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FINANZIARE L'IMPRESA - NSA ECONOMY RANKING

L’industria della ceramica
si rialza dopo il Covid

La pandemia è costata al comparto 350 milioni di euro su un fatturato che, complessivamente, supera i 6 miliardi. Ma le imprese restano affidabili: ecco le migliori, classificate dall’Nsa Economy Ranking

30 Ottobre 2020

Davide Passoni
L’industria della ceramicasi rialza dopo il Covid

Il settore della ceramica è una delle eccellenze dell’industria italiana, la cui qualità e i cui prodotti sono esportati in tutto il mondo. Stando ai dati di mercato 2019 diffusi da Confindustria Ceramica a giugno 2020, erano 279 le industrie attive in Italia lo scorso anno, che occupavano oltre 27.500 addetti e che hanno fatturato 6,5 miliardi di euro. Un settore che ha risentito dell’emergenza Covid la quale, come ha ricordato il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani, è costata 350 milioni di euro di fatturato. Per rialzarsi, conta anche sulla capacità di reazione di un sistema produttivo che comprende aziende solide da un punto di vista finanziario e patrimoniale. L’Nsa Economy Ranking le ha classificate in una speciale graduatoria, riportata nella tabella a fronte. Tra esse vi è la Savar Srl di Stezzano (BG), specializzata da oltre 40 anni nella produzione di ceramiche tecniche, isolatori in ceramica e refrattari. «Siamo un’azienda sempre in crescita, che propone al mercato isolatori ceramici sempre più performanti di altissima qualità, customizzati in base alle richieste del cliente - dice l’amministratore delegato Manolo Raffin -. Le nostre risorse sono da sempre concentrate in quattro capisaldi, ricerca e sviluppo, ambiente e sicurezza, investimenti produttivi e autofinanziamento; quest’ultimo ci ha permesso di raggiungere l’obbiettivo di essere il più indipendenti possibile dagli istituti di credito. Un ulteriore fattore di solidità viene da una quota sempre crescente di fatturato estero, con la quale applichiamo una politica di pagamento anticipato senza quindi aver alcun problema di insolvenze».

Opera invece nella ristrutturazione e nell’arredamento del bagno la Tuttobagno Srl di Barlassina (MB). «La nostra azienda ha 54 anni - dice il titolare, Michelangelo Manzionna - e il segreto per tenere fatturati di un certo livello, clientela soddisfatta e non andare in crisi in periodi così complicati come quello attuale sta nell’accontentare e seguire il cliente. La prima cosa che dico a tutti i miei dipendenti è: puntate alla soddisfazione del cliente, perché un cliente soddisfatto porta altri clienti. Certo, poi bisogna stare vigili sui costi sia in uscita sia in entrata, ma attenzione: in molti tendono a risparmiare su forniture e materiale, ma per dare un prodotto e un servizio di qualità, il risparmio non sempre paga. Non serve strafare, ma il prezzo giusto non è sempre un prezzo basso. Inoltre, siamo tra le poche aziende del nostro settore nella provincia nord Milano che operano con dipendenti nostri, che formiamo e qualifichiamo. Sono tutte cose che hanno un prezzo, ma che poi viene ripagato dalla preparazione delle persone che si vede nel momento del lavoro e del rapporto con il cliente. Più che un costo, è un investimento. Se fossimo nella gdo, potremmo anche pensare al risparmio fine a se stesso, ma proprio se siamo una piccola azienda dobbiamo offrire un servizio più elevato, su misura per il cliente che teniamo esprima anche le proprie recensioni: su Google ne abbiamo un centinaio solo nell’ultimo anno, tutte a 5 stelle. La qualità e il lavoro alla fine pagano».

Gabriele Destefano è infine titolare della Edilceramiche Srl di Bollengo (TO), che si focalizza principalmente su pavimenti, rivestimenti e sanitari: «La nostra è un’azienda familiare, nata 45 anni fa, e teniamo il nostro business all’interno di questa dimensione ridotta che ci consente di compiere i giusti passi senza strafare. Abbiamo una forte attenzione ai costi e, per quanto possibile, ci fa piacere reinvestire parte degli utili in azienda. La nostra dimensione familiare ci aiuta in un momento non facile come quello attuale e ci consente di andare avanti bene. Ci siamo costruiti con gli anni la nostra solidità e siamo contenti così».

Il comparto della ceramica riunisce i produttori di piastrelle e lastre, ceramica sanitaria, porcellana e stoviglieria, materiali refrattari e ceramica tecnica, laterizi. Nel 2019 l’export ha toccato quota 4,5 miliardi di euro, con investimenti per 373 milioni, rispettivamente l’84% e il 7% del fatturato. Il tutto anche grazie ad aziende che spesso godono di una buona solidità patrimoniale. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute di queste imprese, suddivise per area geografica.

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