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FINANZIARE L'IMPRESA - NSA ECONOMY RANKING

La carta vincente
vale 8 miliardi di euro

L’industria cartaria italiana investe circa il 6% del proprio fatturato sul territorio. Il settore è solido e ben patrimonializzato. Ecco le imprese più affidabili classificate per Economy da Nsa

Davide Passoni
La carta vincente vale 8 miliardi di euro

"La carta è un materiale igroscopico, composto da materie prime soprattutto vegetali, unite per feltrazione ed essiccate”. Così recita Wikipedia quando descrive uno dei materiali più diffusi al mondo. Wikipedia però non sa che l’Italia ha una forte tradizione nell’industria cartaria, che si traduce in un fatturato annuo per il settore di quasi 8 miliardi di euro. La produzione si aggira intorno ai 9 milioni di tonnellate, che confermano il Paese al quarto posto tra i produttori di carta in Europa. Dei 9 milioni di tonnellate prodotte, circa il 57% è generato da carta da riciclare, mentre nel comparto imballaggio la percentuale raggiunge l’80%.

L’Nsa Economy Ranking ha classificato le imprese più virtuose. Tra esse vi è la Allprint di Reggello (FI): «Siamo parte di un grande gruppo internazionale con oltre quaranta stabilimenti e questo ci aiuta a essere solvibili - dice Sabatino Bonchi, amministratore dell’azienda -. Lo saremmo anche senza il gruppo, ma il fatto che questo non abbia problemi finanziari è per noi un ulteriore vantaggio. Lavoriamo con clienti in tutta Italia, grandi e piccoli e operiamo ogni anno molti investimenti per continuare a competere sul mercato».

Si è invece piazzata al primo posto nel Nord-Ovest la Saccarta di Lentate sul Seveso (MB): «In oltre 70 anni di attività abbiamo vissuto tante situazioni che ci hanno insegnato a fare gli investimenti giusti al momento giusto, anche quando gli altri non investono, come stiamo facendo quest’anno - racconta Roberto Croso, presidente del cda -. Ci aiutano anche la conoscenza del mercato e la capacità di soddisfare le mutevoli esigenze dei clienti: serve essere capaci di dare un prodotto sempre più performante e sempre più competitivo, offrendo anche un ottimo servizio. Anni fa era importante consegnare un prodotto, magari con qualche difetto su cui si chiudeva un occhio; oggi invece la capacità delle aziende è quella di essere molto più attente perché l’offerta è più ampia e internazionale. Inoltre, abbiamo scelto di esportare in zone come la Mitteleuropa, dove i clienti non sono facili da conquistare ma che, una volta che ci riesci, sono molto fidelizzati e offrono migliori condizioni economiche. Senza perdere di vista le nostre stelle polari: qualità, prezzo e dare al cliente la certezza che le sue esigenze saranno soddisfatte anche in situazioni difficili». Opera a Correggio (PR) la L.I.C.A., specializzata in imballaggi: «La nostra storia ci ha spinti a fare delle scelte forti di investimento sull’azienda e sui prodotti che hanno portato questi risultati - dice il presidente, Fabrizio Bocchi -. Abbiamo una clientela principalmente italiana, mentre all’estero esportiamo per una minima parte su un segmento molto particolare, che è quello delle scatole che contengono le pizze, nel quale possiamo contare su pochi clienti ma solidi e affidabili. Inoltre ponderiamo sempre con molta attenzione i nostri investimenti, valutando bene in anticipo quali benefici potranno portare all’azienda; finora le scelte che abbiamo fatto in questo senso ci hanno premiato». Francesco Guercio è l’amministratore della Sacis Packaging di Palermo: «Durante il lockdown i consumi di farina sono aumentati moltissimo e visto che produciamo sacchi per farine, ne abbiamo venduti molti di più. Siamo una delle aziende italiane più piccole del settore cartotecnico e da sempre siamo attenti a conti e costi, perché come sacchificio operiamo circondati da grossi gruppi e multinazionali. Una cosa che ho notato con piacere è che il Covid ha avvicinato molto nord e sud Italia. Oggi molti clienti chiamano dal Triveneto per acquistare i nostri prodotti e rimangono soddisfatti. Prima, solo pochissime persone lo facevano. La nostra micro e media industria è una potenza e dobbiamo credere nuovamente nel sistema Italia».

I dati di Assocarta, l’associazione imprenditoriale che aggrega, rappresenta e tutela le aziende che producono carta, cartoni e paste per carta, ci dicono che queste sono particolarmente virtuose, perché investono circa il 6% del loro fatturato totale sul territorio, a beneficio dello sviluppo del Paese. Queste aziende godono spesso di una buona solidità patrimoniale. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute di queste imprese, suddivise per area geografica.

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