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Oggi Renzi ha ragione su tutto
ma ricordiamoci che bugiardo è

Sergio Luciano
Coronavirus, Renzi: aiuti alle imprese e tutti chiusi in casa

Che Paese, a doversi dibattere tra un governo debolissimo nelle competenze e nella legittimità politica, un’opposizione priva di credibilità internazionale e un provocatore intelligentissimo ma cinico e rancoroso come pochi.
E’ quest’Italia lacerata che dovrebbe ricevere i 209 miliardi del Next generation Ue.
E’ quest’Italia lacerata che in queste stesse ore sta cercando di uscire dalla crisi politica nella quale l’ha cacciata Matteo Renzi, ex premier ed ex segretario Pd, intelligenza luciferina, cinismo assoluto, fallimentare promotore di un partito, Italia Viva, che i sondaggi accreditano di un magrissimo 3% ma oggi titolare di un’ottantina di voti nel Parlamento vigente che lo rendono l’ago della bilancia del governo giallorosso.
Va detto chiaramente: Renzi ha ragione nelle critiche di inazione e pressapochismo che rivolge al governo. Le rivolge a Conte, ma anche al ministro dell’Economia Gualtieri, rivelatosi del tutto inadeguato al compito. Oltre che bugiardo quando continua a ripetere che l’Italia riceverà 209 miliardi dei fondi anti-Covid mentre almeno 50 di essi saranno invece indirizzati a finanziare progetti già approvati dallo Stato e destinati ad essere finanziati dall’ordinaro debito pubblico: quindi saranno sostitutivi e non aggiuntivi, rispetto a fondi che il Paese avrebbe dovuto comunque procurarsi.

La scelta di non far crescere di tutti e 209 i miliardi a nostra disposizione il totale del debito che l’Europa può farci ma  solo di una parte di essi può anche essere legittima ma Gualtieri e Conte l’hanno fatta senza confrontarsi con nessuno, arbitrariamente.
E dove invece il governo si è confrontato con tanti – ad esempio nella scelta scellerata di dedicare solo 9 miliardi alla sanità – è stato per fare appunto errori ancora più gravi.


Già: ma chi è il politico che denuncia tutto cio? Lo spergiuro Matteo Renzi: quello dell’”Enrico stai sereno”. L’uomo della rottamazione, icona di una stagione di violenza verbale parente stretta del “vaffa” grillino e delle ruspe salviniane. Un leader, certo, ma divorato dal suo ego. Che se si votasse oggi prenderebbe pochissimi voti. Che incaponendosi nel fare i referendum che lo hanno bruciato ha ceduto il passo al suo ego anziché seguire il piano della logica.


Quindi Renzi può essere la causa della crisi, mai la soluzione. E forse cerca la crisi per riprendersi il Pd, riportandovi l’abortino di Italia Viva e cercando di scalzare il mite ma moscio Zingaretti e il cattivo e scaltro ma antipatico ed algido Franceschini.
E’ chiaro che si dovrebbe votare: altri Paesi messi meglio di noi sul fronte Covid hanno votato eccome, perla Casa Bianca ad esempio o per le elezioni politiche. Ed è chiaro, dolorosamente, che il Colle ha frenato sulle elezioni per procrastinare la probabilissima e temutissima vittoria di un centrodestra che, perdurante l’ibernazione politica di Berlusconi, avrebbe l’identità, peraltro conflittuale, di Salvini e Meloni.

E’ uno schifo sul piano istituzionale che non si voti, in questo quadro. Però se la sono anche voluta, soprattutto Salvini, a furia di attaccare quell’Europa che a tutta evidenza, oggi più che mai, è l’unica ancora di salvezza per il nostro Paese, anche a costo di future salatissimi rimborsi. Ma comunque, le chiacchiere stanno a zero: per ora nessuno vuole davvero votare.
 
 

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