una formula che permettesse di renderlo accessibile a tutti». È nata così l’idea di creare società di scopo, srl agricole, la prima nel 2016. «Genesi Life entra al 20% in ogni società agricola che costituisce» spiega il cofondatore: «l’80% è dei soci, che hanno il vantaggio di non dover investire tempo e competenze, perché della piantumazione e della manutenzione ci occupiamo direttamente noi. La maggior parte dei soci non sono imprenditori agricoli, ma beneficiano del business perché sono i reali proprietari e dividono gli utili». Genesi Life costituisce la srl a monte, e poi fa una raccolta di capitale autorizzata, proponendo l’acquisto di quote della società agricola. È in corso la raccolta per Genesi Pegaso, nuova società e nuovo impianto in provincia di Alessandria che sarà piantumato entro la tarda primavera, che dai soci di capitale ha l’obiettivo di raccolta di poco più di 1,5 milioni in quote da 19mila euro o multipli. Il bambuseto precedente è stato piantumato lo scorso mese di maggio 2020: l’attività agricola non si è fermata nemmeno in piena pandemia. Il modello di business ha dimostrato di funzionare: le altre cinque srl già esistenti e finanziate hanno i bambuseti tra la stessa provincia di Alessandria e quelle di Asti e Cuneo; gli ettari complessivi sono circa 70, ma c’è anche un progetto istituzionale da 200 ettari interi, con diversi fondi di investimento interessati e trattative in corso.

L’investimento nel bambù gigante nei primi anni non dà reddito, ma una volta che l’impianto è messo a dimora ne produce per almeno 80. Nei primi anni infatti non ci sono raccolti, e inoltre per i primi 5 anni trattandosi di startup innovative l’utile non si distribuisce, per non perdere il beneficio fiscale. A quel punto però si crea un’entrata automatica che dura nel tempo, e addirittura tra generazioni, visto che le quote societarie di queste srl sono cedibili ed ereditabili. Il bambù gigante infatti ha oltre 1500 applicazioni, dalla bioedilizia agli yacht di lusso, dai mangimi al rivestimento delle automobili. Negli Stati Uniti, per esempio, la fibra di bambù può sostituire le armature d’acciaio nei grattacieli antisismici. La legge inoltre prevede un beneficio fiscale molto importante: lo sgravio Irpef del 50%.

Il bambù gigante ha oltre 1.500 ambiti diversi di applicazione che vanno dall’alimentare alle imbarcazioni di lusso

«Quello con noi è un investimento di medio termine» afferma Beltrame, «che al decimo anno è ampiamente ammortizzato; da allora in poi si crea un’entrata automatica aggiuntiva. Come qualunque investimento agricolo, richiede qualche anno per diventare profittevole. Così come per un vitigno non è che oggi lo si impianti e il mattino dopo ci sia il Barolo, anche nel bambù per avere i primi germogli del raccolto primaverile, che sono utilizzati soprattutto nella cosmetica, si deve attendere dal quarto al quinto anno; per il culmo, la canna, dal settimo all’ottavo anno. Il business plan va dai 10 ai 20 anni, ma nella realtà campo e società saranno ancora operativi per 80 anni, così andranno agli eredi dei soci». La redditività del bambuseto dopo i primi anni di crescita è in grado di attrarre anche gli investitori meno ecologisti. «Nel dettagliato business plan che inviamo a chi è interessato» spiega il cofondatore di Genesi Life, «ci sono quattro diverse previsioni di rendimento, da quella più prudenziale a quella più entusiasmante. Questo delta dipende dal fatto che i possibili sbocchi sul mercato del bambù sono oltre 1500, e finché l’impianto non è a regime non si può sapere con certezza dove si andrà a parare. Se venderemo tutto il bambù per fare yacht di lusso, è chiaro che la redditività sarà altissima; se invece ne faremo cippato sostituivo dei mangimi più tradizionali, sarà più bassa. Anche il germoglio alimentare va a ruba, specie tra i cinesi che vivono in Italia: lo si vende da 2 euro al chilo fino ai 5-7 euro del calibro più grosso. Tornando al rendimento, si va comunque da un minimo del 20 a un massimo del 50%». Ciò non toglie che l’appeal di questo investimento abbia una forte connotazione green: «Il bambuseto è in perfetta armonia con il pianeta» sottolinea Beltrame, «non usiamo pesticidi, tagliare i bambuseti significa non disboscare le altre foreste; se ne taglia un terzo all’anno e ricresce tutti gli anni. Dal punto di vista ambientale insomma ci sono solo vantaggi: un ettaro di bambù produce ossigeno come 20 ettari di bosco». Il cofondatore ci tiene a precisare che quello in bambù è un investimento non finanziario, ma imprenditoriale.

«L’investimento finanziario è immateriale, il bambuseto invece lo si calpesta, si vede se le piante sono in salute, e i nostri soci lo fanno perché amano farlo» rimarca il cofondatore di Genesi Life, «la domenica se vogliono possono fare una gita fuori porta per vedere l’impianto. Chi investe è perché crede in questi valori, se volesse fare un investimento speculativo potrebbe scegliere tra tanti altri. I nostri soci tra l’altro sono soci proprietari a tutti gli effetti, a differenza di quanto avviene in altre realtà, e in quanto tali partecipano alle assemblee dei soci una o due volte all’anno». I soci delle srl agricole di Genesi Life sono oltre un centinaio. «Si va da imprenditori primari nei loro settori» mette in evidenza Beltrame, «che dopo averci analizzato a fondo, spaccando il capello, hanno creduto in questo progetto e in chi lo persegue, e hanno investito con noi 500-600mila euro, con punte oltre il milione di euro, fino a lavoratori dipendenti. L’investimento medio è tra i 50mila e i 100mila euro. Chi manifesta interesse riceve il business plan con tutte le informazioni analitiche, e ha a disposizione anche videochiamate via Zoom nelle quali rispondiamo a tutte le domande».

www.genesilife.it

Numero Verde: 800.034.509

email: info@genesilife.it

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