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Sulla sostenibilità
anche il confronto è online

Dopo l’alt del Governo alle fiere, Ecomondo trasferirà i saloni sulla piattaforma digitale già predisposta da Italian Exhibition Group. E la manterrà attiva più a lungo: fino al 15 novembre

3 Novembre 2020

Davide Passoni
Sulla sostenibilità anche il confronto è “ibrido”

Corrado Peraboni, a.d. di Italian Exhibition Group

«In Italia c’è un gap generazionale importante nella sensibilità verso le tematiche ambientali. In senso generale, negli anni l’attenzione è cresciuta, ma lo stacco si vede ancora; temi come il cambiamento climatico, il riscaldamento globale sono molto sentiti da parte dei più giovani e la cosa infonde fiducia. C’è tanto da fare per coinvolgere le persone più avanti negli anni, ma è difficile recuperare decenni nei quali si è cresciuti nel più totale disinteresse e con la convinzione che l’ambiente fosse una risorsa infinita». Dalle parole di Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, emerge chiara l’importanza che assumono Ecomondo e Key Energy 2020, i saloni di Ieg dedicati all’economia circolare e alle fonti energetiche rinnovabili totalmente online dal 3 al 15 novembre. L’ultimo Dpcm presentato il 25 ottobre ha infatti sospeso i convegni, i congressi e le fiere di qualunque genere. Ieg - Italian Exhibition Group - si è così trovata obbligata, suo malgrado e per evidenti cause di forza maggiore, a rimodulare prontamente Ecomondo e Key Energy - previsti dal 3 al 6 novembre alla presenza di 650 aziende - riprogettandoli nel più grande appuntamento digitale per il mondo green, esteso a due settimane, dal 3 al 15 novembre 2020, per una digital double green week.

I due saloni di Italian Exhibition Group dedicati, il primo, all’economia circolare, e tecnologie green e, il secondo, alle energie rinnovabili ed efficienza energetica si trasferiranno totalmente sulla piattaforma digitale già predisposta e tempestivamente riarticolata, coinvolgendo on line l’intera community di riferimento e alimentando il networking tra tutte le filiere presenti con una vetrina prestigiosa di contenuti e innovazioni sui siti ecomondo.it e keyenergy.it. Coinvolti on line anche i media: sono 140 i giornalisti che a ieri si erano accreditati per partecipare alle due fiere, dei quali 35 dall’estero.

La piattaforma di Ieg, tra le più performanti del mercato, garantirà lo svolgimento di una fiera digitale nella sua totalità e comprenderà i profili aziendali completi degli espositori con i loro prodotti, servizi e innovazioni, tutti i convegni, workshop ed eventi già fissati in calendario (che potranno essere seguiti non solo in diretta streaming, ma anche nei giorni a seguire), oltre ad assicurare gli incontri e gli appuntamenti tra espositori e buyer nazionali e internazionali.

Ecomondo indirizza il dibattito sulle questioni chiave della green economy anche a livello istituzionale

I saloni di Ieg hanno fatto scuola e hanno saputo esportare format e competenze, come dimostra la Chengdu International Environmental Protection Expo, la più grande manifestazione di green technology della Cina occidentale. Tenutasi a fine settembre al Century City New International Convention and Exhibition Center di Chengdu, si è avvalsa dell’expertise di Ecomondo proponendo numerose attività digital personalizzate di match-making B2b e B2g (business to government) per le imprese internazionali.

«Ecomondo ha le caratteristiche di essere una tra le pochissime manifestazioni su questi temi che si svolgono nel 2020 - continua Peraboni -. È quindi anche online un momento di ritrovo della community istituzionale, economica e scientifica». Ecomondo e Key Energy cadono in un momento nel quale i temi che trattano da anni assumono una rilevanza particolare; pensiamo al Recovery Fund, che prevede tra le sue linee di investimento l’economia circolare e la green economy. «È un intreccio di coincidenze che si uniscono all’importanza che la manifestazione ha sempre avuto e che ne fanno un appuntamento molto significativo. Tra l’altro, sottolineando una caratteristica dell’evento già molto forte da anni, ossia quella di unire contenuti e aspetto commerciale, rimane per gli operatori la valenza commerciale della fiera, mentre la tradizionale offerta di contenuti si rafforza ancora di più e si arricchisce. Il fatto che la fiera si tenga nelle settimane in cui sarà ancora aperta la discussione sulle azioni che saranno proposte dal nostro governo in sede Ue per l’utilizzo del Recovery Fund, la rendono un crocevia di occasioni».

Un’opportunità che espositori e stakeholder hanno colto, confermando la loro partecipazione digitale. «È importante che quest’anno tutta la platea degli stakeholder che sostengono l’iniziativa, a partire dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, dal Consiglio nazionale della green economy, dal ministero dell’Ambiente e da una nutrita serie di soggetti, abbiano scelto di partecipare accanto alle aziende: un segnale della centralità che questo evento avrà nella discussione sulle tematiche green».

Tematiche che spesso, nelle scorse edizioni, non sono rimaste nel perimetro della fiera ma hanno contribuito a indirizzare il dibattito sulle questioni chiave della green economy anche a livello istituzionale: «Dal confronto costante e diretto tra istituzioni e soggetti economici possono uscire le linee guida per un miglior utilizzo delle risorse e per una indicazione della direzione più corretta da intraprendere - conferma Peraboni -. Usciranno gli indirizzi politici di visione che daranno le istituzioni, mediati dalla concretezza che porta il confronto con il mercato».

La piattaforma digitale, al di là dell’emergenza, ha mostrato potenzialità che la rendono appetibile anche quando, in futuro, la pandemia sarà solo un brutto ricordo. «Sono convinto del carattere permanente di ibridazione per le fiere, anche perché penso che i visitatori di lungo raggio non riusciranno a spostarsi agevolmente ancora per molto, anche finita la pandemia. Con questo modello riusciamo a dare la possibilità a clienti e stakeholder di incontrare quella domanda che per un po’ sarà difficile rivedere in Europa».

Una formula che funziona, anche perché funziona il dialogo costante tra Ieg, aziende e stakeholder di Ecomondo e Key Energy: «Ciascuno ha messo del suo; soggetti come la Fondazione per lo sviluppo sostenibile insieme al Consiglio nazionale della green economy, così come il ministero delle Politiche Agricole quello dell’Ambiente hanno messo a fattor comune la propria visione delle tematiche che ruotano intorno a Ecomondo e il proprio contributo per definire e suggerire le linee di sviluppo da qui ai prossimi anni. Abbiamo anche cercato di tenere in considerazione i segnali che parlano di un’aumentata attenzione da parte del mondo finanziario verso questi temi: penso, per esempio, alla lista di Blackrock con aziende poco attente alla sostenibilità, o al sempre maggiore peso che nella Borsa americana ha l’indice degli investimenti responsabili, cresciuto più di quello tradizionale. Segnali e suggerimenti raccolti dagli stakeholder e messi nell’agenda di quest’anno».

Insomma, la peculiarità del 2020 accresce il senso di responsabilità che spinge a organizzare un momento di incontro così importante in un momento storico così delicato: «Grande responsabilità ma anche grande soddisfazione conferma Peraboni - che ci deriva dall’esperienza nell’organizzazione di eventi fatti proprio di contenuti, come gli incontri organizzati dai Comitati scientifici di Ecomondo e Key Energy».  Le due manifestazioni vantano un parterre di relatori di grande profilo accademico e professionale, che fanno spesso la fortuna delle fiere.

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