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sustainability & circular economy - formazione

Torna il master che insegna
a fare business sostenibili

Ha preso il via la quarta edizione del “Master in management of sustainable development goals”, organizzato dall’Università Lumsa col supporto di Candriam. E da gennaio parte un corso in lingua italiana

15 Dicembre 2020

Sergio Luciano
Torna il master che insegna a fare business sostenibili

Si fa presto a dire “sostenibilità”. Ma per molti pur bravissimi imprenditori e manager formatisi fino a quindici, vent’anni fa – insomma, persone che oggi hanno tra i 40 e i 50 anni – la “sostenibilità” era un concetto alieno. E purtroppo anche per molti giovani laureati la forza cogente della sostenibilità è un valore di recentissima acquisizione.

Ma non è così per i 50 manager di 32 Paesi diversi finora formatisi al “Master in management of sustainable development goals”, organizzato dall’Università Lumsa e reso possibile dal sostegno di Candriam, una società di gestione patrimoniale del gruppo New York Life (con oltre 500 miliardi di dollari di asset), il nome è un esplicito acronimo: “Conviction AND Responsibility In Asset Management”. «Nelle prime tre edizioni del Master abbiamo formato 50 manager», conferma Giovanni Ferri, professore ordinario in Lumsa di Economia e gestione aziendale - Management and Finance - Relazioni internazionali e direttore del Master, «ed è già partita la quarta edizione». L’iniziativa prese forma nel 2015 «alla vigilia del varo dell’agenda 2030 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu»,  racconta Ferri, che ha lavorato sul tema da oltre dieci anni, oltretutto al fianco di Joseph Stiglitz, alla Banca Mondiale. «Con l’allora ambasciatore al tavolo negoziale dell’agenda 2030, Grammenos Mastrojeni, ci chiedemmo che cosa si potesse fare sul piano didattico per dare prospettive alla nuova sensibilità che stava per prendere corpo in quei giorni. E la soluzione più corretta ci parve dar vita a un master per la formazione di manager consapevoli e preparati sullo sviluppo sostenibile».

La sostenibilità non contrasta con la redditività, ma crea vantaggi competitivi anche nel lungo periodo

Il Master è stato dunque concepito, fin dall’inizio, «come qualcosa che voleva proporre un percorso blend, misto, in cui si offrisse sia il know how che il know why di questa nuova tematica. Quindi da un lato spiegare come e perché si era arrivati all’agenda 2030 e dall’altra insegnare il sostenible management, il modo in cui operazionalizzare quei principi che devono entrare nella vita reale delle aziende». I temi cruciali dello sviluppo economico futuro, tanto più nell’auspicata ripresa dal Covid, ruotano tutti intorno alla sostenibilità, dal Green New Deal europea alla stessa Nex Generation Ue. «È la nuova frontiera dei fondi comunitari, che includono anche obiettivi di equità ed inclusione sociale. Un aspetto reso ancor più importante dall’impatto del Covid», precisa Ferri. «Il nostro master, nato internazionale, si svolge da sempre prevalentemente a distanza, riunendo nella stessa classe sia studenti neolaureati che manager già professionalizzati. Ci possiamo considerare fortunati sia del sostegno di Candriam che di questo vantaggio temporale che ci ha permesso di essere il primo master al mondo con questo titolo e di ottenere il patrocinio delle Nazioni Uniti e della Santa Sede, tanto che il Cardinale Turkson siede nel nostro comitato scientifico, così come del resto il professor Enrico Giovannini». Ma c’è un’altra importante novità che partirà a gennaio, e che sarà un ulteriore master, più specificamente anche se non esclusivamente dedicato al management italiano, e infatti si svolgerà in italiano: «Avrà un taglio più marcatamente pratico, e ci aspettiamo un grande successo anche per questo. Nel programma la parte teorica verrà dunque ridimensonata a vantaggio di quella pratica». Dunque: bisogna imparare come gestire un’azienda nella sostenibilità. Ma quest’obiettivo non può contrastare quello della redditività? «Nient’affatto – conclude Ferri – è una visione da superare. Il quadro di riferimento valoriale è cambiato nel mondo. Nella costruzione di valore di lungo periodo la sostenibilità crea vantaggi competitivi, non freni».

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