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Il business protetto ad alto tasso tecnologico

Competenze, asset tecnologici di monitoraggio e analisi, investimenti significativi sulle risorse umane: così Secursat riesce a garantire la sicurezza dei propri clienti su ogni fronte. Anche in viaggio

Sergio Luciano
Il business protetto ad alto tasso tecnologico

Se c’è una cosa sicura dovrebbe essere un lockdown: in italiano, si traduce con “blocco”. E invece non c’è nessuna situazione che abbia più bisogno di sicurezza. Perché essere bloccati significa essere esposti ai rischi senza potersi difendere. Secursat è un’azienda che vende sistemi e servizi digitali per la sicurezza, di persone e cose. E durante il primo lockdown pandemico (ma anche nell’attuale e parziale) ha investito su se stessa per crescere come organizzazione e come offerta. Riuscendoci.

«Siamo stati e siamo sottoposti come tutte le aziende allo stress-test pandemico ed agli effetti della fase 2 che stiamo vivendo – spiega Giuseppe Calabrese, l’amministratore delegato e imprenditore-fondatore - La crisi economica è diventata anch’essa endemica, ma non la stiamo affrontando con misure precarie e temporanee. No. La stiamo affrontando accellerando sulla strada dell’evoluzione già intrapresa: ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci ha rafforzato nel nostro approccio visionario e proiettato al futuro, ripartendo dalla nostra piccola comunità».

Secursat è nata da un’intuizione di Calabrese, che aveva all’attivo una lunga esperienza nelle forze dell’ordine e in alcune multinazionali private. L’intuizione era quella di caricare di contenuti digitali e di intelligenza artificiale i presidi della sicurezza aziendale. Tutelando innanzitutto ciò che un’azienda ha di più prezioso: la sua integrità fisica, certo, ma anche e soprattutto le sue tecnologie, i suoi dati, il suo software ed hardware, la sua connettività.

«Siamo nati durante la crisi economica», spiega Calabrese, «e dunque sappiamo convivere con l’emergenza. La nostra come quella dei clienti. Il segreto è l’organizzazione, e dunque la governance snella ed efficace, poche regole chiare, risorse guida abituate a lavorare sotto stress con capacità ed autonomia di risposta rapida, garantendo la continuità operativa sulle tematiche di rischio e protezione».

Secursat opera anche da remoto grazie a piattaforme in cloud estremamente sicure e un modello di home working funzionale

La visione dell’azienda è che «i nuovi spazi e le nuove forme di lavoro e di socialità, le nuove interazioni determinate dalla pandemia, ma destinate sia pur diversamente a restare, a confermarsi, possano svolgersi senza rischi e in una modalità di sicurezza digitalizzata», spiega ancora Calabrese. «Noi ci siamo già: siamo proattivi all’interno dei nuovi assetti economici, la nostra attuale capacità di resilienza all’esperienza del lock-down è una prova importante, continuiamo nella ricerca di risorse giovani dalle migliori università per intercettare i nuovi scenari tecnologici, e ciò ci rende sereni nell’affrontare questo momento storico che stiamo vivendo come un forte acceleratore. C’è in gioco la competizione e la sopravvivenza, ma noi siamo sull’onda, siamo giovani, e cavalchiamo le nuove sfide: siamo Secursat».

Cioè – in cifre -  una realtà che, nata del 2013, nel 2019 ha fatturato 7.3 milioni di euro con un Ebitda del 12%. E che quest’anno dovrebbe chiudere i conti in complessivo miglioramento: «Ci basiamo su competenze, asset tecnologici di monitoraggio e analisi e significativi investimenti sulle risorse umane: da una parte nello sviluppo di un modello basato su piattaforme cloud, su un’ architettura di rete estremamente sicura che consente di intervenire, nella maggior parte dei casi, da remoto senza l’invio di personale (e non solo come fattore di risposta al Covid-19, ma anche come fattore in generale rivolto alla riduzione della mobilità, se non necessaria) e dall’altra parte investendo sulla qualità delle risorse  e sul senso di appartenenza aziendale».

Secursat ha avviato da tempo modelli organizzativi di home working funzionali, un piano di incentivi e di welfare per tutto il personale dipendente, ridisegnando il perimetro delle attività su obiettivi non solo economici, affidando lo sviluppo del business ad una giovane manager, Maura Mormile, che gestisce un  team interamente under 30, cercando di combinare intraprendenza, esperienze, competenze e innovazione. 

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