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Pmi, un’occasione d’oro
per farsi aiutare dal fisco

Un venti per cento di credito d’imposta per chi effettuerà ricapitalizzazioni entro la fine di quest’anno: è a la straordinaria agevolazione fiscale per le Pmi inserita nel Decreto Riancio. Le spiegazioni di Rsm Italia Spa.

Redazione Web
Semplificare il fisco non costa, ma sapranno farlo?

C’è un’agevolazione fiscale straordinaria disponibile fino a fine anno per le piccole e medie imprese che vogliano rafforzare il proprio patrimonio, ed è contenuta nelle pieghe del Decreto Rilancio approvato dal governo Conte e andato in Gazzetta Ufficiale a fine luglio. Una opportunità estremamente attraente. Ma relativamente poco utilizzata.
Di che si tratta?
Lo spiega, in un documento molto chiaro, Rsm Italia Spa, la società di revisione e organizzazione contabile che fa parte del network internazionale Rsm Global.
In sostanza – spiega Rsm - il Decreto introduce due crediti d’imposta: uno in favore degli investitori che effettuano conferimenti in denaro; l’altra in favore della società ricapitalizzata.
E non si tratta di pochi spiccioli, ma addirittura del 20 per cento del conferimento. Possono esserne beneficiari diretti tutte le persone fisiche e giuridiche che effettuano conferimenti in denaro.
Ma facciamo chiarezza: quali requisiti, quali caratteristiche devono avere questi conferimenti?
Innanzitutto – ed è la ragione per cui questa norma andrebbe capita e sfruttata subito! – devono essere effettuati, a titolo di capitale sociale o riserva da sovrapprezzo, entro il 31/12/2020 (per un massimo di 2 milioni di euro); la partecipazione acquisita in tal modo deve essere mantenuta fino al 31 dicembre 2023; e sempre il 31 dicembre 2023 è il termine prima del quale la società non può distribuire riserve di nessun tipo.
Ci sono poi requisiti obbligatori anche per le società conferitarie. Che devono avere una di queste due caratteristiche:
Ø  Devono aver maturato ricavi nel 2019 compresi tra 5 e 50 milioni di euro (riferiti al gruppo);
Ø  E devono aver sofferto una riduzione dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 di almeno il 33% rispetto ai ricavi dell’analogo periodo dell’anno precedente.
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20% del valore del conferimento
E come possono giovarsi di questo credito d’imposta le società ricapitalizzate?
Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 50% delle perdite eccedenti il 10 per cento del patrimonio netto, al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30 per cento dell’aumento di capitale. Possono beneficiarne le società di qualsiasi tipo purchè operativo, tranne le holding, le banche e le assicurazioni.
I requisiti richiesti per potersi giovare del credito d’imposta sono:
ü  Aver avuto ricavi nel 2019 compresi tra 5 e 50 milioni di euro (riferiti al gruppo).
ü  Riduzione dei ricavi conseguiti nei mesi di marzo e aprile 2020 di almeno il 33% rispetto ai ricavi dell’analogo periodo dell’anno precedente (riferiti al gruppo).
ü  Divieto di distribuzione di riserve di qualsiasi tipo prima del 1 gennaio 2024.
E non basta.
Nello stesso spirito – agevolare al massimo la ricapitalizzazione delle imprese Pmi colpite dalle ripercussioni del Covid-19 - interviene un’altra misura varata dal governo. Si tratta della possibilità, per le imprese che decidano di investire sul proprio rilancio, di ottenere finanziamenti dal Fondo Patrimonio Pmi di Invitalia – quindi uno strumento finanziario pubblico – sotto forma di acquisto di obbligazioni o titoli di debito.
Quali imprese possono avvalersene?  
Devono essere società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata (anche semplificata), società cooperative, società europee e società cooperative europee aventi sede legale in Italia. Sono escluse le società o cooperative che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo.
Per avere i finanziamenti del Fondo, le aziende pretendenti devono avere una serie di caratteristiche:
§  Devon aver maturato un ammontare di ricavi nell’esercizio 2019 compreso tra i 10 ed i 50 milioni di euro e devono avere meno di 250 dipendenti;
§  aver subito, a causa della pandemia da Covid-19, una riduzione complessiva dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente;
§  devono aver deliberato ed eseguito, dopo il 19 maggio 2020, un aumento di capitale a pagamento pari ad almeno 250.000 euro
§  devono aver emesso un’obbligazione o un altro titolo di debito con determinate caratteristiche
§  non risultare, al 31 dicembre 2019, impresa in difficoltà ai sensi della normativa comunitaria
Il Fondo Patrimonio Pmi potrà sottoscrivere titoli per un valore pari all’importo minore tra il triplo dell’ammontare dell’aumento del capitale eseguito; o il 12,5% del fatturato 2019. E’ prevista una premialità se la società raggiunge uno o più obiettivi (riduzione del 5%del valore di rimborso per ciascun obiettivo raggiunto). Promosso dal Ministero dell’Economia, il fondo ha una dotazione di 4 miliardi di euro. L’acquisto dei titoli deve avvenire entro il termine del 31 dicembre 2020. Non è prevista una valutazione del merito creditizio
 
 
 

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