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FINANZIARE L'IMPRESA - PRESTITI AGEVOLATI

Il “digital divide”
lo colma (anche) la banca

Dai finanziamenti a tasso zero alle piattaforme per rafforzare le competenze: Intesa Sanpaolo vuole essere una “Banca d’impatto” e contribuire a ridisegnare il futuro del Paese sostenendo le famiglie

Paola Belli
Il “digital divide”lo colma (anche) la banca

Andrea Lecce

In Italia una famiglia su quattro non ha accesso a internet da casa. E poco meno di una famiglia su due non dispone presso la propria abitazione di una connessione veloce. Non solo: il 12,2% dei ragazzi tra i 6 e i 17 anni non ha un computer o un tablet a casa (e dove il device c’è, nel 57% dei casi va condiviso). In epoca di smart working e didattica a distanza, il gap tecnologico si fa sentire con prepotenza. A colmarlo ci pensa la banca, che oggi più che mai diventa il riferimento per garantire formazione a distanza e supporto finanziario agli studenti e alle famiglie italiane, che devono conciliare cura delle persone e professione. «Il sostegno alle famiglie e la formazione dei giovani sono la chiave dello sviluppo culturale e sociale del Paese: ecco perché in questi mesi difficili abbiamo potenziato i progetti che avevamo già da tempo messo in campo», spiega a Economy Andrea Lecce, responsabile della Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail di Intesa Sanpaolo. A partire dagli aiuti concreti: in collaborazione con la Fondazione Don Gino Rigoldi, Intesa Sanpaolo ha recentemente donato 500 computer ai giovani di Milano attraverso le scuole, le associazioni di quartiere e le parrocchie.

Intesa Sanpaolo già da settembre propone finanziamenti a tasso zero per rateizzare l’acquisto di tablet e personal computer. Per esempio con XME StudioStation, il micro prestito da 500 a 1.500 euro a tasso zero, rimborsabile in 48 mesi spendendo 1 euro al giorno, le famiglie con Isee fino a 50.000 euro possono dotarsi di quanto occorre per la didattica a distanza. E per rafforzare le competenze Intesa Sanpaolo agevola inoltre l’iscrizione a Skuola.net, incoraggiando i nuovi iscritti con un voucher del valore di 50 euro da spendere subito sulla piattaforma. «Come Intesa Sanpaolo ci sentiamo la responsabilità di contribuire alla ripartenza aiutando le famiglie e i nostri ragazzi, che dall’oggi al domani si sono trovati a dover rivoluzionare le loro modalità di apprendimento, senza contare le pesanti ricadute economiche sulle famiglie italiane», sottolinea Andrea Lecce.

Intesa Sanpaolo propone finanziamenti a tasso zero e prestiti d’onore per sostenere il percorso formativo dei giovani

Poi c’è “per Merito”, il finanziamento per gli studenti universitari: non richiede garanzie, ha tassi contenuti e lunghi tempi di restituzione. Dopo la laurea sono previsti due anni prima di iniziare la restituzione, che può avere una durata fino a 30 anni. L’unica condizione è essere in regola con gli studi (20 crediti formativi o l’80% degli esami a semestre). «“per Merito” sta avendo grande successo perché non richiede alcuna garanzia, ha tassi bassi e lunghi tempi di restituzione», continua Andrea Lecce, «quindi abbiamo deciso di estenderlo anche agli studenti delle scuole secondarie superiori alle medesime condizioni per ampliare le opportunità di formazione, fattore di crescita per il Paese».

Grazie a una partnership con StudyTours, azienda leader da più di quarant’anni nel mondo dell’Educational Travel, “per Merito”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie superiori prevede un finanziamento per un importo massimo di 30.000 euro, da restituire in quindici anni, al quale possono accedere i genitori degli studenti sempre senza alcune richiesta di garanzia. Le famiglie potranno scegliere di impiegare la somma per conseguire il doppio diploma USA-Italia o, in alternativa, per frequentare un anno di scuola all’estero.

Il cerchio si chiude con mamma@work, un prestito a condizioni agevolate che consente alle giovani madri lavoratrici di avere un sostegno economico per conciliare vita familiare e professionale nei primi anni di vita dei figli. È destinato a tutte le donne che lavorano da almeno sei mesi, risiedono in Italia e hanno figli di età non superiore ai 36 mesi. «Come Intesa Sanpaolo vogliamo restituire una visione del futuro più serena: continueremo a fare la nostra parte, perché nessuno resti indietro».

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