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sustainability & circular economy - sviluppo

Da nord a sud il belpaese fa la “cura del ferro”

Alessandro Faldoni

Venticinque nuovi viadotti, 9 gallerie, 14 nuove stazioni e 121 chilometri a doppio binario per unire Napoli e Bari in due ore di treno. È stato pubblicato da qualche giorno il bando di gara per la costruzione dell’ultimo lotto della linea alta velocità/alta capacità Napoli – Bari: 28 chilometri di rete ferroviaria tra Hirpinia e Orsara per un investimento di 1,5 miliardi. Un grande cantiere, che si aggiunge agli altri già aperti, in tutto oltre 1.800 quelli attualmente attivi, alcuni di questi molto grandi, che non si sono mai fermati durante la pandemia.

Investimenti

FS Italiane è il primo investitore in Italia e un grande motore per lo sviluppo del Paese. Nel 2020, dal punto di vista di nuove gare, saranno investiti 20 miliardi di euro. Un record assoluto nel panorama italiano dove FS si pone come asset fondamentale per il rilancio, con la realizzazione di nuove infrastrutture che miglioreranno la connettività. L’alta velocità crescerà in futuro attraverso i corridoi Trieste-Torino e arriverà poi fino a Bari, Reggio Calabria e in Sicilia. Si tratta di opere fondamentali che collegano l’Italia all’Europa e intercettano anche una nuova domanda di mobilità emersa con la pandemia di Covid-19, con un numero maggiore di persone che si spostano dalle metropoli verso i borghi italiani, le piccole e medie città. FS Italiane è così impegnata a redistribuire l’alta velocità per creare un sistema di accessibilità diffusa volto allo sviluppo di queste aree. Il perimetro dell’alta velocità verrà inevitabilmente allargato: città come Torino, Milano e Genova diventeranno un’unica grande area urbana perché saranno collegate in meno di un’ora, l’opera del Terzo Valico permetterà a chi parte da Genova di arrivare in 50 minuti a Milano e in 51 minuti a Torino; al sud Napoli sarà collegata a Bari in un’ora e 58 minuti. Nel 2026 sarà completata l’alta velocità tra queste due città del sud Italia, che diventeranno quindi un’unica area urbana.

Nel 2019 il gruppo fs italiane è stato il primo per investimenti sul territorio: 8,1 miliardi di euro, in crescita dell’8,4% sul 2018


Gli investimenti al Sud

Il piano industriale 2019-2023 del Gruppo FS Italiane prevede 16 miliardi di investimenti al Sud entro il 2023 sulle infrastrutture stradali e ferroviarie. Il potenziamento e la velocizzazione dell’itinerario Napoli – Bari, che passa da Benevento e Foggia, consentirà di integrare l’infrastruttura ferroviaria del Sud del Paese con il Core Corridor Scandinavia – Mediterraneo fra l’Italia e il Nord Europa. L’investimento complessivo è di 6,2 miliardi di euro con fine lavori prevista per il 2026. Il miglioramento delle connessioni della Puglia e delle province più interne della Campania al sistema di trasporto nazionale, in particolare alla linea AV Milano – Roma – Napoli, è il primo passo di un ampio processo di integrazione e sostegno allo sviluppo socio-economico del Mezzogiorno, connettendo due aree che da sole rappresentano oltre il 40% della produzione meridionale. A lavori ultimati, il viaggio tra Napoli e Bari sarà di 2 ore, contro le circa 4 di oggi, e quello fra Roma e Bari in 3 ore, con un risparmio di circa 2 ore rispetto alla percorrenza attuale. La cura del ferro per la Sicilia vale, invece, 13 miliardi di euro. L’ammodernamento della rete regionale siciliana è centrale nel piano di investimenti del Gruppo FS che determinerà positive ripercussioni sul trasporto ferroviario sia regionale sia a media e lunga percorrenza, migliorando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza. Gli interventi in corso e quelli programmati lungo l’itinerario Palermo – Catania – Messina consentiranno di innalzare la velocità fino a 250 km/h e la conclusione per fasi permetterà progressive riduzioni dei tempi di percorrenza. A lavori ultimati, il viaggio tra Messina e Catania sarà di 45 minuti, contro i 70 minuti di oggi, e quello fra Catania e Palermo di un’ora e 50 minuti, con un risparmio di circa un’ora rispetto alla percorrenza attuale. Un investimento economico di circa 9,3 miliardi di euro che risponde alle esigenze di medio e lungo periodo della domanda di trasporto pubblico su ferro e contribuirà allo sviluppo dell’intermodalità. Saranno infatti migliorati i collegamenti con i principali terminal del trasporto aereo, marittimo e con i nodi di interscambio gomma/ferro. La linea Palermo - Catania - Messina è parte integrante del Core Corridor Scandinavo-Mediterraneo che, partendo da Helsinki, arriva in Sicilia attraversando l’intera dorsale italiana AV.


