Quantcast

FINANZIARE L'IMPRESA

Il «patto per l’export» dà sprint
al made in italy oltre confine

Finanza agevolata, partecipazione al capitale dell’impresa, supporto all’esportazione dei beni di investimento: così Simest, società del Gruppo Cassa depositi e prestiti, sostiene i nostri esportatori nel mondo

Angelo Curiosi

La recente normativa a sostegno del sistema produttivo nazionale, colpito dalle conseguenze economiche della pandemia da Coronavirus, è intervenuta rafforzando in maniera consistente l’offerta di Simest, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti presieduta da Pasquale Salzano e guidata dall’amministratore delegato Mauro Alfonso, che sostiene finanziariamente le imprese che operano anche all’estero.

Il Patto per l’Export - l’accordo firmato lo scorso 8 giugno al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e frutto del lavoro congiunto di istituzioni e rappresentanti delle attività produttive - ha, infatti, riconosciuto a Simest un ruolo centrale nel rilancio del Made in Italy nel mondo potenziandone, come mai prima d’ora, gli strumenti per aiutare le imprese italiane a rispondere alla crisi e a competere in uno scenario globale molto diverso da quello che conoscevamo prima della pandemia.

L’accordo firmato a giugno riconosce a Simest un ruolo centrale nel rilancio delle imprese italiane

In particolare, numerose misure sono state adottate in merito alla finanza agevolata per l’internazionalizzazione (Fondo pubblico 394/81), strumento che da decenni aiuta le imprese italiane a intraprendere e sostenere quel percorso di internazionalizzazione necessario per crescere a livello dimensionale, e che a seguito della pandemia è stato oggetto di un’importante azione di ampliamento e potenziamento.


Il successo della finanza agevolata per l’internazionalizzazione

I Finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione, che Simest eroga per conto del Meci, possono essere richiesti direttamente online, sul sito www. simest.it a copertura delle spese sostenute per:

1) farsi conoscere all’estero tramite la partecipazione a “Fiere, Mostre e Missioni di Sistema”. Il finanziamento è stato ampliato a tutte le fiere di carattere internazionale, anche sul territorio italiano, che è proprio il luogo da dove inizia il processo di internazionalizzazione, ed è stata prevista un’apposita sezione del Fondo dedicata al sostegno, tramite operazioni di partecipazione temporanea e di minoranza al capitale di rischio, sottoscrizione di altri strumenti finanziari e concessione di finanziamenti, del sistema fieristico nazionale.

2) valutare un investimento oltre frontiera attraverso “Studi di Fattibilità”;

3) inserire in azienda una figura professionale capace di guidare l’impresa nella transizione sui mercati internazionali, come “Temporary Export Manager”, un “Temporary Digital Manager” o un “Temporary Innovation Manager”.

4) aprire oltre frontiera una prima struttura commerciale (finanziamento “Inserimento sui Mercati Esteri”);

5) formare il personale in loco (finanziamento “Assistenza Tecnica”);

6) sfruttare le potenzialità del commercio elettronico lanciando o aderendo a una piattaforma di “E-Commerce”;

7) ottenere, se si è un’impresa votata all’export, un finanziamento a medio-lungo termine fino a 800mila euro, senza obbligo di destinazione d’uso (Finanziamento “Patrimonializzazione”).

Da inizio anno si è registrato un boom di nuove domande di finanziamento: sono oltre 13mila per un controvalore di 4 miliardi

Le novità introdotte dal Patto per l’Export – tra le principali, la possibilità di ottenere fino al 50% della quota a fondo perduto, l’esenzione dalla presentazione di garanzie a fronte del finanziamento, l’ampliamento dell’operatività anche all’interno della UE – hanno determinato un boom di domande: dall’inizio dell’anno oltre 13mila (numero che nell’intero 2019 non arrivava a mille) per un controvalore pari a 4 miliardi di euro. Sono state quindi superate le risorse a disposizione 2020 e di conseguenza Simest è stata costretta a interrompere temporaneamente la ricezione di nuove istanze.

«L’interesse dimostrato da parte delle imprese attesta da un lato l’efficacia e la strategicità di questi strumenti finanziari a sostegno dello sforzo imprenditoriale, dall’altro il dinamismo e la reattività delle aziende italiane: le nostre imprese, se adeguatamente supportate, non solo non si arrendono di fronte all’attuale difficile congiuntura economica, ma continuano a difendere la propria posizione sui mercati internazionali e a cercare di guadagnare ulteriore terreno», sottolinea il presidente di Simest Pasquale Salzano.

