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FRANCHISING E NUOVE IMPRESE

Squadra che vince
non si cambia: si fa crescere

Nata nel maggio 1988 dall'iniziativa di tre agenti immobiliari, oggi Tempocasa è un colosso del franchising immobiliare presente con 450 punti vendita in Italia, a cui si sommano quelli di Spagna e Regno Unito

Paolo Danieli

La storia biancoverde inizia nel 1988. Quando, in una giornata di primavera, i soci fondatori Flavio Ferrari, Mileto Ferra e Nicola Canino si ritrovano seduti intorno a un tavolo per firmare l’atto costitutivo della società che, fino ad allora, avevano solo sognato: Tempocasa. Da quel lontano 13 maggio di acqua sotto i ponti ne è passata. E oggi quella Tempocasa è diventata un colosso del settore immobiliare, leader in Italia e in Europa.

Se volessimo descrivere questo Gruppo – uno dei franchising più famosi nel Real estate – in tre aggettivi, non ci sarebbero dubbi: professionalità, competenza e formazione. Sono questi gli ingredienti che, nel corso di oltre tre decenni, hanno permesso a questa realtà di crescere, affermarsi sul mercato e arrivare a quota 450 punti vendita in tutta Italia. A cui si sommano quelli in Spagna e nel Regno Unito. L’obiettivo? Sfondare il tetto dei 500 uffici entro il 2022.

Non solo: Tempocasa ha saputo ampliare il suo raggio d’azione, anno dopo anno. Tanto che è diventata una holding che – sotto il suo cappello – include più di una decina di società satellite che offrono quei servizi complementari alla mediazione immobiliare. Tra loro ci sono Più Mutui Casa, la società di mediazione creditizia (regolarmente iscritta all’Oam, n. M65) e le due realtà assicurative Dorotea Insurance Broker e Tempo Assicurazioni. Tutte aziende pensate e nate per fornire il migliore servizio possibile alle migliaia di utenti che scelgono il marchio ogni anno.

Eppure non è tutto qui. Se i vantaggi per i clienti (effettivi e potenziali) sono evidenti, altrettanto lo sono quelli per gli affiliati (alias i titolari delle agenzie che fanno parte del franchising). La forza di Tempocasa sta in un piano di carriera meritocratico, che offre a chiunque le stesse possibilità, e nella crescita interna: lo sviluppo della rete (leggi: apertura di nuovi punti vendita) trae linfa dalla rete stessa (leggi: i punti vendita vengono aperti solo ed esclusivamente da quei ragazzi che lavorano già in azienda e che, completato il piano di carriera di cui si parlava poche righe fa, decidono di alzare la saracinesca del loro ufficio biancoverde). Insomma, ogni agenzia è un polo di sviluppo a tutti gli effetti. Dal canto suo, la casa madre offre supporto, servizi e assistenza a 360 gradi ai suoi collaboratori, come in una vera e propria famiglia.

Certo, non è mancato qualche momento di crisi nell’arco di 32 anni di attività. E il 2020, con un’emergenza sanitaria mondiale in corso, ha rischiato di diventarlo. Invece è andata al contrario: l’azienda ha trasformato una difficoltà in un’opportunità fatta e finita, senza mai fermarsi. Neppure per un giorno. Tanto che in poche settimane, lo scorso inverno, ha rivoluzionato modalità operative e progetti (in corso e nuovi), offrendo ai propri clienti strumenti all’avanguardia e un servizio impeccabile, che le ha permesso di rimanere sulla cresta dell’onda.


I piani 2021

Pronta per archiviare l’anno più complesso e sfidante di sempre, ora Tempocasa guarda al futuro e pensa al 2021. In un contesto (quello immobiliare) dove le domande sono molte, così come le incertezze sull’evoluzione del mercato.

A dare qualche risposta è il presidente del Gruppo, Daniele Palermo. «In generale, e in ogni campo, le parole chiave per il prossimo anno saranno tre: impresa, innovazione e digitalizzazione. In un momento storico come quello attuale anche nel 2021 sarà necessario essere sempre un passo avanti rispetto ai competitor. La scena immobiliare vedrà avvantaggiati tutti coloro che, in questi ultimi nove mesi, non si sono fermati. Cosa vuol dire? Avere continuato a lavorare in un periodo così difficile ed essersi modernizzati, come abbiamo fatto noi, ci ha portato ad avere un vantaggio netto. Laddove con ‘modernizzati’ intendo l’introduzione di sistemi digitali all’avanguardia, che hanno facilitato lo scambio di informazioni tra clienti e consulenti immobiliari e ci hanno consentito di vendere immobili anche da remoto», spiega. 

Ma questo significa che nel 2021 ci sarà un cambiamento drastico nel Real estate? «Non proprio. Le persone vorranno ancora vedere le case dal vivo, ma apprezzeranno molto di più – e proprio questo sarà il vero punto di forza e, se vogliamo, di cambiamento – quelle agenzie che saranno in grado di offrire un doppio servizio, ‘tradizionale’ e digitale. Chi si fermerà agli strumenti pre-Covid rimarrà al palo. Di fatto, la pandemia ha abituato tutti noi a modalità di fruizione, di servizi e prodotti, totalmente nuove. E, per quanto ci riguarda, non ci è dispiaciuto. Anzi, abbiamo fatto anche di più: abbiamo saputo anticipare le nuove richieste del mercato, cambiando pelle senza però cambiare la nostra ‘sostanza’».

Se è praticamente certo che, nel 2021, il mercato subirà una contrazione a livello globale, è pur certo che – purtroppo – molte famiglie italiane si troveranno faccia a faccia con la crisi. Nonostante questo, l’interesse verso il mattone non calerà. Gli utenti cercheranno nuovi spazi dell’abitare, con un’attenzione maggiore alla qualità degli immobili in termini di comfort, ampiezza e spazi verdi. Palermo, quindi, sposta il focus sul vero e proprio cambiamento protagonista del comparto immobiliare: «Le prospettive per il 2021 vedono un cambio di marcia. Rispetto agli anni precedenti, si preferiranno le zone di provincia alle grandi città. I fattori che incideranno sono molti: valori più bassi al metro quadro, spazi più grandi e un costo della vita più basso. Il numero di compravendite, a livello Italia, con ogni probabilità subirà una flessione. Ma, secondo una prima previsione, gli italiani continueranno a investire sul mattone, considerato alla stregua di un tesoretto personale nel medio-lungo periodo».

www.tempocasa.it

linkedin@Tempocasa

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