Da Milano a Genova col Terzo Valico

La messa in opera del Terzo Valico dei Giovi, che permetterà ai passeggeri di raggiungere Milano da Genova in poco più di un’ora, vale circa un punto di Pil per il territorio e occuperà 10mila persone la sua realizzazione. Il progetto prevede la costruzione di 53 km nuova linea (oltre le interconnessioni), di cui 37 km in galleria. Un elemento principale è la nuova galleria di Valico a doppia canna per un’estensione totale di 27 km. La realizzazione del progetto, con un investimento di oltre 6,8 miliardi di euro, è parte di una visione strategica del Paese che integra le porte di accesso tra porti, ferrovie e aeroporti e inserisce Genova in un canale di trasporto delle merci fino a Rotterdam, guadagnando cinque giorni sui tempi di scambio. Infatti, la nuova linea Genova - Milano è parte fondamentale del Core Corridor Reno - Alpi, il più importante asse europeo di collegamento nord - sud su cui si muove il maggior volume di merci trasportate in Europa, attraversando i paesi a maggior vocazione industriale (Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia) e connettendo il Mediterraneo con il Mare del Nord, i porti dell’alto Tirreno con quelli del nord Europa. Il Terzo Valico è l’opera che potrà dare un nuovo impulso economico a Liguria e Piemonte, territori destinati a diventare un fondamentale snodo logistico internazionale per i trasporti.


Ad alta velocità fra Brescia e Verona

Il calcio d’inizio dei Giochi olimpici invernali 2026 Milano-Cortina sarà dato col completamento dell’opera Brescia – Verona. Dal valore di 3,4 miliardi di investimento, la realizzazione della nuova linea ferroviaria cambierà radicalmente il sistema di collegamento del nord Italia: permetterà la crescita del Pil, dell’occupazione, dell’indotto e la rivisitazione delle stazioni. La linea AV/AC Brescia Est - Verona è uno dei tasselli del Core Corridor Mediterraneo che collegherà i porti del sud della Penisola iberica con il confine ucraino, passando per il sud della Francia, l’Italia Settentrionale e la Slovenia, con una sezione in Croazia. La linea si sviluppa principalmente in affiancamento all’autostrada A4 Milano – Venezia e alla linea ferroviaria convenzionale, attraversa Lombardia e Veneto, 11 comuni nelle province di Brescia, Verona e Mantova (quest’ultima per le sole opere di viabilità stradale) e prevede la realizzazione di un tracciato ferroviario di circa 48 km, compresi i 2,2 km dell’interconnessione Verona Merci di collegamento con l’asse ferroviario Verona – Brennero. Il completamento della linea permetterà di ridurre le interferenze tra i diversi flussi di trasporto, aumentando la capacità di traffico nei nodi ferroviari di Brescia e Verona, con benefici sulla regolarità e sulla puntualità sia dei servizi a lunga percorrenza sia di quelli regionali e del trasporto merci.

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