Non sorprende dunque che Simest sia attualmente oggetto di pressanti richieste da parte delle associazioni di categoria per ottenere dal Governo un rifinanziamento dello strumento in tempi brevi.


Gli altri strumenti forniti da Simest a disposizione delle imprese

Parallelamente all’attività di finanza agevolata, Simest fornisce altri strumenti a disposizione per le imprese che decidono di intercettare la domanda estera andando direttamente a produrre nel mercato di interesse o – in alternativa - esportando fuori Italia beni capitali e servizi.

In particolare, attraverso lo strumento della Partecipazione al capitale, Simest sostiene gli Investimenti Diretti Esteri delle imprese italiane.

Un’attività molto importante perché aiuta le nostre aziende non solo a consolidare la propria posizione oltre frontiera ma spesso anche ad acquisire competitor esteri: attualmente Simest detiene in portafoglio circa 250 partecipazioni di aziende italiane all’estero, che si estendono alla maggior parte dei settori produttivi italiani e a tutti i continenti.

Questo strumento prevede che Smest entri nel capitale della controllata estera con una quota minoritaria e comunque non superiore alla partecipazione dell’impresa italiana promotrice. Si tratta di una partecipazione di medio-lungo termine (fino a 8 anni) che può essere strutturata in fase di costituzione della società estera (iniziative greenfield), di un aumento di capitale sociale finalizzato ad un potenziamento della società estera o di un’acquisizione da terzi (operazioni di M&A).

La partecipazione di Simest consente all’impresa cliente di disporre di risorse finanziare complementari, beneficiando della presenza nella compagine azionaria di un partner istituzionale affidabile ed esperto, di supporto all’inserimento in nuovi mercati e aree geografiche lontane e complesse anche grazie allo stretto coordinamento con la rete diplomatico-consolare italiana nel mondo, e non invasivo nella governance aziendale.

«Il supporto finanziario di un partner istituzionale come Simest è importante soprattutto in questo momento di ridefinizione dell’ambito competitivo», spiega l’amministratore delegato di Simest Mauro  Alfonso - un’iniezione di liquidità necessaria per le imprese italiane che, una volta consolidata la propria posizione in Italia, vogliono rivolgersi all’estero per acquisire nuove quote di mercato nel panorama competitivo internazionale».

Simest supporta anche le start-up innovative: un bacino di più di 11mila imprese che rappresenta la fucina italiana dell’innovazione

All’intervento di Simest attraverso proprie risorse può aggiungersi, sempre nel rispetto del limite del 49% di partecipazione nel capitale, quello promozionale realizzato con le risorse agevolate del Fondo di Venture Capital gestito per conto del Meci, rendendo ancora più vantaggioso il supporto complessivamente offerto.

Recentemente l’operatività del Fondo è stata, inoltre, oggetto di alcune importanti novità, con un’estensione geografica anche ai Paesi intra-UE, prima esclusi, e la possibilità di supportare anche le start-up innovative, un bacino di più di 11.000 imprese che rappresenta la fucina italiana di tecnologia e innovazione, nei loro sforzi di internazionalizzazione, con una dotazione incrementata di 100 milioni di euro per il 2020.


Il supporto all’esportazione dei beni di investimento

Infine la società per l’internazionalizzazione del Gruppo CDP sostiene la competitività delle imprese italiane che operano all’estero anche attraverso il supporto all’esportazione dei loro beni di investimento (macchinari, impianti, relativi studi, parti di ricambio, lavori e servizi) in tutti i Paesi del mondo. Tramite il riconoscimento del Contributo Export a valere su fondi gestiti per conto del Maeci, Simest consente agli esportatori italiani di offrire ai propri committenti esteri condizioni di pagamento dilazionato a medio/lungo termine ad un tasso di interesse fisso agevolato. Si tratta di un intervento agevolativo completamente gratuito, che supporta le imprese esportatrici italiane, in particolare nella fase di aggiudicazione di commesse pluriennali, velocizzando e facilitando la finalizzazione dei contratti commerciali, rafforzandone la competitività internazionale. Su questo fronte abbiamo un portafoglio di operazioni che a fine 2019 si attestava ad un valore complessivo di 37 miliardi di euro.

Un ventaglio di strumenti che risponde a tutte le possibili esigenze delle imprese interessate a varcare i confini italiani, senz’altro di supporto in un momento come quello attuale in cui è necessario per il tessuto imprenditoriale proseguire e sviluppare con una marcia in più il percorso di crescita sui mercati internazionali.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400